Visualizzazione post con etichetta sulla famiglia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sulla famiglia. Mostra tutti i post

sabato 17 gennaio 2015

Padre Antonio Sicari: il Sacramento del Matrimonio

famiglia . Un marito può (o meglio “dovrebbe”) guardare la propria moglie e vivere in sé la principale preoccupazione di condurla – attraverso le risorse dell’amore e della grazia di Dio – verso il Signore… analogamente una moglie può guardare il proprio marito con gli stessi sentimenti… il marito e la moglie (indissolubilmente e fedelmente), insieme, guarderanno i propri figli comprendendo l’importanza di garantire ad essi una “dote spirituale”. Se una famiglia vive così, il sacramento del Matrimonio non è un concetto, un’idea astratta, un rito liturgico e basta, ma una reale “comunione di persone”. Una coppia può diventare il “luogo” dove l’Amore di Dio viene celebrato in ogni circostanza della vita coniugale. 
C’è una “sostanza d’amore” che due innamorati, uniti dal sacramento del matrimonio, dovrebbero imparare a custodire più di ogni altra cosa. Abbiamo chiesto a Padre Antonio Maria Sicari, teologo carmelitano, di chiarire alcuni di questi aspetti:
Quanto è importante che nel mondo si parli di famiglia?
Il luogo dove più emerge la situazione della Chiesa nei riguardi del Mondo e del Mondo nei riguardi della Chiesa, in un determinato momento storico, è la famiglia. In essa Chiesa e Mondo si confrontano sulle questioni fondamentali dell’esistenza. Infatti, il mondo che si è allontanato da Dio, tende inevitabilmente ad immaginare e costruire un’esistenza dove tutto è considerato come preda, come possesso. Così “la famiglia” si trova ad essere contesa tra la Chiesa e il Mondo: da un lato sta la Chiesa che vuole salvare il Mondo (quello creato e amato dal Dio) offrendogli nuovamente “il codice naturale dell’amore interpersonale” che il Creatore ha registrato nella famiglia, incidendolo fino nel corpo dei sui membri. Dall’altro sta un Mondo (quello tutto “posto nel Maligno”) che vuole distruggere la Chiesa, immettendo nella famiglia “il codice dell’uso e del godimento indiscriminato” di uomini e cose, e scardinando i legami comunionali tra le persone.
Che tipo di attenzione viene riservata oggi ai valori cristiani della famiglia?
La tradizionale struttura della famiglia cristiana è espressa dalla triade “indissolubilità, fedeltà, fecondità”. Che questi tre valori siano oggi aggrediti da ogni direzione e in ogni modo è ormai diventata un’esperienza quotidiana. La felicità delle vere coppie cristiane resta oggi negata e derisa (come se non esista e non possa esistere). La leggerezza degli amori spontanei viene, invece, decantata e pubblicizzata. Le tragedie degli amori privi di regole, di cui sono pieni i nostri giornali e le nostre case, vengono raccontate, ma senza che nessuno osi darne un giudizio, perché – a volerlo dare – si tornerebbe ancora all’antica bella triade cristiana, che parla di indissolubilità, fedeltà e fecondità.
Di cosa hanno bisogno le coppie cristiane?
Finora i cristiani che hanno resistito, lo hanno fatto cercando di restare attaccati a una tradizione e ai propri convincimenti morali, facendo appello alle proprie capacità. Riproporre oggi alle coppie i comandamenti e le esigenze della Legge di Dio è senz’altro necessario e utile, ma la resistenza delle nostre coppie sarà sempre più devastata da un’immensa campagna culturale, che ormai considera triste e faticoso ogni appello alle norme e ai doveri. C’è bisogno di coppie (di fidanzati e di sposi) che accettino di verificare con tutto il proprio essere, anche con la propria fisicità, la felicità che Dio promette a chi accoglie la sua natura d’amore.
Di che si tratta?
Si tratta di percepirsi come “incarnazione dell’amore di Dio”: l’uno per l’altro; l’uno con l’altro e, perfino, l’uno senza l’altro (nei momenti della difficoltà e in quelli che esigono l’incondizionato perdono). Le persone che si amano devono riconoscere al “Sacramento coniugale” la forza di comunicare loro una vera “sostanza d’amore”. A tale scopo il Sacramento dev’essere atteso, prima, (senza rubare anticipatamente l’amore) e deve, poi, essere continuamente celebrato, con la decisione cosciente di implicare sempre Gesù Cristo e la sua grazia nelle vicende della coppia e della famiglia.
Che significa per una famiglia vivere fino in fondo il ruolo della maternità e della paternità?
C’è bisogno di coppie che si percepiscano e vivano, fin dall’inizio, in funzione del miracolo più grande: quello di poter far nascere nuovi “figli di Dio”, in famiglie sostanziate di carità. Ci vogliono “Famiglie sostanziate di carità in vista del figlio”, nelle quali il dono della paternità e della maternità (fisica o spirituale) non siano una aggiunta, ma uno scopo che giudica anticipatamente l’essere stesso dell’uomo, della donna e della loro relazione, e provoca gioiosamente il loro “dover essere”, come è accaduto alla Famiglia di Nazareth, dove tutto – l’intera persona di Maria, l’intera persona di Giuseppe, l’intera loro relazione coniugale – era per il Figlio e in vista del Figlio. E a partire da tale relazione Maria e Giuseppe erano interamente se stessi.
Qual è il compito della famiglia nella Chiesa?
Nella Chiesa il compito di ogni famiglia, che voglia essere veramente cristiana, non è soltanto quello di resistere al fascino di un mondo che vorrebbe disgregarla, ma di realizzare se stessa come piccola Chiesa o Chiesa domestica. In tal senso la Famiglia di Nazareth ci indica una strada: quando, infatti, si venera la Santa Famiglia di Nazareth, i tre protagonisti possono essere guardati non solo singolarmente – uno per uno –, ma anche nel loro reciproco rimando: nella santità che essi hanno realizzato rimandandosi reciprocamente all’unico Dio Padre.

domenica 5 gennaio 2014

EDUCARE VUOL DIRE COMPRENDERE MA NON VUOL DIRE CONDIVIDERE (ACCETTARE) COME FELICI E MODELLO TUTTE LE SCELTE.....SEPARAZIONI,DIVORZI,MATRIMONI E ADOZIONI GAY..

Papa Francesco,incalzato dai giornalisti sui problemi scottanti (secondo loro.. ma soprattutto che fanno paginone di notizia) perchè toccano la sessualità di ognuno e il modo di viverla in "libertà" (ci è restata solo questa "libertà"...forse) si smarca e risponde come un vero cristiano deve rispondere davanti a questi temi.
E non si dica oggi che il Papa è di sinistra per poi,davanti ad un'altra sua presa di posizione,dire  domani che è di destra !( facevano così anche con Gesù..ed è una storia infinita di parole e congetture mentali...)
Sta di fatto che le sue parole sono chiare e prive di frantendimento(anche se i commenti delle poche parole dette dal Papa poi sono molti di più della verità con cui le pronuncia)
Ecco le sue parole di ieri:
"Ricordo il caso di una bambina molto triste che alla fine confidò alla maestra il motivo del suo stato d'animo:"la fidanzata di mia madre non mi vuole bene!"
La percentuale di ragazzi che studiano nelle scuole e che hanno genitori separati è elevatissima"
Papa Francesco si domanda (e ci domanda!)
"Le situazioni che viviamo oggi pongono dunque sfide nuove che per noi a volte sono persino difficili da comprendere.Come annunciare Cristo a questi ragazzi e ragazze?
Papa Francesco non vuole allontanare nessuno dalla fede e dalla Chiesa con le sue parole :
"Non bisogna somministrare ad essi un vaccino contro la fede"
"Trasmettere conoscenza,trasmettere modi di fare,trasmettere valori...attraverso questi si trasmette la fede"
"Il compito educativo oggi è una missione chiave,chiave,chiave!"

"Il Papa punta a rendere credibile l'affermazione che la Chiesa non condanna quelle persone per la loro tendenza ma per la loro condotta" (Luigi Accattoli dal Corriere della sera di oggi)


Ricordo che il Papa è stato fermo e deciso quando era ancora cardinale di Buenos Aires all'approvazione delle unioni gay da parte dello stato argentino nel 2010 ..
Fece pregare in tutti i monasteri di clausura del paese perchè la legge non passasse:
"Non siamo ingenui,non si tratta solo di una legge,ma il Padre della Menzogna cerca di confondere e ingannare i figli di Dio....è un tentativo di distruggere il piano di Dio""

Allora?
Non ci facciamo disorientare dai giornali e dall'"opinione pubblica"..
Guardiamo ai più deboli invece che alle lobby!
E con coraggio..assieme alla enorme comprensione,alla misericordia e alla dolcezza che Gesù,attraverso il Papa, ci chiede di questi tempi, accettiamo la sfida che ci sta davanti:
"Come portare felicità (Cristo) ad un mondo (e specialmente ai più piccoli e ai "deboli")
così disorientato e in crisi rispetto all'ideale per cui è stato fatto?"

Valter...Buona Domenica a tutti...








lunedì 4 marzo 2013

MARCO BETTIOL...un ragazzo che parlava col cuore....VIDEO TESTIMONIANZA DA "A SUA IMMAGINE"

CARI AMICI,VI PROPONGO QUESTA TESTIMONIANZA PER DIRVI CON QUESTO CHE IL SIGNORE E' SEMPRE COSI' PRESENTE IN MEZZO A NOI,CHE LA TESTIMONIANZA DI QUESTA FAMIGLIA E' STUPENDA,E CHE ATTRAVERSO LA SOFFERENZA SI CAPISCONO TANTE COSE AFFIDANDOSI ALL'AMORE DIO E ALLA COMUNITA?..GRAZIE...Valter

"La vita è una strada che non si ferma quando vorremmo sederci,che molte volte non va nella direzione che avremmo desiderato,che spesso è così in salita da lasciarti senza fiato,ma che va affrontata con lo sguardo puntato sulla meta e non solo con il capo chino,per non inciampare sui sassi che ci intralciano il cammino.
Solo così ci si potrà sentire parte della strada che Dio ha pensato per condurci a Lui,e assaporare le Sue meraviglie che ci alleggeriscono la vita,come le persone con cui condividiamo la via,perchè nostro Padre celeste conosce il cuore di chi ama e sa che da soli non si fa strada,mentre il poter essere insieme ci fa viaggiare con il vento alle spalle e godere del sole come della pioggia, forti della comunione di coloro che con noi hanno scelto di raggiungere la vetta con l'amore reciproco.
Buon cammino a ciascuno e ricordate che siamo tutti compagni di viaggio. 
Vostro Marco"

Marco Bettiol:(25.06.1992-15.10.2010)
 Colpito da una grave malattia che gli impedisce di comunicare con l’esterno, riesce comunque a far sentire il suo amore concreto a chi gli sta vicino.
“Carissima mamma, raffinato fiore del mio giardino, luce e gioia del mio sguardo. È il primo anno che posso parlarti dopo otto di silenzio e ti dico che il mio cuore è gonfio d’amore per te.  Coglieremo insieme i frutti che la vita ci darà, dolci o amari.  Con tanto amore. Marco.”
Così Marco Bettiol scrive alla mamma nel 2001. Sono le prime parole che, con l’ausilio di una tastiera, riesce a donare ai suoi genitori.
Marco nasce il 25 giugno 1992 in piena salute. Tuttavia ai Bettiol, giovane famiglia vicentina del Movimento dei focolari, Dio chiede subito tantissimo. Affetto già a tre mesi da crisi epilettiche, Marco è ben presto vittima di serie disabilità motorie ed impossibilitato a comunicare con il mondo esterno.
«Accogliere Marco è stato vivere con lui ogni sua conquista - raccontano i genitori - ogni passo senza pretendere che fosse come gli altri bambini. Marco era un bambino con un sorriso speciale e travolgente.»
Attraverso la scrittura facilitata dalla tastiera, Marco svela il suo intimo: dentro quel corpo fragile e deforme, c’è un’anima che la malattia ha reso ancora più sensibile all’amore di Dio e del prossimo.
Questa scoperta porta immediatamente nuove sfide per chi gli è accanto. E pur se talvolta travagliato per quello che appare, Marco riesce sempre a cogliere in ogni attimo l’amore di Dio e sa essere un dono speciale per chi gli sta accanto.
Di lui dice Elisa, la sorellina terzogenita: «Certo, nessuno è uguale a Gesù, gentile come Gesù, però Marco è quello che gli assomiglia più di tutti! Lui gioca con me, mi fa le coccole, mi dice delle parole bellissime». Eppure, fisicamente, Marco non può fare nulla di tutto ciò. È l’amore che sa trasmettere che arriva dove materialmente non riuscirebbe!
Marco fa parte attivamente del Movimento Gen, i giovani dei Focolari. Fa della sua dolorosa situazione un mezzo straordinario per realizzare quotidianamente la frase evangelica: “Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro.” (Mt 18,20). Nell’ultimo incontro che ha con gli amici gen, così li sprona: “Noi siamo chiamati a fare la volontà di Dio e ci aiutiamo a viverla come fratelli che vogliono camminare insieme nel Santo viaggio.”
Un rapporto speciale lo lega a Chiara Luce Badano, la gen savonese morta a diciotto anni per un tumore e  beatificata il 25 settembre 2010. Grandissima è per lui l’emozione nel poter partecipare a questo evento:“Una gioia smisurata che riprovo ogni giorno se dico il mio sì a Dio nell’adesione all’attimo presente, essere come lei vuol dire per me essere tutto donato a Gesù e farmi uno con Lui e la Sua volontà.”
Partecipare alla beatificazione di una giovane che, come lui, ha vissuto nella malattia il suo eroico sì a Dio, è il viatico per l’ultimo viaggio.
Come alla beata Chiara Luce Badano, anche alla sua anima sono stati sufficienti diciotto anni per prepararsi all’incontro con il Signore. La sua vita terrena si è infatti conclusa pochi giorni dopo, il 15 ottobre, a causa di un improvviso blocco respiratorio. Era riuscito a scrivere agli amati genitori: “Ciao Patrizia e ciao Franz, che duo favoloso che siete!”




domenica 3 febbraio 2013

La testimonianza di Gianna Jessen .....sono sopravvissuta all'aborto...e sono stata amata da tante persone e specialmente da Dio...

Trascrizione della testimonianza di Gianna Jessen 
la sua storia vera viene raccontata nel film October Baby.. 
 
Sono stata abortita quando sia la mia madre biologica che il mio padre biologico avevano 17 anni. Mia madre era al 7° mese e mezzo di gravidanza quando decise di andare alla "Planned Parenthood" che è il grande fornitore di aborti nel mondo dove le consigliarono di avere un aborto praticato negli ultimi due trimestri e con la soluzione salina in cui la soluzione salina viene iniettata nell'utero, il bambino la succhia e brucia dentro e fuori e che porta la madre al parto entro le successive 24 ore. Tutti sono rimasti grandemente sorpresi e scioccati quando mi videro arrivare viva invece che morta il 6 aprile del 1977 in una clinica abortista della contea di Los Angeles. La cosa più fantastica riguardo la perfetta tempistica del mio arrivo è che il medico abortista non era ancora entrato in servizio e non gli è stata data l'opportunità di continuare con il suo piano per la mia vita che era la morte.Io so che viviamo in un periodo in cui è del tutto politicamente corretto nominare il nome di Gesù Cristo in posti come questo, di portarLo in incontri come questo perché il Suo nome può mettere le persone terribilmente a disagio ma io non sono sopravvissuta per mettervi a vostro agio. E così sono stata partorita viva dopo 18 ore e dovevo essere cieca, bruciata...morta. Una fantastica vendetta è stata il fatto che il medico che ha praticato l'aborto ha dovuto firmare il mio certificato di nascita. Così so chi ed è scritto per ogni scettico nella mia documentazione medica 'nata dopo un aborto con soluzione salina'. Ah! Non hanno vinto! Ho fatto delle ricerche sull'uomo che ha praticato l'aborto su di me e le sue cliniche sono la più grande catena di cliniche abortiste negli USA e fatturano 70 milioni di dollari all'anno. Diversi anni fa ha detto di aver praticato un milione di aborti e che praticare aborti era la sua passione. Vi racconto queste cose perché, signore e signori, stiamo combattendo nel mondo un'interessante battaglia, che lo si capisca o no. È una battaglia che vede affrontarsi la vita e la morte. Un'infermiera ha chiamato un'ambulanza che mi ha portato in ospedale e ciò ha del miracolo perché la prassi di allora e fino al 2002 nel mio paese era di concludere la vita di un bambino sopravvissuto all'aborto mediante strangolamento, soffocamento o lasciandolo in disparte fino al raggiungimento della morte. Ma il 5 Agosto 2002, il mio straordinario presidente Bush ha firmato il "Born Alive Infants Protection Act", facendolo diventare una legge che impedisce il ripetersi di cose simili. Vedete, spero di essere odiata fino al giorno della ma morte così posso sentire Dio su di me e capire com'è essere odiati, intendo dire che anche Cristo fu odiato. Non che io cerchi di essere odiata ma so di esserlo già perché annuncio la vita. Voi non mi avete preso, l'olocausto silenzioso non mi ha vinto e la mia missione, tra le altre cose, signore e signori, è questa: di portare un po' di umanità in un dibattito che è diventato una semplice questione. Abbiamo rimosso le nostre emozioni, siamo diventati più duri? Lo volete veramente? Quanti rischi vi volete prendere per raccontare la verità nell'amore, nella grazie e alzarvi e almeno desiderare di essere odiati? Alla fine tutto questo riguarda voi...o me? Mi hanno odiata fin dal concepimento. Ma sono stata amata da molte più persone e specialmente da Dio. Sono la sua ragazza (di Dio). È meglio che siate gentili con me perché mio padre governo il mondo. Sono costretta a dire questo: se l'aborto è una questione di "diritti della donna" dov'erano i miei? Non c'è nessuna femminista che protesta perché i miei diritti sono stati violati e la vita è stata soffocata nel nome dei "diritti delle donne"? Quando sento il disgustoso argomento secondo il quale bisognerebbe abortire i bambini disabili... oh... l'orrore che sente il mio cuore! Signore e signori ci sono cose che si possono imparare solo dai più deboli tra noi. E quando tu li soffochi tu se il perdente. Il Signore si prende cura di loro ma tu soffrirai per sempre. E quale arroganza, assoluta arroganza nell'argomentazione secondo la quale il forte dovrebbe dominare il più debole e decidere chi dovrebbe vivere e chi morire. L'arroganza di ciò. Non realizzate che tutto il potere che pensate di possedere in realtà non c'è. È la pietà di Dio che vi sostiene anche quando odiate. Mi guardavano e dicevano: "Gianna non sarà mai niente". Una cosa sempre molto incoraggiante! Decise di ignorarli e di lavorare con me tre volte al giorno e riuscii a tenere in alto la testa e dicevo: "Gianna non sarà mai questo, Gianna non sarà mai quello". Per farla in breve, imparai a camminare all'età di tre anni e mezzo con l'aiuto di un girello e di rinforzi alle braccia. Vedete, signore e signori, io sono più debole rispetto alla maggior parte di voi, ma questo è un piccolo prezzo da pregare per essere capace di benedire il mondo come faccio e offrire una speranza. A volte non comprendiamo quanto la sofferenza possa essere bella ma quando arriva ci dimentichiamo del fatto che Dio ha tutto sotto controllo e che Lui ha il suo modo per far diventare bellissime le cose più miserabili. Ho incontrato la mia madre biologica e l'ho perdonata. Sono una cristiana. Fu un momento davvero toccante. Venne ad un evento a cui partecipai due anni fa. Mi salutò e mi disse: "Sono tua madre". Fu un giorno difficile. Probabilmente penserete che sono una sciocca ma ero seduta e pensavo: "Non ti appartengo. Appartengo a Cristo. Sono la sua ragazza e sono una principessa e così non m'importa ciò che dici, o se sei arrabbiata, distrutta, non mi interessa". Così, signore e signori, avete un'opportunità, ma per un momento voglio parlare direttamente agli uomini presenti in questa stanza e fare qualcosa che non è mai stato fatto. Uomini coi siete stati fatte per grandi cose. Voi siete stati fatti per alzarvi in piedi e fare gli uomini. Voi siete stati fatti per difendere donne e bambini non girare la testa quando sapete che l'omicidio è un crimine e non fare niente a riguardo. Non siete stati fatti per usarci e poi lasciarci sole. Voi siete fatti per essere gentili e grandi e graziosi e forti e per stare per qualcosa perché ascoltatemi sono troppo stanca di fare il vostro lavoro. Donne non siete fatte per l'abuso, non siete fatte per stare sedute senza sapere il vostro valore. Voi siete fatte per un motivo. Ora è il vostro momento. Quale tipo di persone volete essere? Ho una fiducia enorme. Ho fiducia in voi uomini che solleverete l'argomento nei dibattiti politici. Lo dico in particolare agli uomini. Vi dico siete fatti per fare grandi cose così i politici là fuori. Siete fatti per difendere ciò che è buono e giusto? Questa giovane è qui in piedi per dirvi che ora è il vostro momento. Così quali uomini volete essere? Uomini ossessionati dalla propria gloria o uomini ossessionati dalla gloria di Dio? È tempo di schierarsi, Victoria (stato dell'Australia di cui Melbourne).È giunto il momento. Dio vi assisterà. Dio sarà con voi. Avete l'opportunità di glorificare e onorare Dio nel 2008. Finisco con questo: alcuni di voi potranno essere annoiati dal fatto che ho parlato così tanto di Dio e di Gesù ma io non posso stare in questo mondo senza dare tutta il mio cuore, la mia mente, la mia anima e la mia forza al Cristo che mi ha dato la vita.
Se pensate che io sia una sciocca questa è un'altra gioia nel mio cuore. Il mio unico scopo è di far sorridere Dio. Spero che qualcosa di quanto ho detto abbia un senso viene dal mio cuore
Dio vi benedica e vi custodisca.

domenica 18 novembre 2012

La nostra famiglia.....UNA RETE....nel nostro Movimento Ecclesiale Carmelitano

"Ma tu lo sai di cosa è fatta una rete?
Una rete è fatta di vuoti, è fatta d' aria, è fatta di vento e di luce...
E' fatta di un niente... e poco altro..
Eppure...
una rete sa abbracciare con dolcezza...
sa trattenere pesci guizzanti..
sa trascinare carichi e sollevare pesi incredibili,
rimargina ferite, assorbe urti,
imbriglia massi pericolanti,
tiene insieme e non imprigiona,
protegge, nasconde, salva...
Una rete è forte e leggera,
sa far vedere senza essere vista,
impedisce e consente, lega e non costringe...
A una rete ti aggrappi, ti sostieni, risali...
Ecco, la famiglia è una "rete";
quando si tace e quando si ha paura,quando si piange e quando si discute,
quando in casa fa freddo e non si parla,quando da "uno" si diventa "tanti",
quando le braccia si tengono conserte,le mani sono chiuse e gli occhi bassi,
quando la porta invoglia ad andare via...
E se un filo si rompe a questa rete...che un Buon Pastore mi raccolga 

e, seduto da parte sulla spiaggia,con pazienza ed Amore, mi ripari:
sono una "madre", quel "poco altro" di una rete..."


Queste frasi arrivano da una mamma ......sono per tutti noi.....Grazie..da Valter

sabato 17 novembre 2012

Giovani americane rischiano la vita vendendo ovuli per la fecondazione eterologa

Oggi a Verona,Giorgio,Gianmaria ed altri nostri amici sono andati ad un convegno del Movimento Europeo Difesa della Vita,......
............queste le testimonianze..
Ore 10-11: Carlo Mocellin (marito di Maria Cristina Cella Moccellin, serva di Dio): “Una vita donata” (testimonianza sull’amore materno, sino al sacrificio della propria vita).
Pomeriggio:

ore 15-16: Danilo Quinto: Da servo di Pannella a libero figlio di Dio. Storia di un’anima dal nichilismo alla fede (testimonianza dell’ex tesoriere radicale di Pannella).NEL VIDEO LA SUA TESTIMONIANZA AD UNA TELEVISIONE
16-17.15: tavola rotonda su Dio e famiglia (dibattito sul libro di Lorenzo Bertocchi, “Dio & famiglia”).
Presenti: padre Piero Gheddo (missionario), Pio Manelli (fratello di P. Stefano e padre di 9 figli di cui 6 religiosi), Elisabetta Frezza (vice presidente Mevd)
17.45: Lorenzo Fontana (europarlamentare), Gianfranco Amato (giuristi per la vita):”Dove va l’Europa nel campo bioetico?”.
Ore 11-12: Visione Eggsploitation, doppiato in italiano (filmato documentario sulle pratiche anti-umane connesse alla vendita di ovuli femminili per fiv, sperimentazione ecc..)
Ecco un pezzo di filmato che loro hanno visto.....un documentario che in America ha avuto molti riconoscimenti tra cui il Premio del festival californiano del Cinema Indipendente....
il Center for Bioethics and Culture, un network pro life, ha prodotto un documentario che ha appena vinto il premio del Festival californiano di cinema indipendente

Leggi di Più: «Vendere ovuli per la fecondazione? Mai più, ho rischiato di morire» | Tempi.it
Follow us: @Tempi_it on Twitter | tempi.it on Facebook
Intanto in America il Center for Bioethics and Culture, un network pro life, ha prodotto un documentario che ha appena vinto il premio del Festival californiano di cinema indipendente.

Leggi di Più: «Vendere ovuli per la fecondazione? Mai più, ho rischiato di morire» | Tempi.it
Follow us: @Tempi_it on Twitter | tempi.it on Facebook
Intanto in America il Center for Bioethics and Culture, un network pro life, ha prodotto un documentario che ha appena vinto il premio del Festival californiano di cinema indipendente.

Leggi di Più: «Vendere ovuli per la fecondazione? Mai più, ho rischiato di morire» | Tempi.it
Follow us: @Tempi_it on Twitter | tempi.it on Facebook
Intanto in America il Center for Bioethics and Culture, un network pro life, ha prodotto un documentario che ha appena vinto il premio del Festival californiano di cinema indipendente.

Leggi di Più: «Vendere ovuli per la fecondazione? Mai più, ho rischiato di morire» | Tempi.it
Follow us: @Tempi_it on Twitter | tempi.it on Facebook