Visualizzazione post con etichetta VITA DEL NOSTRO GRUPPETTO. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta VITA DEL NOSTRO GRUPPETTO. Mostra tutti i post

sabato 4 gennaio 2014

Bimbi al freddo, un benefattore li scalda..una storia anche per il nostro blog ed il nostro gruppetto..

presepe

Una bella favola di Natale. E' quella che ci racconta, attraverso due lettere - inviate alla rubrica del Giornale di Brescia "Lettere al direttore" - Maria Angela Bertoli, presidente del Centro di aiuto alla vita di San Polino.
Ebbene agli sgoccioli del 2013 Maria Angela scrive al direttore raccontando di una famiglia in difficoltà con tre bambini piccoli che vivono in una casa che a breve sarà messa all'asta. Casa che è rimasta al freddo (e al gelo, come recita una canzone natalizia) per via della rottura della caldaia. Ci vogliono 700 euro per farla riparare. Una casa "sostitutiva" arriverà "solo" l'8 gennaio. Che fare?

QUESTA LA PRIMA LETTERA...

Ore: 14:00 | sabato, 28 dicembre 2013
Una canzone natalizia dice: tu scendi dalle stelle o re del cielo e vieni in una grotta al freddo e al gelo. Tutti la conoscono ma cantandola non sanno che ancor oggi esistono bambini che sono al freddo e al gelo. Lo sa bene la volontaria Rosalba, attiva come tutte le volontarie sette giorni su sette e 24 ore su 24, quando viene chiamata in una casa che sta per essere messa all’asta dove la caldaia si è rotta e servono 700 euro per ripararla, senza lavoro e senza mezzi non ci sono i soldi per poter pagare. Vengo interpellata come presidente del centro di aiuto alla vita di San Polino per vedere che cosa si può fare per due adulti e tre bambine di due mesi, due anni e mezzo e quattro anni e mezzo al freddo e al gelo con nemmeno il calore di un asino e di un bue! Le volontarie non si perdono d’animo ed allora si decide di chiamare l’assistente sociale del Comune di Brescia, Villaggio Ferrari, esisterà un piano d’emergenza! Ed in effetti viene chiamata la famiglia e viene dato un appuntamento per il giorno 8 gennaio, avete capito bene 8 gennaio. Beh con le festività! Nel frattempo la caldaia si riparerà da sola? Ritornerà il caldo estivo? Il Natale produrrà un miracolo? Bisogna augurare a qualcuno il guasto della caldaia con idraulici irreperibili perché capisca cosa vuol dire avere freddo per 10 giorni? Che amarezza nel cuore; una volontaria non riesce a darsi pace se non trova una soluzione e la soluzione sono certo la troveremo come sempre con l’aiuto di altri. E già che ci sono mi tolgo un altro sassolino dalle scarpe: tempo fa avevo chiesto di poter ottenere in circoscrizione San Polo una stanza ad uso esclusivo che potesse servire da magazzino per il materiale che dobbiamo dare alle future mamme (corredino, carrozzine, latte, pannolini e tanto altro) per evitare di portare e riportare ogni volta dalle nostre case, diventate magazzini, il materiale. Le stanze ci sono, sono anche venuti a vedere, ci sono state quasi promesse ma non è venuta nessuna risposta anzi, per meglio dire, ne hanno subito occupata una per l’ufficio elettorale. Dopo due mesi mi sarei aspettata una riposta più volte sollecitata, almeno un sì od un no ma ci sono stati solo silenzi. Quest’anno abbiamo assistito economicamente circa 100 mamme, con pagamento di bollette, con buoni spese con acquisti di latte in polvere e pannolini, abbiamo fatto azioni educative con corsi per le mamme per incentivare ad esempio l’allattamento al seno, avendo come unica risorsa economica la generosità della gente. Non chiediamo soldi alle istituzioni, soldi che peraltro derivano dalle nostre tasse e personalmente vorrei venissero impiegati per pagare gente che se non ha una sensibilità sociale almeno dimostri di essere professionale. Posseggo una maglietta su cui campeggia la scritta: Del Bono Sindaco Adesso si cambia! Adesso quando? Forse l’otto gennaio? dr. Maria Angela Bertoli Presidente CAV Sanpolino
riproduzione riservata © www.giornaledibrescia.it

LA RISPOSTA DELLA GENEROSITA'....



Ecco ora la lettera di Maria Angela che in questi primi giorni dell'anno torna a scrivere al Giornale di Brescia per raccontare come sono andate le cose. Ecco il testo.
"Se il Giornale di Brescia, che ringrazio infinitamente, non avesse tempestivamente pubblicato la mia lettera oggi non potrei raccontarvi una bella favola di Natale diventata realtà.
Nella stessa giornata, 28 dicembre, della pubblicazione della lettera a titolo «troppi bimbi vivono ancora al freddo e al gelo» un signore che ha voluto mantenere l’anonimato ha messo a disposizione l’intera somma per poter aggiustare la caldaia e permettere a questa famiglia di riscaldarsi.
Che bella la generosità quella che nulla vuole in cambio, che non ha bisogno di apparire, di essere nominata ma che, in silenzio, fa cose grandi. Grazie a questo anonimo benefattore (stia certo che la nostra riconoscenza non conosce l’oblio).
Il suo gesto dice a tutte noi volontarie di continuare, nonostante le difficoltà, ad agire in nome dei principi che animano la nostra associazione che non a caso si chiama «Il Dono, Centro di aiuto alla vita» e insegna a tanta persone dall’eloquio facile ma sterile come si aiuta veramente.

In questi giorni i mass media hanno enfatizzato la mancanza di energia elettrica a Cortina come vorrei che parlassero di questo gesto di bontà; mi auguro che in questo mondo di disvalori la bontà di questo anonimo serva per gioire non per chi può finalmente farsi una doccia calda ma bensì per una famiglia che grazie al suo gesto ricorderà per sempre questo Natale".



Cosa dire? Grazie alle tutte volontarie,come la nostra amica Rosalba che frequenta anche il gruppetto con suo marito,
grazie alla Dottoressa Maria presidente del CAV,al Giornale di Brescia
ma soprattutto al silenzioso donatore..
perchè il Dono si è fatto oggi presente attraverso di loro in mezzo a noi..



Buona Santa Epifania...(manifestazione di Gesù tra noi)

VALTER............... PER TUTTO IL GRUPPETTO



martedì 24 dicembre 2013

AUGURI DI BUON NATALE....in musica.....A TUTTI VOI... CHE MI SUPP..anzi! SOPPORTATE




                                                    CERTAMENTE GESU' STA' ANCORA CERCANDO ALLOGGIO NEL NOSTRO CUORE...
VOGLIA IL CIELO CHE CON LUI ANCHE NOI POSSIAMO NASCERE DI NUOVO!!!
 ***************************** BUON NATALE**********************************

giovedì 12 dicembre 2013

IL DIO FATTO BAMBINO....P.Antonio Sicari......prepariamoci ad accoglierlo...

«IL BAMBINO GESU'»
Il BAMBINO GESU' : colui che è eternamente "Figlio di Dio", e viene al mondo come tutti i bambini, per ricordarci che "esser figli" ("esser bambini") non è una stagione del vivere, ma è l'identità costitutiva del nostro essere.
Il Dio fatto Bambino, per mostrarci che Dio non è solo Onnipotenza, ma anche  Amore indifeso, Amore obbediente, Amore che vuole essere accolto e custodito: e può essere adorato dai Re Magi con umiltà, e dai pastori con fierezza.
Il Dio fatto Bambino che dà Gloria al Dio dei cieli, rivelando il Suo Volto paterno, e dà Pace a noi uomini che sappiamo finalmente fino a qual punto siamo stati amati.
Il Dio fatto Bambino, affinché tutti i nostri bambini imparino a "diventare  Dio"  (per grazia e partecipazione). E, se si è vecchi, bisogna prima farsi bambini, a costo di nascere di nuovo.
Il Dio Bambino che ha bisogno di  madre e di fratelli, e a cui tutti potremo fare da madre  e dare fraterna compagnia, purché prima ci mettiamo in ascolto del Padre celeste, l'Unico che gli è sempre vicino  ("Chi fa la volontà del Padre mio, è mio fratello, mia sorella, mia madre").
Il Dio Bambino che occorre proteggere da Erode e dai persecutori, come poi bisognerà proteggerlo lungo tutta la storia umana, a costo di fuggire con Lui verso paesi stranieri.
Il Dio Bambino che occorre tenere tra le braccia, come Simeone, per "vedere la salvezza" che si è a lungo desiderata e che finalmente appare, non come un sogno o una utopia, ma come "salvezza fatta carne" (contro tutte  le riduzioni intellettualistiche e moralistiche).
Il Dio Bambino che si può perdere di vista, quando ci si dimentica che Lui deve "restare nella casa di suo Padre",  così come si può perdere di vista ogni altro bambino  quando lo facciamo abitare in case che non assomigliano alla "casa del Padre"
(ANTONIO MARIA SICARI, Viaggio nel Vangelo)


 Il Signore ha questo modo di parlarci: si avvicina … Quando guardiamo un papà o una mamma che parlano al loro figliolo, noi vediamo che loro diventano piccoli e parlano con la voce di un bambino e fanno gesti di bambini. Uno che guarda dal di fuori può pensare: ma questi sono ridicoli! Si rimpiccioliscono, proprio lì, no? Perché l’amore del papà e della mamma ha necessità di avvicinarsi, dico questa parola: di abbassarsi proprio al mondo del bambino. Eh sì: se papà e mamma gli parlano normalmente, il bambino capirà lo stesso; ma loro vogliono prendere il modo di parlare del bambino. Si avvicinano, si fanno bambini. E così è il Signore». (Papa Francesco nell'omelia di oggi in S.Marta)

mercoledì 24 aprile 2013

LA MIA ESPERIENZA NEL MOVIMENTO....UNA GRAZIA...IL DIVINO NASCOSTO

«E d’un tratto incontri nella folla lo sguardo di  qualcuno – uno sguardo umano–, ed è come se ti fossi accostato a un divino nascosto. E tutto diventa improvvisamente più semplice». (A.Tarkovskij)

Posso dire così della mia esperienza  Ho letto tante cose nella vita, ma ciò che veramente mi è compagno è quello che sento dal Movimento e dal gruppetto. E tutto il mio tentativo di amare Cristo e di essere felice diventa un paragone con quello che mi arriva, che non è una faccia semplicemente, ma è una faccia attraverso un testo, attraverso tante cose che si fanno insieme; e poi tra noi amici c’è il tentativo di aiutarci a capire sempre di più, perché l’unica cosa che cerchiamo è di seguire quello che ci viene proposto da padre Antonio e da Tiziano.
Chi ci aiuta non è uno che ci è semplicemente accanto, ma uno che illumina la vita,  uno che vedendolo e vivendo  tu senti che illumina la tua vita. : la Scuola di Cristianesimo, le vite dei Santi, i gesti, i testi,è tutta la proposta di un’esperienza che mi  viene documentata  in tanti modi.

Poi ho per grazia di Dio accanto dei veri  amici,e trovo in loro quella compagnia che mi aiuta a seguire
Walter

lunedì 22 aprile 2013

DALLE PAROLE AI FATTI.....SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE IN DIFFICOLTA' A BRESCIA...INIZIATIVA DEL BAULE...A CUI PARTECIPEREMO...

Il Baule della Solidarietà, per cercare di sostenere le famiglie in difficoltà economica, ha attivato un’iniziativa con il Comune di Brescia volta a fornire gratuitamente beni di prima necessità (alimentari, abbigliamento) a famiglie con minori indicate dai servizi sociali di Brescia come famiglie che si trovano in situazioni di estrema difficoltà.
In questo mese di aprile inizierà la distribuzione dei beni, che durerà alcuni mesi, e che vedrà il coinvolgimento dei volontari del Baule della Solidarietà e dell’associazione Telefono azzurro/rosa.
L’iniziativa è l’occasione per offrire un aiuto concreto alle famiglie, un sostegno che potrà essere tanto più esteso ed efficace quanti più beni da distribuire si riuscirà a raccogliere. Per sostenere questa opera si sta cercando di interessare alcune realtà industriali del territorio, ma, in questa fase iniziale si è pensato anche di attingere a una raccolta più immediata e diretta.
Si chiede quindi l’aiuto di tutti, proponendo n° 2 momenti di raccolta di generi alimentari non deperibili (farina, zucchero, latte a lunga conservazine, pasta, riso, scatolame (pelati, piselli...), olio, biscotti .. ma anche latte in polvere, omogeneizzati, pannolini, prodotti per l'igiene personale, del neonato e della casa).
Il materiale  sarà raccolto in corrispondenza dei prossimi due incontri di Scuola di Cristianesimo a S.Pietro in Castello (oggi lunedì 22 aprile e lunedì 6 maggio): prima dell’incontro (dalle ore 20.15 fino alle 20.50) ci saranno delle persone che raccoglieranno questi beni nel parcheggio interno del convento.
Chi fosse interessato potrà dare anche  una mano alla confezione dei pacchi e/o alla distribuzione.
Scrivete al blog.........

domenica 21 aprile 2013

E' TEMPO DI CRISI ECONOMICA E POLITICA,DA DOVE RIPARTIRE ? DA CHI ? DA CRISTO PRESENTE E DAL SUO AMORE

Che cosa vogliamo per noi stessi e per i nostri figli,soprattutto?
Un lavoro,una famiglia,degli amici,una società,una guida sicura,la pace,la giustizia..l'amore...soldi,salute..tempo libero...tempo....
Cosa vogliamo per gli amici,per i compagni di lavoro,per la massa che guarda la televisione ed internet?
PENSO CI VORREBBE  SOPRATTUTTO UN CUORE NUOVO DENTRO TUTTE LE COSE CHE SI FANNO O CHE SI VORREBBERO FARE..
"Quando sono debole è allora che sono forte!"diceva San Paolo..Sono momenti di debolezza,questi...
Il troppo attaccamento alla nostra debolezza però non ci fa trovare  la soluzione ai nostri problenìmi e ai nostri desideri più profondi ...Dal superuomo di ieri all'uomo smarrito e solo di oggi ..MA LA VITA CONTINUA PERCHE' SENZA LA PRESENZA DI UN UOMO CRISTIANO TUTTO IL MONDO ANDREBBE IN ROVINA..

E' la passione per Cristo che rende possibile il cambiamento del mondo..
Grillini.Bersaniani,Berlusconiani...attaccati al leader come se avesse in tasca la soluzione di tutte le crisi
Oppure attaccati al gruppo,al partito,all'audience,al successo...al denaro anche se è poco..o soprattutto..nel disperarsi...non sapendo più cosa fare perchè si confidava in questo...
Questa nostra umanità tende a DISTRUGGERSI NELLA SUA COSCIENZA PROFONDA .

Noi dobbiamo,nella nostra POVERTA' ricominciare a MENDICARE CRISTO..
A domandarlo nei nostri ambienti e nel nostro cuore...

Se anche fossi solo al mondo,fossi l'unico,fossi dimenticato,povero,disperato....CRISTO DAREBBE LA SUA VITA SOLO PER ME...perchè LUI E' QUESTO,ESISTE PRIMA DI NOI PER QUESTO...E VIVE ANCORA TRA NOI PER QUESTO...

«Per sperare, bimba mia, bisogna essere molto felici, bisogna aver ottenuto, ricevuto una grande grazia», dice il poeta francese Charles Péguy (Il portico del mistero della seconda virtù, in I Misteri, Jaca Book, 1997, p. 167).

 Che cos’è questa «grande grazia» di cui parla Péguy? La fede in Gesù Cristo. La grande grazia è la certezza della fede. La fede è il riconoscimento di una Presenza viva tra noi.
Andrej Tarkovskij, il famoso regista russo, fa dire a uno dei suoi personaggi del film Andrej Rublëv: «Lo sai anche tu, certi giorni non ti riesce nulla, oppure sei stanco, sfinito, e niente ti dà sollievo, e all’improvviso nella folla incontri uno sguardo semplice, uno sguardo umano, ed è come se avessi ricevuto la comunione e subito tutto è più facile» (Andrej Rublëv, Garzanti, Milano 1992, p. 74). L’esperienza presente di questa Presenza, analogamente a quella della madre, è il fondamento della speranza.
 Se la fede è riconoscere con certezza una Presenza così corrispondente all’attesa del cuore, allora la speranza è avere una certezza per il futuro che nasce da questa Presenza. È l’espandersi al futuro della sicurezza del presente.
All’inizio dell’enciclica Spe salvi Benedetto XVI dice : «La redenzione ci è offerta nel senso che ci è stata donata la speranza, una speranza affidabile, in virtù della quale noi possiamo affrontare il nostro presente: il presente, anche un presente faticoso, può essere vissuto ed accettato se conduce verso una meta e se di questa meta noi possiamo essere sicuri, se questa meta è così grande da giustificare la fatica del cammino» (n. 1).

CORAGGIO AMICI...RIPARTIAMO DA CRISTO...DANDO LA PAROLA A LUI.........
NELLA NOSTRA VITA OGNI GIORNO E' CRISI,OGNI GIORNO SI RICOMINCIA....
MA CI ATTENDE UN MONDO DI FELICITA'....

Lo dice bene sant’Agostino: «Sia il Signore Dio tuo la tua speranza; non sperare qualcosa dal Signore Dio tuo, ma lo stesso tuo Signore sia la tua speranza. Molti […] da Dio sperano qualcosa al di fuori di Lui; ma tu cerca lo stesso tuo Dio; […] dimenticando le altre cose ricordati di Lui; lasciando indietro tutto, protenditi verso di Lui. […] Egli sarà il tuo amore» (Enarrationes in Psalmos, 39, 7-8).
La forma della risposta al desiderio dell’uomo è Cristo stesso. Cristo è l’unica speranza di compimento della nostra affettività. Egli solo, Egli solo è capace di esaudire, di soddisfare veramenteogni nostro bisogno.

Cristo, la Presenza riconosciuta viva dalla fede, è l’unico fondamento ragionevole della speranza. Senza di Lui la vita dell’uomo è priva di un fondamento su cui poggiare.
E' proprio così, perché - come conferma san Tommaso - «la vita dell’uomo consiste nell’affetto che principalmente lo sostiene e nel quale trova la sua più grande soddisfazione»
(San Tommaso d’Aquino, Secunda secundae, in Summa Theologiae, q. 179, art. 1).

PREGHIAMO INSIEME IN QUESTI GIORNI PER QUESTO..grazie...

Walter




lunedì 25 marzo 2013

Via Crucis del Gruppetto (con riflessioni di Don Tonino Bello)

Via Crucis, con riflessioni di Don Tonino Bello

Il tempo di Quaresima è per noi tutti, un tempo di grazia. Se lo viviamo nell'Amore più appassionato a Gesù, esso produrrà frutti di pace, perdono, riconciliazione e gioia.
Riportiamo, di seguito, la via crucis commentata da don Tonino Bello
(L'Affresco di Gesù Crocifisso si trova nella Chiesa di San Pancrazio a Montichiari,dove si è svolta la Via Crucis del Gruppetto guidata da Padre Agostino Pappalardo)
I Stazione – Gesù è condannato a morte
C. Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

"Pilato parlò loro di nuovo, volendo rilasciare Gesù. Ma essi urlavano: "Crocifiggilo, crocifiggilo!". Ed egli, per la terza volta, disse loro: "Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato nulla in lui che meriti la morte. Lo castigherò severamente e poi lo rilascerò". Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso; e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta fosse eseguita. Rilasciò colui che era stato messo in carcere per sommossa e omicidio e che essi richiedevano, e abbandonò Gesù alla loro volontà" (Luca 23, 20-25).
Riflessione
A voi che non contate nulla agli occhi degli uomini, ma che davanti agli occhi di Dio siete grandi, coraggio! Dio non fa graduatorie. Non sempre si lascia incantare da chi sa parlare meglio. Non sempre, rispetto al sospiri dignitosi dei povero, dà la precedenza al canto gregoriano che risuona nelle chiese. Non sempre si fa sedurre dal profumo dell'incenso, più di quanto non si accorga del tanfo che sale dai sotterranei della storia.
[pausa di silenzio]
C. Dio onnipotente ed eterno, che hai rinnovato il mondo con la gloriosa morte e risurrezione del tuo Cristo, conserva in noi l'opera della tua misericordia, perché la partecipazione a questo grande mistero del tuo amore ci consacri per sempre al tuo servizio. Per Cristo nostro Signore. Amen.
II Stazione – Gesù prende la croce
C. Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

"Essi allora presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Golgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall'altra, e Gesù nel mezzo" (Giovanni 19, 17-18).
Riflessione
La croce l'abbiamo inquadrata nella cornice della sapienza umana e nel telaio della sublimità di parola. L'abbiamo attaccata con riverenza alle pareti di casa nostra, ma non ce la siamo piantata nel cuore. Pende dal nostro collo, ma non pende sulle nostre scelte. Le rivolgiamo inchini e incensazioni in chiesa, ma ci manteniamo agli antipodi della sua logica. L'abbiamo isolata, sia pure con tutti i riguardi che merita.
[pausa di silenzio]
C. Signore, tu che hai detto: "Il mio giogo è dolce e il mio carico è leggero", aiutaci ad accoglierlo nella nostra storia.
III Stazione – Gesù cade la prima volta
C. Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

Io sono l'uomo che ha provato la miseria sotto la sferza della sua ira. Egli mi ha guidato, mi ha fatto camminare nelle tenebre e non nella luce. Solo contro di me egli ha volto e rivolto la sua mano tutto il giorno. Egli ha consumato la mia carne e la mia pelle, ha spezzato le mie ossa. Ha sbarrato le mie vie con blocchi di pietra, ha ostruito i miei sentieri…
Riflessione
Dal deserto del digiuno e dalla tentazione fino al monte Calvario, Gesù passa attraverso le strade scoscese di questa terra. E quando arriva ai primi tornanti del Calvario, non cerca deviazioni di comodo, ma vi si inerpica fino alla croce.
Sì, la pace, prima che traguardo, è cammino. E per giunta, cammino in salita. Vuol dire, allora, che ha le sue tabelle di marcia e i suoi ritmi, i suoi rallentamenti e le sue accelerazioni. Forse anche le sue soste.
[pausa di silenzio]
C. Signore, donaci di ripetere sempre con te: "Padre, non sia fatta la mia, ma la tua volontà".
IV Stazione – Gesù incontra sua madre
C. Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

"Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: "Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l'anima" (Luca 2, 34-35).
Riflessione
Nessun linguaggio umano deve essere stato così pregnante come quello di Maria. Fatto di monosillabi, veloci come un sì. 0 di sussurri, brevi come un fiat. 0 di abbandoni, totali come un Amen. 0 di riverberi biblici, ricuciti dal filo di una sapienza antica, alimentata da fecondi silenzi.
[pausa di silenzio]
C. Maria, aiutaci, perché nella brevità di un sì, detto all'Unico, ci sia dolce perderci.
V Stazione – Gesù è aiutato da Simone di Cirene
C. Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

"Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene che veniva dalla campagna, padre di Alessandro e Rufo, a portare la croce. Condussero dunque Gesù al luogo del Golgota, che significa luogo del cranio" (Marco 15, 21-22).
Riflessione
L'amore per Cristo che non abbia il marchio della totalità è ambiguo, il part-time non è ammissibile. Il "servizio a ore", in cui magari per ogni eccedenza chiediamo compensi maggiorati come un operaio che esige lo straordinario, sa di mercificazione. In concreto, innamorarsi di Gesù Cristo vuol dire conoscenza profonda di lui, assimilazione dei suo pensiero, accoglimento senza sconti delle esigenze radicali del Vangelo.
[pausa di silenzio]
C. Donaci, Signore, di non sentirci costretti nell'aiutarti a portare la croce.
VI Stazione – La Veronica asciuga il volto di Gesù
C. Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

"Ho presentato il dorso ai flagellatori, la guancia a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi. Il Signore Dio mi assiste, per questo non resto confuso, per questo rendo la mia faccia dura come pietra, sapendo di non restare deluso" (Isaia 50, 6-7).
Riflessione
Eccoci, Signore, davanti a te. Col fiato grosso, dopo aver tanto camminato. Ma se ci sentiamo sfiniti non è perché abbiamo percorso un lungo tragitto o abbiamo coperto chissà quali interminabili rettilinei. E' perché, purtroppo, molti passi li abbiamo consumati sui viottoli nostri, e non sui tuoi sentieri, seguendo i tracciati involuti della nostra caparbietà faccendiera, e non le indicazioni della tua Parola.
[pausa di silenzio]
C. Grazie, Signore, perché ci conservi nel tuo amore, e non ti sei ancora stancato delle nostre povertà.
VII Stazione – Gesù cade la seconda volta
C. Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

"Oltraggiato non rispondeva con oltraggi,
e soffrendo non minacciava vendetta, ma rimetteva la sua causa a colui che giudica con giustizia.
Egli portò i nostri peccati nel suo corpo, sul legno della croce,
perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia" (1 Pietro 2, 23-24).

Riflessione
Stare con Gesù significa mettere il Vangelo al centro della nostra vita personale e comunitaria. Lasciarsi contaminare inguaribilmente dalla speranza della risurrezione. Affrontare le tribolazioni, il dolore e perfino la morte, sapendo che verranno giorni in cui "non ci sarà né lutto né pianto", e tutte le lacrime saranno asciugate dal volto degli uomini.
[pausa di silenzio]
C. Signore, quando ci sentiamo feriti nell'amore, fa' che ricordiamo le tue parole: "Imparate da me che sono mite e umile di cuore".
VIII Stazione – Gesù incontra le donne di Gerusalemme
C. Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

"Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso le donne, disse: "Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?" (Luca 23, 27-28. 31).
Riflessione
Coraggio, fratello che soffri. Non angosciarti tu che, per un tracollo improvviso, vedi i tuoi beni pignorati, i tuoi progetti in frantumi, le tue fatiche distrutte. Non tirare i remi in barca, tu che sei stanco di lottare e hai accumulato delusioni a non finire. Non abbatterti fratello povero, che non sei calcolato da nessuno, che non sei creduto dalla gente e che, invece del pane, sei costretto a ingoiare bocconi di amarezza. Coraggio! La tua croce, anche se durasse tutta la vita, è sempre "collocazione provvisoria".
[pausa di silenzio]
C. 0 Signore, la visione del tuo volto ci aiuti a rientrare in noi stessi e a piangere sinceramente sui nostri peccati.
IX Stazione – Gesù cade la terza volta
C. Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

"Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte al suoi tosatori, e non aprì la sua bocca. Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi, per l'iniquità del mio popolo fu percosso a morte" (Isaia 53, 7-8b).
Riflessione
Un giorno, quando avrete finito di percorrere la mulattiera del calvario e avrete sperimentato come Cristo l'agonia del patibolo, si squarceranno da cima a fondo i veli che avvolgono il tempio della storia, e finalmente saprete che la vostra vita non è stata inutile. Che il vostro dolore ha alimentato l'economia sommersa della grazia. Che il vostro martirio non è stato assurdo, ma ha ingrossato il fiume della redenzione raggiungendo i più remoti angoli della terra.
[pausa di silenzio]
C. Aiutaci, Signore, a capire che la nostra storia crocifissa è già impregnata di risurrezione.
X Stazione – Gesù è spogliato delle vesti
C. Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

"Un branco di cani mi circonda, mi assedia una banda di malvagi; hanno forato le mie mani e i miei piedi, posso contare tutte le mie ossa. Essi mi guardano, mi osservano: si dividono le mie vesti, sul mio vestito gettano la sorte" (Salmo 22, 17-19).
Riflessione
"Chi sta alla tavola dell'eucaristia deve "deporre le vesti". Le vesti del tornaconto, del calcolo, dell'interesse personale, per assumere la nudità della comunione. Deporre le vesti della ricchezza, del lusso, dello spreco, della mentalità borghese, per indossare le trasparenze della modestia, della semplicità, della leggerezza. Dobbiamo abbandonare i segni del potere, per conservare il potere dei segni.
[pausa di silenzio]
C. Dacci, Signore, di divenire compagni di tutti coloro che rimangono indietro o sono scavalcati dagli altri.
XI Stazione – Gesù è inchiodato sulla croce
C. Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

"Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra. Gesù diceva: "Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno". Dopo essersi poi divise le sue vesti, le tirarono a sorte. C'era anche una scritta, sopra il suo capo: "Questi è il re dei Giudei" (Luca 23, 33-34. 38).
Riflessione
Non sfugge a nessuno che stiamo vivendo giorni quali ci sembrava di non dover vivere mai. Perfino ad attardarsi sulla rievocazione delle violenze si dà l'impressione di essere stancamente ripetitivi. La situazione internazionale, gli eccidi, gli spettacoli della fame ci sfilano davanti agli occhi come grondaie inconsumabili, e si ha la tentazione di pensare a situazioni senza sbocco. La nostra coscienza morale esce schiacciata da questa temperie di dolore. E' il tempo del torchio. Il nostro animo si gonfia di turbamento. Siamo presi dallo sconforto.
[pausa di silenzio]
C. Metti in noi, Signore, la convinzione dell'amore infinito che perdona.
XII Stazione – Gesù muore in croce
C. Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

"Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era stata ormai compiuta, disse per adempiere la Scrittura: "Ho sete". Vi era lì un vaso pieno d'aceto; posero perciò una spugna imbevuta di aceto in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. E dopo aver ricevuto l'aceto, Gesù disse: "Tutto è compiuto!". E chinato il capo, spirò" (Giovanni 19, 28-30).
Riflessione
"Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio". Ecco le sponde che delimitano il fiume delle lacrime umane. Ecco le saracinesche che comprimono in spazi circoscritti tutti i rantoli della terra. Ecco le barriere entro cui si consumano tutte le agonie dei figli dell'uomo. "Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio", solo allora è consentita la sosta sul Golgota. Una permanenza più lunga sarà considerata abusiva anche da parte di Dio. La mia, la tua, le nostre croci sono provvisorie.
"Collocazione provvisoria"
Nel Duomo vecchio di Molfetta (Bari) c'è un grande crocifisso di terracotta. Il parroco in attesa di sistemarlo definitivamente l'ha addossato alla parete della sagrestia, e vi ha apposto un cartoncino con la scritta: "Collocazione provvisoria".
La scritta mi è parsa provvidenzialmente ispirata. "Collocazione provvisoria": penso che non ci sia formula migliore per definire la croce. La mia, la tua croce, non solo quella di Cristo.
Coraggio allora, tu che soffri. Animo, tu che provi i morsi della solitudine. Abbi fiducia, tu che bevi il calice amaro dell'abbandono. Asciugati le lacrime, fratello, che sei stato pugnalato alle spalle da coloro che ritenevi tuoi amici. Non angosciarti, tu che per un tracollo improvviso vedi i tuoi progetti in frantumi, le tue fatiche distrutte. Non tirare i remi in barca, tu che sei stanco di lottare e hai accumulato delusioni a non finire. Non abbatterti, fratello povero, che non sei calcolato da nessuno. Non avvilirti, amico sfortunato, che nella vita hai visto partire tanti bastimenti, e tu sei rimasto sempre a terra.
Coraggio. La tua croce è sempre "collocazione provvisoria".
Il Calvario, dove essa è piantata, non è zona residenziale. Anche il Vangelo ci invita a considerare la provvisorietà della croce.
C'è una frase immensa, che riassume la tragedia del creato al momento della morte di Cristo. "Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio, si fece buio su tutta la terra". Forse è la frase più scura di tutta la bibbia. Per me è una delle più luminose. Proprio per quelle riduzioni di orario che stringono, come due paletti invalicabili, il tempo in cui è concesso al buio di infierire sulla terra.

Da mezzogiorno alle tre del pomeriggio. Solo allora è consentita la sosta sul Golgota. Al di fuori di quell'orario c'è divieto assoluto di parcheggio Dopo tre ore, ci sarà la rimozione forzata di tutte le croci.
Coraggio, fratello che soffri. C'è anche per te una deposizione della croce. C'è anche per te una pietà sovraumana. Ecco già una mano forata che schioda dal legno la tua. Coraggio. Mancano pochi istanti alle tre del pomeriggio. Tra poco, il buio cederà il posto alla luce, la terra riacquisterà i suoi colori verginali e il sole della Pasqua irromperà tra le nuvole in fuga.
[pausa di silenzio]
C. Gesù, aiutaci a vedere anche nelle nostre croci, e nella stessa croce, un mezzo per ricambiare il tuo amore.
XIII Stazione – Gesù è deposto dalla croce
C. Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

"Era il giorno della Preparazione e i Giudei, perché i corpi non rimanessero in croce durante il sabato (era infatti un giorno solenne quel sabato), chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe al primo e poi all'altro che era stato crocifisso insieme con lui. Venuti però da Gesù, e vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli colpì il fianco con la lancia, e subito ne uscì sangue e acqua" (Giovanni 19, 31-34).
Riflessione
E' vero che ogni cristiano deve accogliere la sua croce, ma deve anche schiodare tutti coloro che vi sono appesi. Anche noi oggi siamo chiamati a un compito di portata storica: "Sciogliere le catene inique, togliere i legami dal giogo, rimandare liberi gli oppressi" (Isaia 58, 6).
[pausa di silenzio]
C. Signore, insegnaci a vedere oltre la croce la gioia, oltre la morte la vita.
XIV Stazione – Gesù è posto nel sepolcro
C. Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo.
T. Perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

"Ora, nel luogo dove era stato crocifisso, vi era un giardino, e nel giardino un sepolcro nuovo, nel quale nessuno era stato ancora deposto. Là dunque deposero Gesù, a motivo della Preparazione dei Giudei, poiché quel sepolcro era vicino" (Giovanni 20, 41-42).
Riflessione
Coraggio, comunque! Noi credenti, nonostante tutto, possiamo contare sulla Pasqua. E sulla Domenica, che è l'edizione settimanale della Pasqua. Essa è il giorno dei macigni che rotolano via dall'imboccatura dei sepolcri. E' l'intreccio di annunci di liberazione, portati da donne ansimanti dopo lunghe corse sull'erba. E' l'incontro di compagni trafelati sulla strada polverosa. E' il tripudio di una notizia che si temeva non potesse giungere più e che invece corre di bocca in bocca ricreando rapporti nuovi tra vecchi amici. E' la gioia delle apparizioni del Risorto che scatena abbracci nel cenacolo. E' la festa degli ex delusi della vita, nel cui cuore all'improvviso dilaga la speranza. 
 
"Angeli con un'ala soltanto"
Voglio ringraziarti, Signore, per il dono della vita.
Ho letto da qualche parte che gli uomini sono angeli con un'ala soltanto: possono volare solo rimanendo abbracciati.

A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare, Signore, che anche tu abbia un'ala soltanto. L'altra, la tieni nascosta: forse per farmi capire che anche tu non vuoi volare senza di me. Per questo mi hai dato la vita: perché io fossi tuo compagno di volo.
Insegnami, allora, a librarmi con te. Perché vivere non è "trascinare la vita", non è "rosicchiare la vita"...

Vivere è abbandonarsi, come un gabbiano, all'ebbrezza del vento. Vivere è assaporare l'avventura della libertà. Vivere è stendere l'ala, l'unica ala, con la fiducia di chi sa di avere nel volo un partner grande come Te!

C. Mio Signore e mio Dio, credo alla tua risurrezione e voglio vivere alla tua presenza per non considerarmi mai solo e abbandonato. Scenda, o Padre, la tua benedizione su di noi che abbiamo commemorato la passione e morte del tuo Figlio nella speranza di risorgere con Lui.
Venga il perdono e la consolazione, si accresca la fede, si rafforzi la certezza della redenzione eterna. Per Cristo nostro Signore. Amen.





sabato 23 marzo 2013

OGGI VIA CRUCIS ORGANIZZATA DAL GRUPPETTO AL COLLE DI SAN PANCRAZIO MONTICHIARI ORE 17

"Dio non è venuto a spiegare la sofferenza: 
è venuto a riempirla della sua Presenza" 
(Paul Claudel)

Gesù affronta la sofferenza aggrappandosi al Padre nella preghiera
La croce è l'amore concreto di Gesù che giunge all'estremo
Un amore "fino alla fine"


Solo quando avremo taciuto noi, Dio potrà parlare.
Comunicherà a noi solo sulle sabbie del deserto.
Nel silenzio maturano le grandi cose della vita:
la conversione, l'amore, il sacrificio.

Quando il sole si eclissa pure per noi,
e il Cielo non risponde al nostro grido,
e la terra rimbomba cava sotto i passi,
e la paura dell'abbandono rischia di farci disperare,
rimanici accanto.

In quel momento, rompi pure il silenzio:
per dirci parole d'amore! 
E sentiremo i brividi della Pasqua. (Don Tonino Bello)


Abbiamo nel cuore tutte le persone che conosciamo e che soffrono in questo momento,la sofferenza dei cristiani nel mondo,la sofferenza del Papa e della Chiesa (ora osannanata poi perseguitata,mai compresa come Gesù perchè l'amore è sempre più messo alla prova in questo mondo,l'amore fedele,l'amore che costruisce in un mondo tentato dall'autodistruzione  mascherata da felicità non riconoscente di nulla...) 
per tutto questo pregheremo

sabato 23 febbraio 2013

GRAZIE AMICI....per l'affetto verso me e mio padre...la compagnia è un dono grande...

 Mi sono fatto prestare le parole da  Padre Aldo Trento....
Quando qualcuno che ti è tanto caro, sta tanto male,il mondo acquista un'altra luce...la luce della verità..(la salute è una grazia)
e della Verità..con la V maiuscola....
Grazie a tutti ..Valter


"Alcuni giorni fa mi ha colpito una frase di Chesterton: «Colui che è convinto di essere in buona salute è l’unico veramente ammalato». Nel testo latino del Credo la liturgia mette sulle nostre labbra: «Propter nos homines et propter nostram salutem descendit de Caelis». La traduzione italiana sostituisce il sostantivo “salutem” con “salvezza”, mentre per me la parola “salute” esprime molto bene la condizione dell’uomo già sul nascere della vita. Cristo non si è fatto carne solo perché l’uomo impari a guardare il suo destino finale, ma anche perché in questo momento possa godere della bellezza della realtà, della circostanza nella quale ognuno di noi è chiamato. Cristo si è fatto carne e vive in mezzo a noi affinché possiamo sperimentare in ogni momento la grazia della salute. Quella “salute” che abbiamo perso con il peccato originale. Dio si è fatto carne per ridarcela. Perché ciascuno sperimenti il gusto, la gioia di vivere, dentro qualsiasi situazione in cui ci troviamo.
Tutti siamo malati, ma quando il sacerdote versa un po’ di acqua sopra la testa di un bimbo e pronuncia la frase: «Io ti battezzo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo», non è più la morte il suo destino finale, ma inizia un’ontologia nuova che trasforma la mortalità in immortalità, la malattia – qualsiasi sia il suo nome – in salute."

domenica 10 febbraio 2013

"IO SONO" : riflessione di Roberto al Gruppetto di Scuola di Cristianesimo

RIFLESSIONI del nostro amico ROBERTO al gruppetto di SCUOLA DI CRISTIANESIMO
Riflessioni su  “  IO SONO  “
Sono parole  forti, impegnative, che hanno ricadute grandi sulla nostra vita.   E’  Gesu’ – Dio   che afferma se stesso nella Sua natura.
Se tra le due parole “ Io Sono”  ci mettiamo un  “ci”  la  frase diventa “ Io  ci Sono “ .
L’affermazione non cambia di significato, ma  acquista  un valore  di maggiore presenza e tenerezza per l’uomo.
“Io ci sono “  è infatti la frase che noi comuni esseri mortali diciamo a un amico in  difficolta’; vogliamo
dirgli , in altri termini, : “  non preoccuparti,di qualunque cosa abbia bisogno,  “ Io ci sono “ . Vale dire:
“ Io sono pronto a  starti  vicino,ad aiutarti,non ti lascio solo  con i tuoi problemi, sono pronto a farmene carico.”
Se ,dunque,noi uomini che siamo “ i cattivi “  a  causa  della nostra  natura  corrotta  e corruttibile per la ferita originale,siamo capaci di parlare così a un amico, tanto più Gesù che è bonta’ infinita,amore infinito, ci puo’ garantire la Sua amicizia e il Suo aiuto ; non ci lascia soli, resta vicino a noi e ci aiuta.
L’ “ Io sono “  è una frase che appare in tutta la sua potenza, ma , in definitiva è un frase d’amore,
piena di dolcezza  e di promessa d’aiuto.
E’  il Vangelo che ci racconta cosa significa l’”IO  Sono” .
Gesù si è fatto vicino gli uomini  che incontrava sul Suo cammino: li vedeva ammalati e li guariva,li
vedeva tormentati da spiriti immondi e li  liberava, li vedeva oppressi da una vita  di peccato ( V. la
Samaritana ) e li amava comunicando loro l ‘Amore misericordioso del Padre; gli comunicavano la
morte di una persona cara,  addolorato interveniva e,solidale con il dolore  dei congiunti , da Dio
quale  era,  risuscitava il morto. Un  amico,insomma, totalmente  affidabile.
Gesù ancor oggi è così e ci ripete
IO  SONO
Queste due parole hanno una valenza teologica. E’  spontaneo il richiamo  del “ Io sono il Signore Tuo
Dio” delle  Tavole del legge.
Il Dio fatto Uomo, Gesù , nella  Sua vita terrena  con gradualita’   ci spiega il significato di questo Suo
potere sulla natura e sugli uomini  attraverso  incontri significativi con altri uomini ,attraverso  parabole
e miracoli , finchè , catturato perche’  scomodo per il potere costituito,durante  il processo di Pilato
arriva  ad affermare  di essere RE.
I Sommi sacerdoti  gia’  sapevano    che Gesu’ si proponeva  come Dio  e come Re: era  quindi  un
bestemmiatore  contro  Dio e un pericoloso rivale  al vero capo del potere politico; avevano gia’  preso
la loro decisione che , per  loro,  era l’unica  possibile. L’eliminazione  fisica  di un Re  rivale.
Gesù obbediente  al Padre, sebbene angosciato dalla sofferenza, non  oppone resistenza e si  abbandona
totalmente ( Padre se è possibile allontana  da  me questo calice, ma non la  mia,   ma la Tua volonta’
Sia fatta).
L’affermazione Io Sono da parte di  Gesù ha  prodotto  quindi una reazione da  parte degli uomini, che
conseguentemente l’hanno ucciso credendo  così di eliminare una menzogna (la menzogna ) che
invece è una Verita’, la Verita’.
Io Sono   significa ,quindi , Io Sono la Verita’  per l’Uomo con tutto cio’  che questo significa nella  vita
personale  di ciascuno : pensiamo   a quale deve essere la diversita’  del modo di interpretare la vita
da parte di un amico di Cristo che vive secondo i Suoi “consigli” , quale diverso approccio ha con la
realta’ fuori di sé; così  amera’ in modo diverso , del tutto particolare, sara’  vicino all’altro uomo in modo
unico, non per  interesse, ma vedendo in lui un fratello in Cristo.  In altre parole amera’  in modo
particolare perche’  a sua volta è stato ed è amato in modo del tutto particolare , IMMENSAMENTE

"Io sono la vite e voi i tralci"
L’ Io Sono, quindi, non è da vedere in chiave autoritaria, ma nell’ottica di un Amore incommensurabile
Che  genera  altro amore che vuole trasformare la  realta’  a  immagine ( purtroppo spesso pallida ahime’  ) del Paradiso . (   Siamo   chiamati ad anticipare il Paradiso  su lla terra  in modo che  ‘Uomo sperimenti  che la  sequela di Cristo gli dona non solo la  Vita  Eterna  , ma il centuplo quaggiu’).
(A un giovane   è possibile non interessi la Vita Eterna; se è intelligente non rifiutera’ però il centuplo quaggiu’ )
Tutto questo ci sembra impossibile, utopistico ?
Vediamo i Santi: sono e sono stati uomini e donne come noi, hanno amato immensamente  ( per quanto possibile ai limiti imposti dalla natura umana ) fino a divenire degli  Alter Christus e hanno trasformato la realta’ fino a farla diventare un    anticipo di  Paradiso. Pensiamo alla figura  del Santo Curato d’Ars , a San Benedetto che ha  trasformato completamente  la realta’  europea del suo tempo; ma pensiamo anche Santi a noi piu’  vicini  come Madleine Delbrel che interpretava  la  realta’ con gli  occhi di Cristo, anzi vedeva in ogni circostanza della vita , anche la piu’ banale, Cristo stesso.
Pensiamo a P.Pio , quanto amava e pativa per le anime a lui affidatesi e quanto pagava , anche
fisicamente, per  loro: poteva essere sicuramente definito sostanza d’amore, un amore totale e,al
tempo stesso,umile  al punto  di essere perseguitato dall’idea di  essere egli stesso in stato di grave
peccato ( come molti Santi frequentava spesso il Sacramento della Confessione, forse
quotidianamente).
IO SONO   ha, quindi, la pretesa di  dire: Io sono  la Verita’  della tua vita : ti amo immensamente,sono il tuo piu’  caro amico, sempre presente anche  quando non mi cerchi, sempre pronto ad aiutarti e a sorreggerti quando cadi.
 Ci dice: seguimi e insieme faremo cose  grandi ! .  (Roberto)



























































































































































































































Ci dice: seguimi e insieme faremo cose  grandi ! .

domenica 27 gennaio 2013

S.Angela Merici........Nel nostro gruppetto del Movimento Ecclesiale Carmelitano di Brescia oggi è l' onomastico di "mamma" Angela Lanfranchi...BISOGNA AMARE LA FILIALITA' DELL'ALTRO...

 TANTI AUGURI AD ANGELA che è sempre un esempio di vita per il nostro gruppetto e per tutte le famiglie del MEC,nell'amare la "filialità" dell'altro...GRAZIE DI TUTTO........Walter
.
                Icona dipinta da suo figlio , Padre Angelo Lanfranchi (Madre del Carmelo)

"Due sposi hanno amore di sposi, se l’uno ama la filialità dell’altro e la protegge.  Perfino il fatto che il matrimonio sia un sacramento, significa che i due sposi hanno la vocazione e la missione di condursi reciprocamente al Padre e di aiutarsi nel cammino verso di Lui. Se un matrimonio fallisce, l’origine del fallimento non è nella relazione di coppia (come siamo subito inclinati a pensare), ma nell’irrispettosa e lunga dimenticanza (e mancata custodia) della reciproca filialità. Se un matrimonio può essere ricostruito, ciò non accadrà soltanto ripulendo le incrostazioni del rapporto o perdonandosi le reciproche offese, ma riscoprendo quella purezza che ai figli è sempre possibile (perché ad ambedue appartiene l’eredità lasciata dalla parabola del “figlio prodigo”).

Il giorno in cui un coniuge vede morire l’altro coniuge non è il giorno in cui si spezza il vincolo sponsale, ma il giorno in cui esso è perfettamente adempiuto, se l’uno ha aiutato l’altro a gettarsi nelle braccia del Padre celeste.
Due genitori hanno vero amore di genitori se educano amando, nella filialità della prole, la propria stessa filialità. I fratelli non riescono ad amarsi davvero come membri di una stessa famiglia, se prima non si sentono figli dell’unica famiglia di Dio.
Un figlio non può amare con tenerezza e rispetto il genitore malato e invecchiato (soprattutto quando costui regredisce dolorosamente verso l’infanzia) se non lo vede come “il bambino del buon Dio” (come Teresa di Lisieux definiva il proprio papà malato di Alzheimer). E gli altri non potranno essere accolti come prossimo da amare se non li si contempla nella prossimità filiale che ciascuno di essi ha col Padre celeste".          (Padre Antonio Sicari)






sabato 26 gennaio 2013

Lettera di Giorgio a Luigi Amicone ( rivista Tempi) e omelia di Mons. Angelo Scola (visita alle carceri)...situazione inaccettabile ma Pannella non docet....

Lettera aperta a Luigi Amicone

Uno scherzo, si.. senz’altro un scherzo, non può che essere uno scherzo. Certo,  in questo momento di confusione ci mancava anche questo. Così ho pensato quando un mio amico mi ha dato la notizia (ricordo che ho fatto anche una grande risata).
Invece no, è vero … è purtroppo vero.
Caro Amicone inutile dirti che la tua promessa (ma per che cosa hai promesso??) di endorsement  e di dare il voto alla compagine radicale mi trova assolutamente in disaccordo (è così ti assicuro per la strastragrande maggioranza dei lettori di Tempi).
Trovo veramente difficile comprendere come tu sia potuto cadere nella trappola Pannelliana  che è sempre la stessa da decenni.
Viene presentato il caso pietoso (il classico cavallo di Troia) e il radicale di turno si fa paladino della battaglia.
Mi sembra difficile comprendere come tu sia potuto salire sul carro del vincitore. Perché Pannella ha già vinto la sua battaglia. Ha avuto una visibilità (guarda che caso.. poco prima delle elezioni)  che neanche sborsando milioni di euro avrebbe avuto e… è diventato l’eroe nazionale difensore dei “poveri” carcerati. A questo proposito è illuminante il libro “Da servo di Pannella a figlio libero di Dio” di Danilo Quinto (uno che i radicali li conosce molto bene visto che ne è stato il tesoriere per 20 anni).
Grazie a questa fama  Pannella potrà continuale e sviluppare la sua opera di distruzione di quel poco di civiltà e rispetto dell’umano che rimane nella società.
Inutile ricordarti che dietro quell’allegra lista gialla (come la definisci tu) ci sia quell’ideologia anticristica (quella di no Vatican) e antiumana che permette di uccidere i più indifesi e i meno visibili di tutti gli uomini: quelli nel grembo materno, che distrugge le famiglie, che liberalizza le droghe, che promuove i rapporti omosessuali chiedendone il riconoscimento con l’adozione di bambini, ecc.
Insomma tutto il contrario di quei principi non negoziabili  che il magistero della Chiesa ci chiede di difendere (in sintesi: difesa della vita, matrimonio tra uomo e donna, libertà educativa)
Caro Amicone è questa la guerra che si combatte. Certo, è vero occorre migliorare la condizione delle carceri. Ti preme?  E allora fà tua la battaglia! Prega, digiuna, incatenati davanti al Ministero di Grazie e Giustizia, rapati a zero, fatti un piercing al naso con le manette insomma lavora di fantasia per attirare l’attenzione sul problema  ma non salire sul carro della morte che puzza di zolfo da molto lontano.
Inutile dirti anche che la tua scelta ha creato ancora più confusione e disorientamento in un momento già di grande difficoltà per i cattolici che devono votare, alla faccia del titolo di Tempi “cristiani di tutta Italia unitevi” (ecco un altro punto messo a segno di Pannella: aver creato divisione e confusione tra i cattolici).
Last but not least: permettimi un consiglio fraterno, mettiti davanti al Signore, ritira il tuo appoggio ai radicali  e fatti una bella confessione.
Meglio una promessa da marinaio che salire sul carro della morte.

Giorgio Marusi
 
                            VIDEO :Arcivescovo Milano Scola: chi ha responsabilità paese decida

A coloro che hanno la responsabilità del Paese "dobbiamo chiedere che esplicitino nei loro programmi che cosa intendono fare per le carceri italiane". Lo ha detto l'arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, durante l'omelia della messa con i detenuti del carcere di San Vittore. Il cardinale ha parlato di "condizioni inaccettabili, dovute al sovraffollamento e a un concetto ancora troppo punitivo della pena".

mercoledì 2 gennaio 2013

domenica 16 dicembre 2012

TANTI AUGURI, ANNA !!!!!...dal Gruppetto....

Tanti Auguri da tutto il gruppetto alla Fist Lady del Movimento a Brescia.....
Mancano 15 minuti alla Mezzanotte.....facciamo ancora in tempo....il concerto del nostro coro
e la festa in Castello  certamente sono stati due cose belle nella giornata del tuo compleanno...erano anche per Te....come questa ultima sonatina di pianoforte....

A TE E A GIANNI ANCORA TANTI AUGURI !!!!!!

Concerto di Natale del nostro Coro di San Luca per aiutare la nuova opera di carità del Movimento Ecclesiale Carmelitano di Brescia


























DAL GIORNALE DI BRESCIA DI OGGI







CI SARO' ANCH'IO NEL CORO !!!!! 
TANTI AUGURI.....

Vi anticipo un canto corale stupendo che noi eseguiremo (non abbiamo questa orchestra ma faremo del nostro meglio !!!!)
"KAROL TO THE KING "

sabato 8 dicembre 2012

VIENE GIU'......IMMACOLATA....(ricordi di Avvento)....

Abbiamo cominciato l'Avvento e in questi ultimi giorni si sono susseguiti molti momenti di approfondimento della nostra fede e della nostra appartenenza al movimento..
Ricordo l'incontro del gruppetto a casa di Betty dove Gianni T. ci ha aiutato a rileggere la scuola di Cristianesimo alla luce della testimonianza della coppia di Treviso di cui ho scritto già nel blog
Punto per punto, Gianni ha fatto degli agganci al Vangelo di Matteo Capitoli 5,6 e 7..
Poi c'è stato l'incontro organizzato da Giorgio in cui ci ha parlato dell'incontro di Verona sulla Vita,di cui ho parlato anche nel blog, e ci ha fatto anche vedere un video di cui ho dato anticipazione..
Fervono i preparativi di Natale e il coro di San Luca di cui faccio parte sta facendo prove su prove per il concerto di Natale del 16 Dicembre..
Oggi 8 Dicembre,festa dell'IMMACOLATA c'è stata la professione solenne di Fra Sergio dello Spirito Santo... con canti e rinfresco finale nel chiostro...
Tanti avvenimenti uniti ai tanti incontri.
Si vorrebbe raccontare tanto...ma mi affido ad una canzone..per ringraziare tutti e specialmente il Signore....

 
AH! DIMENTICAVO......HA NEVICATO....
SI......All'IMMACOLATA.......

martedì 13 novembre 2012

IL GRUPPETTO DEL 12 NOVEMBRE 2012

Il GRUPPETTO si è trovato a casa di Betty per la Scuola di Cristianesimo
Gianni T. ha fatto una bella presentazione del testo da studiare e meditare,approfondendo il Vangelo di Matteo da Capitolo 5 al Capitolo 7, citando altri brani del Vangelo..una catechesi nella catechesi...
La nuova legge di Gesù....incarnata da Gesù stesso..letta e riletta ...le testimonianze di Gianni,Valter.Giorgio,Giovanna,Agnese...gli esempi sulla preghiera,sulla vita famigliare,sul perdono e l'amore per i nemici sono serviti ad approfondire e dare "carne" al testo di Padre Antonio Sicari.
Un ricordo riconoscente anche per "mamma"Angela e suo marito,cuore ed esempio per la nostra compagnia.
E' stato veramente bello ancora assaporare un pezzetto di cielo(e un pezzetto di torta dopo l'incontro) nella comunione tra di noi..
Gesù è stato veramente presente..
Penso che questo sia un grande dono..che dobbiamo sempre apprezzare,ricordare,e di cui dobbiamo ringraziare..La nostra preghiera prende consistenza da questa vita insieme , come la fatica di ogni giorno si sentirà certo accompagniata dalle parole di Gianni. a conclusione dell'incontro:"Se non puoi fare quello che ami, ama quello che fai..sarai felice.."...LA NUOVA LEGGE DI GESU' E' PER QUESTO.....