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lunedì 11 marzo 2013
DECINA DEL ROSARIO CON BENEDETTO XVI PER INVOCARE LO SPIRITO SANTO SUL CONCLAVE
sabato 9 marzo 2013
IMMAGINI DEL PONTIFICATO DI BENEDETTO XVI E CANTO :VENI CREATOR SPIRITUS - "Lasciatevi guidare dallo Spirito Santo" (Gal 5,16) dal sito http://www.blogcattolici.blogspot.com/
UNA GALLERIA DI IMMAGINI DEL PONTIFICATO DI BENEDETTO XVI
Per il FUTURO.....................................................................................................................
Signore Gesù, pastore eterno di tutti i fedeli,
tu che hai costruito la tua Chiesa sulla roccia di Pietro,
assisti continuamente il Papa
perchè sia, secondo il tuo progetto,
il segno vivente e visibile, e il promotore instancabile
dell'unità della tua Chiesa nella verità e nell'amore.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
tu che hai costruito la tua Chiesa sulla roccia di Pietro,
assisti continuamente il Papa
perchè sia, secondo il tuo progetto,
il segno vivente e visibile, e il promotore instancabile
dell'unità della tua Chiesa nella verità e nell'amore.
Per Cristo nostro Signore.
Amen.
sabato 23 febbraio 2013
JOSEPH CARD. RATZINGER sull'impegno dei cattolici i politica.....trarne le conseguenze....seppur difficile...è doveroso....(voteremo Antonio?)
"È avvenuto in recenti circostanze che anche all’interno di alcune
associazioni o organizzazioni di ispirazione cattolica, siano emersi
orientamenti a sostegno di forze e movimenti politici che su questioni
etiche fondamentali hanno espresso posizioni contrarie all’insegnamento
morale e sociale della Chiesa. Tali scelte e condivisioni, essendo in
contraddizione con principi basilari della coscienza cristiana, non sono
compatibili con l’appartenenza ad associazioni o organizzazioni che si
definiscono cattoliche. Analogamente, è da rilevare che alcune Riviste e
Periodici cattolici in certi Paesi hanno orientato i lettori in
occasione di scelte politiche in maniera ambigua e incoerente,
equivocando sul senso dell’autonomia dei cattolici in politica e senza
tenere in considerazione i principi a cui si è fatto riferimento.. (Dinanzi a esigenze etiche fondamentali e irrinunciabili,
infatti, i credenti devono sapere che è in gioco l’essenza dell’ordine
morale, che riguarda il bene integrale della persona. E’ questo il caso
delle leggi civili in materia di aborto e di eutanasia (da non confondersi con la rinuncia all’accanimento terapeutico, la
quale è, anche moralmente, legittima), che devono tutelare il diritto
primario alla vita a partire dal suo concepimento fino al suo termine
naturale. Allo stesso modo occorre ribadire il dovere di rispettare e
proteggere i diritti dell’embrione umano. Analogamente, devono essere salvaguardate la tutela e la promozione della famiglia,
fondata sul matrimonio monogamico tra persone di sesso diverso e
protetta nella sua unità e stabilità, a fronte delle moderne leggi sul
divorzio: ad essa non possono essere giuridicamente equiparate in alcun
modo altre forme di convivenza, né queste possono ricevere in quanto
tali un riconoscimento legale. Così pure la garanzia della libertà di educazione
ai genitori per i propri figli è un diritto inalienabile, riconosciuto
tra l’altro nelle Dichiarazioni internazionali dei diritti umani. Alla
stessa stregua, si deve pensare alla tutela sociale dei minori e alla liberazione delle vittime dalle moderne forme di schiavitù
(si pensi ad esempio, alla droga e allo sfruttamento della
prostituzione). Non può essere esente da questo elenco il diritto alla libertà religiosa e lo sviluppo per un’economia
che sia al servizio della persona e del bene comune, nel rispetto della
giustizia sociale, del principio di solidarietà umana e di quello di
sussidiarietà, secondo il quale «i diritti delle persone, delle famiglie
e dei gruppi, e il loro esercizio devono essere riconosciuti». Come non
vedere, infine, in questa esemplificazione il grande tema della pace.
Una visione irenica e ideologica tende, a volte, a secolarizzare il
valore della pace mentre, in altri casi, si cede a un sommario giudizio
etico dimenticando la complessità delle ragioni in questione. La pace è
sempre «frutto della giustizia ed effetto della carità»; esige il
rifiuto radicale e assoluto della violenza e del terrorismo e richiede
un impegno costante e vigile da parte di chi ha la responsabilità
politica.)
La fede in Gesù Cristo che ha definito se stesso «la via, la verità e la
vita» (Gv 14,6) chiede ai cristiani lo sforzo per inoltrarsi con
maggior impegno nella costruzione di una cultura che, ispirata al
Vangelo, riproponga il patrimonio di valori e contenuti della Tradizione
cattolica. La necessità di presentare in termini culturali moderni il
frutto dell’eredità spirituale, intellettuale e morale del cattolicesimo
appare oggi carico di un’urgenza non procrastinabile, anche per evitare
il rischio di una diaspora culturale dei cattolici. Del resto lo
spessore culturale raggiunto e la matura esperienza di impegno politico
che i cattolici in diversi paesi hanno saputo sviluppare, specialmente
nei decenni posteriori alla seconda guerra mondiale, non possono porli
in alcun complesso di inferiorità nei confronti di altre proposte che la
storia recente ha mostrato deboli o radicalmente fallimentari. È
insufficiente e riduttivo pensare che l’impegno sociale dei cattolici
possa limitarsi a una semplice trasformazione delle strutture, perché se
alla base non vi è una cultura in grado di accogliere, giustificare e
progettare le istanze che derivano dalla fede e dalla morale, le
trasformazioni poggeranno sempre su fragili fondamenta.
La fede non ha mai preteso di imbrigliare in un rigido schema i contenuti socio-politici, consapevole che la dimensione storica in cui l’uomo vive impone di verificare la presenza di situazioni non perfette e spesso rapidamente mutevoli. Sotto questo aspetto sono da respingere quelle posizioni politiche e quei comportamenti che si ispirano a una visione utopistica la quale, capovolgendo la tradizione della fede biblica in una specie di profetismo senza Dio, strumentalizza il messaggio religioso, indirizzando la coscienza verso una speranza solo terrena che annulla o ridimensiona la tensione cristiana verso la vita eterna....
V. Conclusione
9. Gli orientamenti contenuti nella presenta Nota intendono illuminare uno dei più importanti aspetti dell’unità di vita del cristiano: la coerenza tra fede e vita, tra vangelo e cultura, richiamata dal Concilio Vaticano II. Esso esorta i fedeli a «compiere fedelmente i propri doveri terreni, facendosi guidare dallo spirito del vangelo. Sbagliano coloro che, sapendo che qui noi non abbiamo una cittadinanza stabile ma che cerchiamo quella futura, pensano di poter per questo trascurare i propri doveri terreni, e non riflettono che invece proprio la fede li obbliga ancora di più a compierli, secondo la vocazione di ciascuno». Siano desiderosi i fedeli «di poter esplicare tutte le loro attività terrene, unificando gli sforzi umani, domestici, professionali, scientifici e tecnici in una sola sintesi vitale insieme con i beni religiosi, sotto la cui altissima direzione tutto viene coordinato a gloria di Dio».
Il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II nell’Udienza del 21 novembre 2002 ha approvato la presente Nota, decisa nella Sessione Ordinaria di questa Congregazione, e ne ha ordinato la pubblicazione.
Roma, dalla sede della Congregazione per la Dottrina della Fede, il 24 novembre 2002, Solennità di N.S. Gesù Cristo Re dell’Universo.
+ JOSEPH CARD. RATZINGER
Prefetto
Leggi di Più: Ratzinger: nota su impegno cattolici in politica | Tempi.it
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La fede non ha mai preteso di imbrigliare in un rigido schema i contenuti socio-politici, consapevole che la dimensione storica in cui l’uomo vive impone di verificare la presenza di situazioni non perfette e spesso rapidamente mutevoli. Sotto questo aspetto sono da respingere quelle posizioni politiche e quei comportamenti che si ispirano a una visione utopistica la quale, capovolgendo la tradizione della fede biblica in una specie di profetismo senza Dio, strumentalizza il messaggio religioso, indirizzando la coscienza verso una speranza solo terrena che annulla o ridimensiona la tensione cristiana verso la vita eterna....
V. Conclusione
9. Gli orientamenti contenuti nella presenta Nota intendono illuminare uno dei più importanti aspetti dell’unità di vita del cristiano: la coerenza tra fede e vita, tra vangelo e cultura, richiamata dal Concilio Vaticano II. Esso esorta i fedeli a «compiere fedelmente i propri doveri terreni, facendosi guidare dallo spirito del vangelo. Sbagliano coloro che, sapendo che qui noi non abbiamo una cittadinanza stabile ma che cerchiamo quella futura, pensano di poter per questo trascurare i propri doveri terreni, e non riflettono che invece proprio la fede li obbliga ancora di più a compierli, secondo la vocazione di ciascuno». Siano desiderosi i fedeli «di poter esplicare tutte le loro attività terrene, unificando gli sforzi umani, domestici, professionali, scientifici e tecnici in una sola sintesi vitale insieme con i beni religiosi, sotto la cui altissima direzione tutto viene coordinato a gloria di Dio».
Il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II nell’Udienza del 21 novembre 2002 ha approvato la presente Nota, decisa nella Sessione Ordinaria di questa Congregazione, e ne ha ordinato la pubblicazione.
Roma, dalla sede della Congregazione per la Dottrina della Fede, il 24 novembre 2002, Solennità di N.S. Gesù Cristo Re dell’Universo.
+ JOSEPH CARD. RATZINGER
Prefetto
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venerdì 22 febbraio 2013
LA PROFEZIA DI PAPA BENEDETTO XVI.......LA CHIESA RITORNERA' AD ESSERE SPERANZA E RISPOSTA...
ARTICOLO INTERESSANTE CHE FA PENSARE....SUL PAPA,SULLA POLITICA,SUL FUTURO DEL CRISTIANESIMO...WALTER"In cinque discorsi radiofonici poco conosciuti – ripubblicati tempo fa dalla Ignatius Press nel volume “Faith and the Future” – il futuro Papa Benedetto XVI nel 1969 tracciava la propria visione sul futuro dell’uomo e della Chiesa. E’ soprattutto l’ultima lezione, letta il giorno di Natale ai microfoni della “Hessian Rundfunk”, ad assumere i toni della profezia.
Ratzinger si diceva convinto che la Chiesa stesse vivendo un’epoca analoga a quella successiva all’Illuminismo e alla Rivoluzione francese. “Siamo a un enorme punto di svolta – spiegava – nell’evoluzione del genere umano. Un momento rispetto al quale il passaggio dal Medioevo ai tempi moderni sembra quasi insignificante”. Il professor Ratzinger paragonava l’era attuale con quella di Papa Pio VI, rapito dalle truppe della Repubblica francese e morto in prigionia nel 1799. La Chiesa si era trovata allora alle prese con una forza che intendeva estinguerla per sempre, aveva visto i propri beni confiscati e gli ordini religiosi dissolti.
Una condizione non molto diversa, spiegava, potrebbe attendere la Chiesa odierna, minata secondo Ratzinger dalla tentazione di ridurre i preti ad “assistenti sociali” e la propria opera a mera presenza politica. “Dalla crisi odierna – affermava – emergerà una Chiesa che avrà perso molto.
Diverrà piccola e dovrà ripartire più o meno dagli inizi. Non sarà più in grado di abitare gli edifici che ha costruito in tempi di prosperità. Con il diminuire dei suoi fedeli, perderà anche gran parte dei privilegi sociali”. Ripartirà da piccoli gruppi, da movimenti e da una minoranza che rimetterà la fede al centro dell’esperienza. “Sarà una Chiesa più spirituale, che non si arrogherà un mandato politico flirtando ora con la Sinistra e ora con la Destra. Sarà povera e diventerà la Chiesa degli indigenti”.
Quello che Ratzinger delineava era “un processo lungo, ma quando tutto il travaglio sarà passato, emergerà un grande potere da una Chiesa più spirituale e semplificata”. A quel punto gli uomini scopriranno di abitare un mondo di “indescrivibile solitudine” e avendo perso di vista Dio, “avvertiranno l’orrore della loro povertà”.
Allora, e solo allora, concludeva Ratzinger, vedranno “quel piccolo gregge di credenti come qualcosa di totalmente nuovo: lo scopriranno come una speranza per se stessi, la risposta che avevano sempre cercato in segreto”."(Vatican Insider)
martedì 12 febbraio 2013
Padre Antonio Sicari agli amici del Movimento Ecclesiale Carmelitano sulle dimissioni del nostro caro Papa Benedetto XVI
"Se il Papa parla di un “ripetuto esame di coscienza davanti a Dio” e di una “certezza” da lui raggiunta d’essere diventato “troppo debole”, e di non aver più “il vigore necessario”
per dirigere la barca di Pietro, dobbiamo semplicemente credergli e
stargli vicini con affetto e comprensione. Qualcuno si sente frastornato
perché pensa che un Papa non dovrebbe mai cedere alle difficoltà.
Vorrei solo fargli osservare che ciò sarebbe vero se si trattasse di
difficoltà o di contrasti “esterni”. Benedetto XVI aveva già dichiarato che non si sarebbe mai dimesso se la Chiesa fosse stata in una situazione di difficoltà o di turbamento. Una cosa, infatti, è ritirarsi a causa dei contrasti o delle difficoltà provocate da altri, o intimiditi dalle aggressioni altrui, (ciò che il Papa non ha inteso fare!) e un’altra cosa è ritirarsi umilmente a causa delle propria debolezza, provocata dagli anni e dal deperimento fisico che può togliere, a volte, vigore e lucidità alle proprie azioni e all’esecuzione dei propri compiti. Nel primo caso si tratterebbe di paura e di fuga (e non è certo questo il motivo della decisione di Papa Benedetto). Nel secondo caso si tratta di realismo, di umiltà, e perfino di coraggio, come alcuni hanno già riconosciuto con ammirazione. Non critichiamo il Papa proprio nel suo gesto spiritualmente più intenso e nobile. Diamogli invece l’affettuosa comprensione che si merita e uniamoci a Lui nella stessa preghiera che l’ha guidato e sostenuto nella sofferta decisione." (11/02/2013)
Il Santo Padre Benedetto XVI darà l'addio ai fedeli in piazza San Pietro il 27 febbraio, il giorno prima delle dimissioni annunciate per il 28, che diverranno effettive alle ore 20:00. Joseph Ratzinger si ritirerà prima per un periodo a Castel Gandolfo, e poi in un ex convento di clausura in Vaticano, dove si dedicherà alla lettura e alla preghiera. Non si è ancora deciso l'abito che dovrà indossare, nè il titolo che avrà dopo il 28 febbraio, ma certamente avrà quello di vescovo emerito di Roma e non più quello di cardinale
PREGHIAMO PER IL PAPA OGGI SEGNO DI VERITA' E UMILTA'
"Il mio vero programma di governo è quello di non fare la mia volontà, di
non perseguire mie idee, ma di mettermi in ascolto, con tutta quanta la
Chiesa, della parola e della volontà del Signore e lasciarmi guidare da Lui,
cosicché sia Egli stesso a guidare la Chiesa in questa ora della nostra
storia." Benedetto XVI
"Colui che è il titolare del ministero petrino deve avere la consapevolezza
di essere un uomo fragile e debole - come sono fragili e deboli le sue
proprie forze - costantemente bisognoso di purificazione e di conversione."
Benedetto XVI
"un piccolo fanciullo, un operaio oppresso dal lavoro, se credono, sono
superiori ai più grandi asceti"
giovedì 8 novembre 2012
Catechesi del Papa del 7 Novembre
http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2012/documents/hf_ben-xvi_aud_20121107_it.html
"Attraverso l’amore, l’uomo e la donna sperimentano in modo nuovo, l’uno grazie all’altro, la grandezza e la bellezza della vita e del reale. Se ciò che sperimento non è una semplice illusione, se davvero voglio il bene dell’altro come via anche al mio bene, allora devo essere disposto a de-centrarmi, a mettermi al suo servizio, fino alla rinuncia a me stesso. La risposta alla questione sul senso dell’esperienza dell’amore passa quindi attraverso la purificazione e la guarigione del volere, richiesta dal bene stesso che si vuole all’altro. Ci si deve esercitare, allenare, anche correggere, perché quel bene possa veramente essere voluto. " Benedetto XVI
Tanto di ciò che ha detto il Papa ha a che fare con la nostra Scuola di Cristianesimo..leggiamo bene il discorso completo cliccando sul link sopra..
Ciao a tutti Walter
"Attraverso l’amore, l’uomo e la donna sperimentano in modo nuovo, l’uno grazie all’altro, la grandezza e la bellezza della vita e del reale. Se ciò che sperimento non è una semplice illusione, se davvero voglio il bene dell’altro come via anche al mio bene, allora devo essere disposto a de-centrarmi, a mettermi al suo servizio, fino alla rinuncia a me stesso. La risposta alla questione sul senso dell’esperienza dell’amore passa quindi attraverso la purificazione e la guarigione del volere, richiesta dal bene stesso che si vuole all’altro. Ci si deve esercitare, allenare, anche correggere, perché quel bene possa veramente essere voluto. " Benedetto XVI
Tanto di ciò che ha detto il Papa ha a che fare con la nostra Scuola di Cristianesimo..leggiamo bene il discorso completo cliccando sul link sopra..
Ciao a tutti Walter
mercoledì 24 ottobre 2012
COSA E' LA FEDE ? ...udienza generale Benedetto XVI...
http://lugopress.wordpress.com/2012/10/24/s-s-benedetto-xvi-udienza-generale-24-ottobre-2012-lanno-della-fede-che-cosa-e-la-fede/
Leggete questa catechesi di oggi del Papa..
E' di una chiarezza....magari avessimo tutti una fede cosi!
"Avere fede, allora, è incontrare questo «Tu», Dio, che mi sostiene e mi accorda la promessa di un amore indistruttibile che non solo aspira all’eternità, ma la dona; è affidarmi a Dio con l’atteggiamento del bambino, il quale sa bene che tutte le sue difficoltà, tutti i suoi problemi sono al sicuro nel «tu» della madre. E questa possibilità di salvezza attraverso la fede è un dono che Dio offre a tutti gli uomini."(Benedetto XVI)
Leggete questa catechesi di oggi del Papa..
E' di una chiarezza....magari avessimo tutti una fede cosi!
"Avere fede, allora, è incontrare questo «Tu», Dio, che mi sostiene e mi accorda la promessa di un amore indistruttibile che non solo aspira all’eternità, ma la dona; è affidarmi a Dio con l’atteggiamento del bambino, il quale sa bene che tutte le sue difficoltà, tutti i suoi problemi sono al sicuro nel «tu» della madre. E questa possibilità di salvezza attraverso la fede è un dono che Dio offre a tutti gli uomini."(Benedetto XVI)
domenica 14 ottobre 2012
L'ANNO DELLA FEDE 2012 - INIZIO .TERMINE E INDULGENZA PLENARIA
L'Anno della fede ha avuto inizio l'11 ottobre 2012, cinquantesimo anniversario dell'apertura del Concilio Vaticano II e ventesimo anniversario della pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica. Entrambe le ricorrenze sono significative: il Concilio Vaticano II è «una grande forza per il necessario rinnovamento della Chiesa.» Il Catechismo della Chiesa Cattolica, «uno dei frutti più importanti
del Concilio Vaticano II» è uno strumento prezioso per approfondire la
conoscenza sistematica dei contenuti della fede cattolica.
L'apertura dell'Anno della fede coincide con l'Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi che si svolge nello stesso mese e ha come tema "La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana"
L'anno della fede terminerà nella solennità di Cristo Re il 24 novembre 2013. Infatti tutto l'anno «è un invito ad un'autentica e rinnovata conversione al Signore» e l'invocazione di Cristo Re, oltre a chiudere l'anno liturgico, è il traguardo finale del cammino di fede.
L'apertura dell'Anno della fede coincide con l'Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi che si svolge nello stesso mese e ha come tema "La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana"
L'anno della fede terminerà nella solennità di Cristo Re il 24 novembre 2013. Infatti tutto l'anno «è un invito ad un'autentica e rinnovata conversione al Signore» e l'invocazione di Cristo Re, oltre a chiudere l'anno liturgico, è il traguardo finale del cammino di fede.
Il 14 settembre 2012 con il decreto Die quinquagesimo della Penitenzieria Apostolica, papa Benedetto XVI concede l'indulgenza plenaria ai fedeli che durante l'anno della fede:
- partecipino ad almeno tre prediche durante le Missioni oppure assistano ad almeno tre lezioni sui documenti del Concilio Vaticano II o sul Catechismo della Chiesa Cattolica;
- visitino una basilica papale, una catacomba cristiana, una cattedrale o un altro luogo di culto stabilito dall'Ordinario diocesano per l'Anno della fede e ivi assistano ad una sacra funzione o almeno vi sostino in meditazione, concludendo le loro preghiere con la recita del Padre nostro, della professione di fede, le invocazioni alla Vergine Maria o ai santi patroni;
- partecipino in certi giorni stabiliti dall'Ordinario diocesano alla celebrazione eucaristica o alla recita della liturgia delle ore, aggiuggendovi la professione di fede;
- in un giorno qualsiasi dell'Anno della fede visitino il luogo del proprio battesimo, rinnovandovi le promesse battesimali.
Se con la Confessione ci viene rimessa la colpa dei peccati, con l'Indulgenza plenaria ci viene rimessa anche la pena per i peccati,
che dovremmo altrimenti scontare immensamente in vita o in Purgatorio
come penitenza e purificazione, poiché chi è confessato è certamente
senza colpa davanti a Dio, ma in lui non è ancora stata cancellata la
pena.
Con
l’Indulgenza, la Chiesa ci autorizza ad attingere direttamente ai meriti
infiniti di Cristo, della Vergine Maria e dei Santi e ad applicare quei
meriti a noi stessi o a un’anima che soffre nel Purgatorio. Con
l'Indulgenza vengono cancellate le pene accumulate per i nostri peccati,
facendo nostri i meriti di Cristo.
La
persona che si è confessata e riceve subito dopo una Indulgenza
plenaria è come un essere innocente, appena uscito dalle acque
battesimali. Se morisse in quel momento andrebbe immediatamente in
Cielo, perché ha già scontato tutte le sue pene con i meriti dei Santi.
(È un ricominciare senza il peso dei peccati).
I Santi
hanno sempre testimoniato che se potessimo vedere le pene delle Anime
del Purgatorio non smetteremmo mai di pregare per loro! Con l’indulgenza
possiamo abbreviare o estinguere del tutto la loro sofferenza.
L’Indulgenza è dunque un dono straordinario del Cielo!
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