domenica 23 febbraio 2014

SENTINELLE IN PIEDI.....MILANO...15 FEBBRAIO 2014...1500....PER LA LIBERTA' DI OGNI CATTOLICO E/O LAICO ONESTO E DEMOCRATICO DI PROFESSARE LE PROPRIE CONVINZIONI SULLA FAMIGLIA IN ITALIA SENZA ESSERE INCRIMINATO PER OMOFOBIA

  La "liberazione sessuale"e il “gender” mirano a creare un nuovo ordine mondiale distruggendo la famiglia

dalla rivista TEMPI
gennaio 11, 2014    Vito Punzi
gabriele-kubyIntervista alla sociologa e critica letteraria tedesca Gabriele Kuby: «Attraverso la rivoluzione sessuale globale le élite al potere attaccano l’ordine della creazione e, così facendo, tutta l’umanità»
La tedesca Gabriele Kuby, nata a Costanza nel 1944, è per formazione sociologa e autrice di saggi legati all’educazione e alla sessualità. Madre di tre ragazzi, si cimenta volentieri anche con la traduzione dall’inglese (per oltre vent’anni nell’ambito dell’esoterismo e della psicologia). A lungo impegnata nei movimenti studenteschi tedeschi sorti dal Sessantotto, Gabriele Kuby si è convertita ed è entrata nella Chiesa cattolica ricevendo il sacramento del battesimo il 12 gennaio 1997, festa del Battesimo di Gesù. Il suo primo libro (Mein Weg zu Maria – Von der Kraft lebendigen Glaubens, La mia strada verso Maria – Sulla forza della fede viva) è stato un best-seller.
Come pubblicista concentra il suo interesse sui vicoli ciechi intrapresi dalla società moderna, indicando la via d’uscita in una nuova coscienza dell’esperienza cristiana. L’unico suo libro pubblicato in Italia è Gender Revolution. Relativismo in azione (Cantagalli 2008) e rappresenta un grido d’allarme indirizzato a tutti gli Stati membri dell’Unione Europea: in ogni ambito del vivere pubblico va riconosciuta come fondamento della famiglia la differenza sessuale tra uomo e donna. A un anno fa risale il suo ultimo libro pubblicato in Germania, La rivoluzione sessuale globale. Distruzione della libertà in nome della libertà: «Era il 31 settembre del 2012 – ricorda Gabriele Kuby – quando ho avuto il privilegio di consegnare personalmente una copia del libro a Benedetto XVI, e per me è stato un grande incoraggiamento sentirgli dire “Ringraziamo Dio per quello che dice e scrive”».
Signora Kuby, partiamo dal suo ultimo libro denuncia: qual è il motivo che l’ha sollecitata a scrivere?
La constatazione che la liberalizzazione delle norme sessuali rappresenta la linea del fronte dell’odierna battaglia culturale. Io appartengo alla generazione del ’68 e a quel movimento ho partecipato attivamente. Dopo la mia conversione mi sono cadute le bende dagli occhi. Dopo il libro del 2006, dedicato alla rivoluzione del “gender”, ho continuato a raccogliere materiale e in seguito ho sentito la necessità di rappresentare l’evoluzione di questa ideologia, perché tutti percepiscono gli effetti del capovolgimento dei valori, come la distruzione della famiglia, ma sono in pochi a essere coscienti che dietro si cela una strategia delle élite di potere, dall’Onu all’Unione Europea, all’alta finanza.
Dunque qual è il messaggio che intendeva trasmettere?
La deregolamentazione delle norme sessuali conduce alla distruzione della cultura. La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948 dice che la famiglia è il nucleo della società e che essa ha bisogno, per esistere, di una regolamentazione morale. Con tutto ciò che aggredisce i bambini tramite i media, internet e l’educazione sessuale obbligatoria che viene insegnata nelle scuole, per loro è difficile diventare adulti maturi, cioè in grado di assumersi la responsabilità di essere madri e padri.
Perché nel sottotitolo del libro ha scelto di porre l’accento sulla libertà, o meglio sull’opera distruttiva che in suo nome si sta compiendo?
L’esaltazione filosofica dell’individualismo avvenuta al tempo dell’Illuminismo e le dittature impostesi nel XX secolo hanno portato a considerare come valore più importante la libertà, o meglio la libertà assoluta, che tuttavia nel nostro mondo, così condizionato com’è dai limiti, non esiste. La deregulation delle norme sessuali viene oggi spacciata all’essere umano come parte di quella libertà. Ma cosa succede in realtà quando l’impulso sessuale non è più sotto controllo? Che l’altro viene considerato semplicemente oggetto della propria soddisfazione sessuale. Il dato per cui nella nostra società una ragazza su quattro e un ragazzo su dieci subisce abusi sessuali mostra ciò che accade come conseguenza del fatto che non venga più insegnato l’autocontrollo. Il caos sociale che ne deriva sollecita un sempre maggiore controllo da parte dello Stato; che una situazione del genere conduca alla tirannia lo ha già indicato Platone nel suo Repubblica, 2.400 anni fa.
Perché nel libro si rifà spesso al romanzo di Aldous Huxley, Il mondo nuovo, pubblicato nel 1930?
È affascinante leggere oggi quell’opera profetica, nella quale gli uomini vengono prodotti in laboratorio e formati attraverso media e psicofarmaci per essere felici, i bambini si trastullano con il sesso alla pari degli adulti e tutto viene controllato da “Ford”, il “nostro Signore”. Originariamente Huxley aveva pensato che quella sua “fantasia” si sarebbe realizzata da lì a 600 anni, ma già nel 1949 quel futuro s’era ridotto a un centinaio di anni. Allora non era possibile tutto ciò che è consentito oggi (selezione prenatale, madre in affitto, manipolazione genetica, genitore 1 e genitore 2), ma Huxley era ben cosciente che la vera rivoluzione accade nel cuore e nella mente della persona.
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Quali sono a suo parere i motivi della crisi della nostra civiltà?
Lo scarto decisivo c’è stato con la rivoluzione culturale sessantottina. Promossa da sazi studenti figli della borghesia, quella rivolta si fondava su tre impulsi: quei giovani si fecero ammaliare dalle teorie marxiste (nonostante il Muro di Berlino e i carri armati sovietici a Praga, contro la democrazia); in secondo luogo, c’è stato il femminismo radicale, che doveva liberare la donna dalla «schiavitù della maternità» (sono le parole usate da Simone de Beauvoir); il terzo impulso era quello della “liberazione sessuale”. Le parole d’ordine al proposito erano: quando la tua sessualità sarà “liberata”, cioè avrai abbattuto qualsiasi tipo di condizionamento morale, allora potrai costruire una società libera dall’oppressione. Quella generazione, la mia, fallito il tentativo di coinvolgere il “proletariato”, ha compiuto una vera e propria “marcia dentro le istituzioni”, tanto che, quello che ieri era un movimento d’opposizione, oggi rappresenta la politica ufficiale delle grandi organizzazioni internazionali, di molti governi nazionali, non solo di sinistra. E i media che determinano il mainstream seguono questa “agenda”.
Un altro riferimento interessante per le sue valutazioni è stato il libro della studiosa belga Marguerite A. Peeters, La globalizzazione della rivoluzione culturale occidentale…
Non interessante, fondamentale, perché mi ha aperto gli occhi. Da parte mia mi sono concentrata sul nocciolo di quella rivoluzione: la deregulation delle norme morali che regolano la sessualità. La rivoluzione sessuale globale viene promossa dalle élites al potere. Ho già detto di Onu e Unione Europea, ma con esse si deve intendere l’intera rete di impenetrabili sotto organizzazioni: di queste fanno parte gruppi industriali globalizzati, grandi fondazioni come Rockefeller e Guggenheim, persone molto ricche come Bill e Melinda Gates, Ted Turner e Warren Buffett, o grandi Ong come la International Planned Parenthood Federation e l’Unione Internazionale delle lesbiche e degli omosessuali (Ilga). Tutti questi soggetti lavorano nei livelli superiori della società avendo a disposizione enormi risorse economiche. E tutti hanno un interesse comune: ridurre la crescita della popolazione su questo pianeta. L’aborto, il controllo delle nascite tramite contraccettivi, la distruzione della famiglia: tutto questo serve lo scopo della creazione di un nuovo ordine mondiale.
famiglia-francia-lgbtQual è dunque il ruolo del “Gender Mainstreaming” in questo contesto “rivoluzionario” globalizzato?
Il concetto di “Gender” presuppone che qualsiasi orientamento sessuale – eterosessuale, omosessuale, bisessuale e transessuale – sia equivalente e debba essere accettato dalla società. L’obiettivo è il superamento dell’“eterosessualità forzata” e la creazione di un uomo nuovo, cui lasciare la libertà di scelta e di godere della propria identità sessuale indipendentemente dal suo sesso biologico. Chiunque si contrapponga a ciò, singole persone o Stati, viene discriminato come “omofobo”. Si tratta di un attacco mondiale all’ordine della creazione e, così facendo, all’intera umanità. Esso distrugge il fondamento della famiglia e in questo modo consegna ai despoti di turno la persona che non riesce più a riconoscersi, se uomo o donna.
Nel suo ultimo libro attacca duramente la pornografia e chi la tollera.
Sì, perché la pornografia è una droga e come tale crea dipendenza. Una droga che distrugge la capacità di amare e di assumere la responsabilità di essere padre e madre. Inoltre costituisce un piano inclinato sul quale è facile scivolare verso quell’abisso della criminalità sessuale che finisce col coinvolgere anche i bambini e i giovanissimi. A proposito della Germania, esistono dati allarmanti: il 20 per cento dei ragazzi tra i 12 e i 17 anni “consumano” quotidianamente pornografia, il 42 per cento almeno una volta alla settimana. Che persone potranno formarsi in queste condizioni? Ed è difficile farsi una ragione del motivo per cui l’Unione Europea si dimostra essere così aggressiva contro il fumo ma non fa nulla per impedire l’imbruttimento provocato dalla pornografia.
In questa situazione di “rivoluzione sessuale globale”, qual è il compito dei cristiani?
Si tratta ovviamente di un tema che riguarda ciascuno di noi. Ci piaccia o meno, dobbiamo anzitutto mettere ordine nella nostra vita sessuale, così che la vocazione umana sia all’altezza del vero amore, l’amore che dona la felicità. Se non è così non è possibile neppure trovare le motivazioni per affrontare una battaglia del genere, che è per la dignità dell’uomo, per la famiglia, per i nostri figli, per il futuro.

martedì 18 febbraio 2014

MANDAMI QUALCUNO DA AMARE...PREGHIERA DI MADRE TERESA DI CALCUTTA

Questa preghiera mi è stata richiesta da Patrizia...

MANDAMI QUALCUNO DA AMARE

Signore, quando ho fame, dammi qualcuno che ha bisogno di cibo,
quando ho un dispiacere, offrimi qualcuno da consolare;
quando la mia croce diventa pesante,
fammi condividere la croce di un altro;
quando non ho tempo,
dammi qualcuno che io possa aiutare per qualche momento;
quando sono umiliato, fa che io abbia qualcuno da lodare;
quando sono scoraggiato, mandami qualcuno da incoraggiare;
quando ho bisogno della comprensione degli altri,
dammi qualcuno che ha bisogno della mia;
quando ho bisogno che ci si occupi di me,
mandami qualcuno di cui occuparmi;
quando penso solo a me stesso, attira la mia attenzione su un’altra persona.
Rendici degni, Signore, di servire i nostri fratelli
Che in tutto il mondo vivono e muoiono poveri ed affamati.
Dà loro oggi, usando le nostre mani, il loro pane quotidiano,
e dà loro, per mezzo del nostro amore comprensivo, pace e gioia.

Madre Teresa di Calcutta

domenica 16 febbraio 2014

Eugenio Finardi - La storia di Franco - dall'album 2014 "Fibrillante"



                           NUOVO CD DI EUGENIO FINARDI....."Fibrillante"......e toccante...

Un parroco in regalo ( Prima puntata di Occhi al cielo...la miniserie ambientata in parrocchia)

Sul web la prima mini serie ambientata in una parrocchia:Occhi di cielo-citofonare parrocchia ( il link per vederla)

Su YouTube, la messa in onda di "Occhi al cielo - citofonare parrocchia", la prima webserie ambientata in un ufficio parrocchiale. La serie, composta di 13 puntate, è stata realizzata attraverso il crowdfunding dalla NOVA-T di Torino, il centro televisivo dei frati cappuccini piemontesi.

QUESTO IL LINK PER VEDERE GLI EPISODI:
http://www.youtube.com/channel/UC3UGnxnrBNZR7tT1gYXsocw/videos

Scritto e diretto da Sante Altizio, "Occhi al cielo" è una sit-com a metà strada tra Camera Cafè e Belli dentro. Protagonista della serie è Don Paolo, parroco di una strana (ma non troppo) comunità parrocchiale torinese. La parrocchia di San Giuseppe Lavoratore, che non esiste in realtà, diventa il crocevia delle attese, dei problemi, delle gioie quotidiane dell'intera comunità.

"Con Occhi al cielo - spiega il regista - abbiamo cercato di provare a raccontare, tentando di far sorridere, la vita quotidiana di un luogo che tutti in vita loro, almeno un a volta, hanno frequentato: l'ufficio parrocchiale. La vita sacerdotale viene raccontata molto dalla tv , Don Matteo ne è un esempio, ma raramente è il ruolo sacerdotale al centro del racconto. Il nostro don Paolo è proprio solo un prete, che tutti i giorni deve fare i conti con se stesso e i problemi della sua comunità".

La parrocchia di San Giuseppe Lavoratore ha un bilancio sempre precario. Come precaria è la realtà sociale nella quale è inserita.Il cast è composto da Stefano dell' Accio (don Paolo), Toni Mazzara (Beppe il sacrestano), Tatiana Allit (la perpetua brasiliana), Roberto Accornero (Palmiro, l'economo) , Paola Roman (la catechista), Oscar Ramero (il direttore del coro). Partecipano anche: Marco Morellini, Olivia Buttafarro, Guendalina Tambellini, Claudio Sterpone e Italo Grog.

sabato 15 febbraio 2014

Gianni in Libano in visita alla Comunità del MEC e testimonianza di Elian



Vorrei raccontarvi in due parole che cosa vuol dire essere cristiani in Libano e quale impegno comporti:

•    vuol dire essere testimoni e condurre un'intera vita di testimonianza
•    essere una persona che si distingue dagli altri nella sua società
•    avere una storia e una missione
•    essere responsabili del futuro del nostro paese
•    vivere una situazione di rischio permanente, nell'instabilità e nell'insicurezza.
Un adulto può sopportare questo impegno e accettarlo, ma questo peso può scoraggiare i giovani, che non vedono una via sicura per il futuro.

Allora che cosa cercano i nostri giovani?

•    Come tutti, la felicità
•    La fede
•    La realizzazione delle promesse che sono state fatte loro
•     Risposte fatte di situazioni reali e non soltanto di parole

Di che cosa hanno bisogno?
•    Di punti di riferimento in cui identificarsi 
•     Di esperienze di vita, di avvenimenti quotidiani per scoprire e consolidare la loro identità.
•     Di uno spazio per vivere liberamente la loro fede.
•    Di capire sè stessi e la realtà che li circonda

Quali risposte offriamo loro nel Mec?
       Noi cerchiamo di:
•     Offrir loro la possibilità di guardare e valutare la realtà in modo diverso, di allargare l'orizzonte del loro sguardo   
•     Far rinascere in loro lo sguardo originario capace di distinguere il male dal bene.  
•     Svegliare in loro il senso di un'appartenenza ad una storia reale, che prende i nomi di famiglia, Mec, Chiesa...
•     Far loro sentire che sono amati, accompagnarli e proteggerli.


Su quale strada li lanciamo?

Cerchiamo di trasformare il loro scoraggiamento in impegno e senso di appartenenza».





Elian..per gli amici del Libano.....

Les Misérables ..Film-musical tratto dal romanzo di Victor Hugo...da vedere...



FENOMENALE FILM.....è in DVD... tratto dal romanzo di Victor Hugo
Commovente e grandioso ...lo consiglio perchè mi ha lasciato un segno..

ALCUNE FRASI TRATTE DAL LIBRO :
"La suprema felicità della vita è essere amati per quello che si è o, meglio, di essere amati a dispetto di quello che si è"
"Un uomo si giudicherebbe con ben maggiore sicurezza da quel che sogna che da quel che pensa"..

"'C'è uno spettacolo più grandioso del mare, ed è il cielo, c'è uno
spettacolo più grandioso del cielo, ed è l'interno di un'anima."

"Il sorriso è il sole, che scaccia l'inverno dal volto umano."

domenica 9 febbraio 2014

Articolo di Padre Aldo Trento sulla fraternità

http://www.tempi.it/blog/una-fraternita-e-come-un-matrimonio-quello-ideale-non-esiste

Bell'articolo di Padre Aldo Trento

SULLA FRATERNITA'............

"La fraternità è sempre una grazia ed è il frutto di una drammaticità che una persona vive giocandosi totalmente nella realtà. E in questo lavoro, senza alcun dubbio, trovi sempre qualcuno che vive la stessa posizione. La fraternità è un’esigenza che nasce dalla passione umana per la gloria di Cristo."

NON SAPPIAMO VOLER BENE...RISCOPRIAMO LA PREGHIERA E LA CONTEMPLAZIONE...

Un amico che si separa dalla moglie e noi che non sappiamo voler bene

febbraio 9, 2014 Pippo Corigliano
divorzio_breve_0-jpg-crop_displayIn questi giorni ho una spina nel cuore. Un mio amico di 35 anni con tre figli – il maggiore ha otto anni – si sta separando dalla moglie. Il matrimonio aveva retto finora ma la moglie è decisa e sta istruendo le pratiche per la separazione. Nulla di nuovo: siamo purtroppo abituati a notizie del genere. Altra cosa è seguire da vicino avvenimenti come questo: i bambini che telefonano al padre per sapere perché non viene a casa; il padre costretto a cercarsi un appartamento e che non ce la fa con le spese; gli accorgimenti per preparare documenti e accuse da presentare al giudice.
Non riesco a immaginare una tristezza più nera e mi domando perché. Penso che un esame di coscienza come cristiano lo devo fare. Non sarà che ho parlato troppo di morale, di battaglie contro il divorzio e non ho saputo parlare d’amore? Solo Dio riempie il cuore e aiuta l’uomo a vivere nel modo migliore. Santa Caterina diceva: «Gesù dolce, Gesù amore». Chi contempla Dio sa amare. Devo riscoprire meglio l’importanza della contemplazione, della vita di preghiera anche per chi ha la giornata piena.
Piena di che? Dedico una chiacchierata al portiere, al barista, all’amico e non posso stare un po’ con Dio? Si può amare anche senza credere in Dio ma quale maestro migliore di chi dà la vita per i propri amici? Gesù m’insegna a sopportare tutto con infinita pazienza ed è Lui che mi sostiene. Ho bisogno d’imparare a voler bene. Solo così si trasmette l’amore. E chi insegnerà l’amore a quei bambini? Gesù aiutaci tu.

Da "Tempi"

giovedì 6 febbraio 2014

What a wonderful world - cover by Lena Collin ....CHE MONDO MERAVIGLIOSO...

Testo di What A Wonderful World


Vedo alberi verdi, anche rose rosse 
Le vedo sbocciare per me e per te
E fra me e me penso, che mondo meraviglioso


Vedo cieli blu e nuvole bianche
Il benedetto giorno luminoso, la sacra notte scura
E fra me e me penso, che mondo meraviglioso 

 
I colori
dell'arcobaleno, così belli nel cielo
Sono anche nelle facce della gente che passa
Vedo amici stringersi la mano, chiedendo "come va?"
Stanno davvero dicendo "Ti amo" 

 
Sento bambini che piangono, li vedo crescere
Impareranno molto più di quanto io saprò mai
E fra me e me penso, che mondo meraviglioso
Sì, fra me e me penso, che mondo meraviglioso!!!




INCONTRO DEL GRUPPETTO - 3 Febbraio

Sono già passati alcuni giorni dall'incontro e vorrei stassera finalmente fare un piccolo riassunto della serata...anche per Annamaria che ha partecipato per la prima volta alla nostra compagnia..
L'incontro è stato molto bello e partecipato..
Interventi di RENATA (che ha introdotto con le sue riflessioni) poi di Gianni,Padre Agostino,Michele,Adriana,Paola,Valter,Giorgio,Gianni....
Renata ha introdotto brillantemente parlando della sua esperienza di vita dell'ultimo anno..
Ha parlato del CASTELLO INTERIORE CHE è IL SIMBOLO DEL NOSTRO CUORE,della vita nella sua comunità di Montichiari,nella gioia ma anche della fatica di essere testimone....nella consapevolezza di essere contenuta sempre dal cuore di Gesù in tutto....poco tempo per se stessa ma tanto per gli altri...
Valter ha parlato del vincolo d'amore con il Signore e del vincolo colla Comunità...Catechismo come viaggio nei Sacramenti (catena di fede)..Tutto legato insieme dalla Preghiera.
Michele ha parlato di come tutti i giorni fa scuola di Cristianesimo...Un anello della Catena per vivere sempre in Cristo.
Padre Agostino ha detto come bisogna saper
prendere sul serio la Compagnia di Cristo come una Vertigine Continua...Un mondo immenso a cui tu sei costretto..
DEVO FARE I CONTI CON QUESTA PRESENZA VERTIGINOSA IN ME CHE MI VUOL DARE IL METRO PER RAPPORTARMI CON GLI ALTRI.
ESSERE ABITATI DAL SIGNORE CI FA VEDERE DI PIU' LE ALTRE COSE...LA VITA...

Qui finiscono i miei appunti...scusatemi se ho tralasciato tanto ma....prometto di rifarmi la prossima volta...


Venerdì 7 ci si trova in Castello con Padre Antonio per continuare il Viaggio nella Chiesa..

Grazie a tutti per l'amore che ci mettete nell'essere fedeli a questo cammino...Grazie per la Compagnia..
Ci risentiamo sul blog!   Valter


lunedì 3 febbraio 2014

LINK CON VIDEO MEC...grazie a Luciano...

http://it.gloria.tv/?user=23647

A questo indirizzo sopra ho trovato tanti video che Luciano ha aggiunto sul sito GLORIA TV 

Grazie a lui possiamo ascoltare e vedere alcune delle tante iniziative del nostro Movimento..
Clicchiamo .....e condividiamo....


sabato 1 febbraio 2014

IL CASTELLO INTERIORE DI S.TERESA D'AVILA -LE PRIME MANSIONI- incontro con Padre Fabio Silvestri ocd su : Viaggio nel Carmelo ..in preparazione alle celebrazioni dei 500 anni dalla nascita della Santa nel 2015

Riflessioni e domande fatteci da Padre Fabio Silvestri  durante l'incontro di Lunedì 27 in Castello a Brescia sul Castello Interiore, le prime mansioni (dimore)

Il castello è Dio stesso nel cui cuore abitiamo..noi esistiamo e amiamo in Lui.
Peccato è ferire l'Amore dentro il cui cuore noi abitiamo.
Noi crediamo di essere portatori di questo mondo senza confini in cui abitiamo?

Cosa significa portare dentro una vita non propria?
Ci sentiamo collocati nella vita di Dio?

Sappiamo di avere un'anima ma non ne abbiamo mai fatto pienamente esperienza..
Dove sta la mia anima?

Io sono un'anima?

Tante cose ci tengono legati e siamo fuori da questo castello.
Cose che ci rendono incapaci di parlare,di ascoltare...ascoltare il silenzio dove Dio parla.
Cosa mi impedisce di entrare in me stesso oggi?
Cosa temo di perdere,di lasciare per ascoltare Dio?
Cosa significa entrare nel Castello?
Cosa significa conoscersi?
CRISTIANAMENTE ..cosa significa conoscersi? Non dobbiamo perdere coscienza di ciò che siamo..non guardiamoci solo con i nostri occhi!

Per entrare nel Castello,la porta è la PREGHIERA
In questo modo sto in una relazione Paterna con Dio.
Ma io posso dire di conoscermi in questo senso?A partire da un amore riconosciuto e amato..
Oggi da quale amore mi sento definito?

Nessun amore potrà mai conoscermi meglio di quello di un Dio che ha dato sè stesso per me!

Padre Fabio Silvestri ocd