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sabato 28 marzo 2015

CHRISTUS -Film del 1916-primo kolossal della cristianità (Film Eterno)

Christus

di Giulio Antamoro


Italia, 1916  (per alcuni del 1915)
b/n
Muto
Formato: 35mm Durata: 80'
Genere: Religioso



Christus di Giulio Antamoro. 1916. Alberto Pasquali in una scena del film.Archivio fotografico Centro Sperimentale di Cinematografia




Christus di Giulio Antamoro, 1916. Leda Gys in una scena del film. Archivio fotografico Centro Sperimentale di Cinematografia.



Interpreti
Alberto Pasquali (Gesù), Leda Gys (Vergine Maria),Amleto Novelli (Ponzio Pilato),Augusto Mastripietri (Giuda),Aurelia Cattaneo (Maria Maddalena), Renato Visca (Gesù a 12 anni), Maria Caserini Gasperini, Una De Chiesa, Ignazio Lupi,Augusto Poggioli, Ermanno Roveri.

Storia della vita di Cristo divisa in tre parti chiamate "Misteri": la nascita di Gesù e la fuga in Egitto; la vita pubblica di Gesù fino alla trionfale entra­ta a Gerusalemme; la Passione, la Morte e la Resurrezione di Gesù.

Note
Lunghezza: 2279 metri.
Regista seconda unità (in Egitto): Ignazio Lupi.
Esterni girati anche in Egitto e in Africa.

La rappresentazione scenica è costituita dalla riproduzione animata di modelli figurativi tratti dalla grande tradizione artistica. Si possono riconoscere, sia per l'ambientazione che per l'intensità della rappresentazione, oltre cento opere tra cui "L'Annunciazione" del Beato Angelico, "La Natività" del Correggio, "Il Battesimo di Gesù" del Perugino, "Il Cenacolo" di Leonardo da Vinci, "La Crocifissione" di Andrea Mantegna, "La Deposizione" di Rembrant, "La Trasfigurazione" di Raffaello e "La Pietà" di Michelangelo.
Su specifica richiesta del conte Antamoro, Fausto Salvatori, discepolo di D'Annunzio e autore di poemi e opere teatrali, scrisse un poema mistico sul Cristo diviso in tre "Misteri" che costituì la base per la sceneggiatura e le dida­scalie del film.

Prima della distribuzione ci si accorse che parte del negativo era rovinato. Fu necessario rigirare alcune sequenze che, passato Antamoro a lavorare ad altre produzioni, furono affidate a Enrico Guazzoni.
Primo film girato sui luoghi storici, Palestina ed Egitto, e interpretato da Alberto Pasquali (Gesù), Amleto Novelli (Ponzio Pilato), Leda Gys (Maria Maddalena). Enorme il suo successo: viene considerato il film più completo tra i film religiosi, tanto da ricevere l'appellativo di "Film eterno". Nel 1925 veniva ancora proiettato nelle sale.
Lo ha trovato per caso nel 2001, in un mercatino dell'usato, Attilio Mina, docente di laboratorio multimediale all'Istituto statale di Giussano (Milano). E' l'unica riedizione spagnola del CHRISTUS di Giulio Cesare Antamoro, il primo kolossal della cristianità. Con la consulenza di Renzo Salvi (capostruttura di RAI Educational) la pellicola è stata restaurata dai ragazzi dell'Istituto e trasferita in videocassetta. Per averla contattare "Brianze", rivista bimestrale, tel. 0362. 95589.
Il film fu prodotto dalla Pathé Frères, una delle case cinematografiche più note dell'epoca. Il film è del 1916 ed ha una storia affascinante: La prima visione è dell'8 novembre a Roma. Il film fu poi proiettato anche al Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Nel 2000 è stata presentata alla 57 ma Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, nella sezione "Passato presente", una versione restaurata e ricostruita a cura della Cineteca del Comune di Bologna, realizza­ta nel laboratorio "L'immagine ritrovata". Sono state utilizzate copie pervenute dall'archivio bolognese, dalla Scuola Nazionale di Cinema - Cineteca Nazionale, dalla Fondazione Cineteca Italiana e dalla Cinématheque Française. Il comples­so sistema di colorazione del film, la grafica e i testi delle didascalie originali sono stati ricostruiti tramite la comparazione del materiale filmico e cartaceo.
In occasione del restauro il maestro Marco Frisina ha composto una nuova par­titura musicale.
Soggetto: Tratto dal Poema iconografico in tre misteri di Fausto Salvatori.
Sceneggiatura: Giulio Antamoro, Ignazio Lupi.
Didascalie:            Maurice V. Samuel.
Fotografia:            Renato Cartoni
Scenografia:            Giulio Lombardozzi
Produzione:            Cines (Roma)
Distribuzione video: Medusa Home Entertainment

Noto anche come:
Cristo

giovedì 12 marzo 2015

Film : 11 Settembre 1683 - sul Beato Marco D'Aviano su youtube

Il film e le polemiche

Definito “politicamente scorretto“, “anti-islamico” ed “incitante all’odio“, il film “11 settembre 1683” è stato diretto da Renzo Martinelli e distribuito dalla 01 Distribution nel 2013.
Di fronte alle numerosissime critiche ricevute, il registra ha replicato con chiarezza: “Ciò che voglio è restituire il giusto rilievo alla figura storica di Marco d’Aviano, frate taumaturgo e uomo di fede a cui si deve la riuscita degli sforzi diplomatici per formare la Lega Santa, voluta da papa Innocenzo XI, e la successiva vittoria sul campo di battaglia. Non un sacerdote guerrafondaio ma un dotto dalla grande sensibilità storica e politica. Se non ci fosse stato lui a compattare le fila cristiane, oggi forse l’Europa sarebbe assai diversa.
(…) Il mio film non è contro nessuno, è solo una carica suonata all’Occidente.  Noi europei abbiamo smarrito le radici dei nostri valori. In 90.000 parole del testo della Costituzione Europea non c’è una sola volta la parola «cristiano». Da quel giudeo crocifisso è nato tutto: il Rinascimento, la parità tra uomo e donna, la libertà.
”
 
Padre Marco nacque ad Aviano (UD) il 17 novembre 1631. In età conveniente, i genitori lo affidarono al collegio dei Gesuiti di Gorizia. Un giorno, al rientro degli allievi da una passeggiata, mancò all’appello: era fuggito per andare a convertire i Turchi! Dopo due giorni di cammino batté sfinito alla porta dei Cappuccini di Capodistria, dove sentì la chiamata di Dio. Il 21 novembre 1648 vestì l’abito nel noviziato di Conegliano (TV). Ordinato sacerdote il 18 settembre 1655, fu successivamente nominato superiore del convento di Belluno, poi di quello di Oderzo (TV) e nel 1675 fu trasferito a Padova. Voleva dedicarsi esclusivamente alla preghiera e alla contemplazione, ma i suoi superiori lo richiamavano spesso per tenere le prediche in chiesa e per realizzare le missioni popolari. Iniziò anche ad operare dei miracoli.


L’apostolo dell’Impero

La sua fama di predicatore e di taumaturgo si diffuse non solo nel Veneto, ma per tutta Europa. Dovunque si recasse a predicare, la sua presenza era un avvenimento che attirava folle e sconvolgeva le popolazioni. Le sue prediche erano solitamente accompagnate da eclatanti conversioni e guarigioni miracolose. Sollecitato dai superiori, egli intraprese lunghi viaggi all’estero nel corso dei quali strinse rapporti privati e diplomatici con molti governanti.
Nel 1680 si recò nel Tirolo. Fu accolto trionfalmente a Innsbruck, dove il duca Carlo V di Lorena venne personalmente a incontrarlo. Giuntogli davanti, si gettò in ginocchio e non volle alzarsi prima di avergli baciato i piedi. Più tardi volle fare con lui la confessione generale e ricevere la comunione. Carlo V gli chiese anche una grazia personale: essendosi fratturato la gamba destra in una caduta da cavallo, non poteva camminare che con l’aiuto delle grucce. Appena ricevuta la benedizioni di padre Marco, i dolori scomparvero e non ebbe più bisogno di alcun sostegno. Il duca divenne suo figlio spirituale.
Da Innsbruck proseguì per la Baviera, dove ricevette un’accoglienza non meno trionfale da parte del duca reggente Massimiliano Filippo. In una sola giornata, padre Marco compì ben 117 guarigioni miracolose, diligentemente certificate da documenti che il duca stesso fece stendere e pubblicare. Da Monaco si recò a Salisburgo, dove il principe arcivescovo lo trattò quasi alla stregua di un messaggero celeste. La cattedrale era troppo piccola per contenere le folle.

Scendendo lungo il Danubio, padre Marco andò a Linz, dove lo ricevette con rispetto e venerazione l’imperatore Leopoldo I. L’imperatrice volle addirittura riceverlo in ginocchio. Vi si trattenne quindici giorni, durante i quali s’instaurò tra Marco e Leopoldo un rapporto destinato ad avere notevoli effetti sulla vita politica del tempo. L’imperatore trovò nel frate cappuccino il proprio confidente e consigliere.

L’8 ottobre padre Marco era a Neuburg. Allo sbarco venne a riceverlo il conte palatino Filippo Guglielmo con i sei figli e lo accompagnò personalmente alla sua residenza, dove la consorte e le cinque figlie lo ricevettero in ginocchio. Il giorno dopo, mentre predicava nella chiesa di S. Pietro, una statua della Madonna cominciò a muoversi rivolgendo il suo sguardo verso il pulpito. La notizia del miracolo si diffuse in tutta la Germania, rincuorando i cattolici e gettando i protestanti nello stupore.

L’apostolato di padre Marco aveva, infatti, un forte impronta anti‑protestante. Nelle sue prediche non mancava mai di rivolgere agli eretici ferventi appelli perché ritornassero all’ovile. Le conversioni furono così numerose che i capi protestanti dovettero proibire ai propri correligionari di assistere alle prediche del cappuccino italiano.

La crociata contro i turchi

Dopo trionfali viaggi per Paesi Bassi, Germania, Svizzera e Italia settentrionale, le vicende del tempo ricondussero padre Marco in Austria, dove fu accolto dall’Imperatore ormai diventato suo figlio spirituale. Nei loro numerosi e lunghi colloqui, un tema ricorreva costantemente: la minaccia turca. Dopo un periodo di decadenza, la potenza musulmana si era risvegliata sotto l’egida del gran visir Kara Mustafá e incombeva sull’Europa. Costui non nascondeva i suoi terribili progetti: espugnare Vienna e Praga, spezzare le forze cristiane sul Reno, e marciare su Roma per fare di San Pietro le scuderie del sultano Maometto IV.

Papa beato Innocenzo XI già da tempo tentava in tutti i modi di unire i principi cristiani in una Lega Santa contro la mezzaluna. Gli unici accorsi all’appello del Sommo Pontefice, però, erano la Polonia di Jan III Sobieski ed alcuni stati germanici come la Baviera, la Renania e la Sassonia. Il comando delle forze cristiane, che allora contavano 40.000 uomini, fu affidato a Carlo V di Lorena, cognato dell’Imperatore e discepolo di padre Marco.

Nell’aprile 1683 un’armata turca di 150.000 uomini e trecento cannoni si mise in marcia sotto il comando del sultano Maometto IV in persona e del suo gran visir Kara Mustafá. L’Imperatore scrisse allora a padre Marco: “Il nemico viene con una potenza e un sì numeroso esercito, che da cento anni in qua non se n’era visto uno di simile”. Il 12 luglio le avanguardie turche arrivarono ai dintorni di Vienna.

Cappellano dell’esercito imperiale

In tali circostanze drammatiche, padre Marco d’Aviano fu convocato dal Papa come cappellano dell’esercito imperiale. “Veramente è necessaria la presenza di vostra paternità — scriveva il conte palatino Filippo Guglielmo — perché prevedo che senza di essa non faremo niente”. Effettivamente rivalità, ambizioni e interessi personali minacciavano di rallentare, se non di impedire, qualsiasi azione militare da parte cristiana. Fu qui che provvidenzialmente si inserì l’azione personale di padre Marco. Nel consiglio di guerra del 5 settembre, egli riuscì ad appianare tutte le divergenze. Il comando supremo fu conferito a Jan III Sobieski.

L’8 settembre, festa della natività di Maria, prima di dar inizio alla marcia verso Vienna, padre Marco volle preparare spiritualmente l’esercito. Di fronte alle truppe schierate, a tutti i comandanti e al fior fiore della nobiltà tedesca e polacca, celebrò la Santa Messa servita dallo stesso Jan Sobieski. Il re di Polonia scrisse a sua moglie: “Padre Marco ci ha rivolto un’esortazione straordinaria. Ci ha domandato se avevamo fiducia in Dio; e alla nostra unanime risposta che l’avevamo piena e intera, ci ha fatto ripetere con lui più volte: Gesù! Maria! Gesù! Maria! Poi ci ha fatto recitare l’atto di dolore e ha impartito la solenne benedizione papale”.

Dopo la funzione padre Marco passò in rassegna tutto l’esercito con la croce in mano, rivolgendo ai singoli corpi parole di fede e d’incoraggiamento. La sera dell’11, alla vigilia della battaglia, egli celebrò la Messa, poi tenne un breve e infiammato discorso, e alla fine, da una posizione soprelevata, lesse a gran voce una preghiera da lui stesso composta per impetrare l’assistenza divina sulle armi cristiane; poi col suo crocifisso benedisse l’esercito.

All’alba del 12 i cristiani si lanciarono all’attacco con un tale impeto, da travolgere in poche ore le difese ottomane e costringere Kara Mustafá alla ritirata. Durante la battaglia padre Marco non smise di andare di schiera in schiera a rincuorare e a benedire i combattenti, spingendoli sempre avanti contro i seguaci di Maometto. Ogni volta che vedeva i turchi lanciarsi all’attacco, alzava verso di loro il crocifisso, dicendo: “Ecco la croce del Signore, fuggite schiere avversarie!” La vittoria dei cristiani fu totale.

Già all’indomani della vittoria, padre Marco cominciò a incitare i capi cristiani a continuare la crociata, riprendendo immediatamente i combattimenti. A partire da quel momento divenne, nelle parole di un prelato veneziano, “il braccio destro della Santa Lega”. Nel febbraio 1684 scrisse a Leopoldo I: “Sono dispostissimo a servire la vostra maestà cesarea nell’armata con il sangue e con la vita”. Come cappellano dell’esercito, padre Marco manteneva vivo fra i soldati l’ideale per il quale combattevano: la loro non era una guerra qualsiasi, era una crociata.

Egli riuscì a vedere la sconfitta definitiva dell’Islam in Europa partecipando, sempre in prima linea, alle battaglie di Budapest (1684‑1686), Neuhäu‑sel (1685), Mohacz (1687) e Belgrado (1688), fino alla pace di Karlowitz (1689). Il 25 luglio 1699 fu costretto a letto a Vienna, ed il 13 agosto morì assistito dall’Imperatore. Dopo solenni funerali, il suo corpo ebbe l’insigne favore di riposare nella cripta dei Cappuccini di Vienna, a fianco dei resti mortali dei membri della Famiglia Imperiale.
Il suo processo canonico fu avviato da S. Pio X nel 1912. Motivi prettamente ideologici (erano in molti a non voler esaltare un personaggio così combattivo!) ne ritardarono, però, la conclusione fino al 27 aprile 2003.

venerdì 30 gennaio 2015

FILM SU DON BOSCO DEL 1935 (Su Youtube)...puoi vederlo in streaming...

 
Don Bosco
Italia, 1935, 35mm, 89', B/N

Regia
Goffredo Alessandrini

Soggetto
Onorato Castellino, Rufillo Uguccioni

Sceneggiatura
Goffredo Alessandrini, Aldo Vergano, Sergio Amidei

Interpreti
Gianpaolo Rosmino (don Giovanni Bosco), Maria Vincenza Stiffi (Margherita, sua madre), Ferdinando Mayer (Giovanni Bosco ragazzo), Roberto Pasetti, Vittorio Vaser, Cesare Carini-Gani, Felice Minotti, Arturo Zan, Elia, attori non professionisti

Direttore di produzione
stripslashes(Aldo Vergano)

Produzione
Lux
Furono impressionati 40.000 metri di pellicola, 2.500 dei quali furono montati.
Costo del film: oltre 2.000.000 di lire.
Locations: Torino, Chieri, Monferrato; Interni: Studi Fert-Microtecnica di Torino.




Sinossi

Biografia del Santo piemontese, dall’infanzia nelle campagne del Monferrato, alla giovinezza in seminario, all’attività educativa e sociale compiuta a Torino con i ragazzi degli strati sociali più umili, fino alla fondazione dell’Opera Salesiana e alla canonizzazione.
[…] Io aspettavo da tempo di fare un film corale, un grosso affresco sul piano drammatico, e tentai questo grosso quadro con i Salesiani e con tutto quel mondo di quell'epoca lì. C'era il personaggio che invadeva tutta la scena, don Bosco, carico di quei valori umani ai quali io tenevo di poter dedicare un racconto mio. Così mi sono attenuto proprio alla vita di don Bosco, quasi senza sceneggiatura. C'erano le memorie sue e i libri di altri storici, non ho inventato niente, ho solo creato dei legami cinematografici che potessero unire un episodio e un altro. Forse qualche cosa d'inventato c'era in certe piccole scene di collegamento, ma i grossi fatti erano veri. Poi mi interessava, le ripeto, il quadro. […] Nel film c'è un solo attore professionista, Rosmino […]. Ma gli altri erano presi dalla strada, come si dice. Cioè la madre e lo zio del ragazzo; e il ragazzino era stato anche lui scelto così, e poi c'erano i preti autentici, i Salesiani autentici, che si prestarono tutti quanti a fare quello che avevano fatto i loro predecessori molti anni prima. Mi ero estremamente interessato anche ai luoghi dove si girava. Il mondo della chiesa e dei conventi, il mondo in cui vivono questi ragazzi sino a che diventano adulti, è tutto un mondo al di fuori dal piccolo vivere quotidiano. Era tutto estremamente colorito, anche se era tutto nero, per le tuniche dei sacerdoti, però il bianco era molto bello con la neve. Mi ricordo che quell'inverno a Torino era bianco di neve, con il sole e il cielo azzurro. Mi ricordo certi conventi come quello di Chieri. Scenograficamente, in un convento, cento o duecento ragazzi coi loro abitini da prete, sono un quadro che qualsiasi pittore che amasse queste scene corali di ambienti strani, impazzirebbe a poterlo fare. A parte poi il personaggio straordinario di un uomo veramente forte, veramente coraggioso, che valeva la pena di raccontare. […] Goffredo Alessandrini

domenica 18 gennaio 2015

Beato Padre Pino Puglisi -Il film sulla sua vita -"Alla luce del sole"

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LE TAPPE DELLA VITA
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Don Giuseppe Puglisi nasce nella borgata palermitana di Brancaccio, cortile Faraone numero 8, il 15 settembre 1937, figlio di un calzolaio, Carmelo, e di una sarta, Giuseppa Fana, e viene ucciso dalla mafia nella stessa borgata il 15 settembre 1993, giorno del suo 56° compleanno.

Entra nel seminario diocesano di Palermo nel 1953 e viene ordinato sacerdote dal cardinale Ernesto Ruffini il 2 luglio 1960 nella chiesa-santuario della Madonna dei Rimedi. Nel 1961 viene nominato vicario cooperatore presso la parrocchia del SS.mo Salvatore nella borgata di Settecannoli, limitrofa a Brancaccio, e dal 27 novembre 1964 opera anche nella vicina chiesa di San Giovanni dei Lebbrosi a Romagnolo. 

Dal 1962 è anche confessore delle suore basiliane Figlie di Santa Macrina nell'omonimo istituto. 
Inizia anche l'insegnamento: al professionale Einaudi (1962-63 e 64-66) alla media Archimede (63-64 e 66-72), alla media di Villafrati (70-75) e alla sezione staccata di Godrano (75-77), al magistrale Santa Macrina (76-79) e infine al liceo classico Vittorio Emanuele II (78-93).

Nel 1967 è nominato cappellano presso l'istituto per orfani "Roosevelt" all'Addaura e vicario presso la parrocchia Maria Santissima Assunta a Valdesi.
Nel 1969 è nominato vicerettore del seminario arcivescovile minore. Nel settembre di quell'anno partecipa a una missione nel paese di Montevago, colpito dal terremoto.

Sin da questi primi anni segue in particolare modo i giovani e si interessa delle problematiche sociali dei quartieri più emarginati della città.
Segue con attenzione i lavori del Concilio Vaticano II e ne diffonde subito i documenti tra i fedeli, con speciale riguardo al rinnovamento della liturgia, al ruolo dei laici, ai valori dell'ecumenismo e delle chiese locali. Il suo desiderio fu sempre quello di incarnare l'annunzio di Gesu' Cristo nel territorio, assumendone quindi tutti i problemi per farli propri della comunità cristiana.

Il primo ottobre 1970 viene nominato parroco di Godrano, un piccolo paese in provincia di Palermo - segnato da una sanguinosa faida - dove rimane fino al 31 luglio 1978, riuscendo a riconciliare le famiglie dilaniate dalla violenza con la forza del perdono.
In questo periodo unisce le forze anche con Lia Cerrito e altri volontari del movimento Crociata del Vangelo (dal 1987 Presenza del Vangelo), fondato dal frate minore siciliano Placido Rivilli.

In questi anni segue pure le battaglie sociali di un'altra zona degradata della periferia orientale della città, lo "Scaricatore", in collaborazione con il centro della zona dei Decollati gestito dalle Assistenti sociali missionarie, tra cui Agostina Ajello.

Il 9 agosto 1978 è nominato pro-rettore del seminario minore di Palermo e il 24 novembre dell'anno seguente è scelto dall'arcivescovo Salvatore Pappalardo come direttore del Centro diocesano vocazioni. Il 24 ottobre 1980 è nominato vice delegato regionale del Centro vocazioni e dal 5 febbraio 1986 è direttore del Centro regionale vocazioni e membro del Consiglio nazionale.
Agli studenti e ai giovani del Centro diocesano vocazioni ha dedicato con passione lunghi anni realizzando, attraverso una serie di "campi scuola", un percorso formativo esemplare dal punto di vista pedagogico e cristiano.

A Palermo e in Sicilia è stato tra gli animatori di numerosi movimenti tra cui: Presenza del Vangelo, Azione cattolica, Fuci, Equipes Notre Dame, Camminare insieme. Dal maggio del 1990 svolge il suo ministero sacerdotale anche presso la "Casa Madonna dell'Accoglienza" a Boccadifalco, dell'Opera pia Cardinale Ruffini, in favore di giovani donne e ragazze-madri in difficoltà.

Il 29 settembre 1990 viene nominato parroco a San Gaetano, a Brancaccio, e dall'ottobre del 1992 assume anche l'incarico di direttore spirituale del corso propedeutico presso il seminario arcivescovile di Palermo. Il 29 gennaio 1993 inaugura a Brancaccio il centro "Padre Nostro", che diventa il punto di riferimento per i giovani e le famiglie del quartiere.
In questo periodo viene aiutato anche da un gruppo di suore, tra cui suor Carolina Iavazzo, e dal viceparroco, Gregorio Porcaro. Collabora con i laici della zona dell'Associazione Intercondominiale per rivendicare i diritti civili della borgata, denunciando collusioni e malaffari e subendo minacce e intimidazioni.

Viene ucciso sotto casa, in piazzale Anita Garibaldi 5, il giorno del compleanno, 15 settembre 1993.
La salma è tumulata presso il cimitero di Sant'Orsola, nella cappella di Sant'Euno, di proprietà dell'omonima confraternita laicale. Ad aprile 2013 la salma è stata poi traslata nella cattedrale di Palermo.
La sua attività pastorale - come è stato ricostruito anche dalle inchieste giudiziarie - ha costituito il movente dell'omicidio, i cui esecutori e mandanti mafiosi sono stati arrestati e condannati con sentenze definitive.
Per questo già subito dopo il delitto numerose voci si sono levate per chiedere il riconoscimento del martirio.

Nel ricordo del suo impegno, innumerevoli sono le scuole, i centri sociali, le strutture sportive, le strade e le piazze a lui intitolate a Palermo, in tutta la Sicilia, in Italia.
Commemorazioni e iniziative si sono tenute anche all'estero, dagli Stati Uniti al Congo, all'Australia.
A partire dal 1994 il 15 settembre, anniversario della sua morte, segna l'apertura dell'anno pastorale della diocesi di Palermo.
Nel dicembre ’98, a cinque anni dal delitto, il Cardinale Salvatore De Giorgi ha insediato il Tribunale ecclesiastico diocesano per il riconoscimento del martirio. L'indagine è stata conclusa a livello diocesano nel maggio 2001 e l'incartamento è stato inviato presso la Congregazione per le Cause dei Santi in Vaticano. Nell'agosto 2010 il Cardinale Paolo Romeo ha nominato il nuovo postulatore, mons. Vincenzo Bertolone.
A giugno del 2012 la Congregazione ha dato l'assenso finale alla promulgazione del decreto per il riconoscimento del martirio di don Puglisi. Il 25 maggio 2013 la beatificazione al "Foro Italico Umberto I" di Palermo.


Un "Archivio Puglisi" di scritti editi ed inediti, registrazioni, testimonianze e articoli si è costituito presso il Centro diocesano vocazioni in via Matteo Bonello a Palermo ( archiviogiuseppepuglisi@diocesipa.it).

La sua vita e la sua morte sono state testimonianze della sua fedeltà all'unico Signore e hanno disvelato la malvagità e l'assoluta incompatibilità della mafia con il messaggio evangelico.

"Il credente che abbia preso in seria considerazione la propria vocazione cristiana,
per la quale il martirio è una possibilità annunciata già nella rivelazione
non può escludere questa prospettiva dal proprio orizzonte di vita.
I 2000 anni dalla nascita di Cristo sono segnati dalla persistente testimonianza dei martiri
"

(Giovanni Paolo II, Incarnationis Mysterium, n.10)

domenica 4 gennaio 2015

La Punta Della Lancia (Avventura-2007) - film completo


La punta della lancia (End of the Spear) è un film del 2005 tratto da una storia vera.

Trama

Ambientato nel profondo della foresta amazzonica dell’Ecuador.
Un film indimenticabile,basato su una storia vera, racconta la storia dell'Operazione AUCA, nel corso della quale cinque missionari cristiani, Nate Saint, Jim Elliot, Pete Fleming, Ed McCully, Roger Youderian, nel 1965 provarono ad evangelizzare la tribù dei Waodani, nelle giungle dell'Ecuador. Nel profondo della foresta amazzonica sopravvive una tribú tagliata fuori dalla civiltà e ancorata ad uno stile di vita selvaggio, dove la violenza e la vendetta sono all'ordine del giorno.
Pur con tutte le intenzioni nobili e di pace i missionari non vengono accettati e, ritenuti una minaccia per la salvezza della tribù, vengono uccisi. La vita del protagonista Mincayani che guida la tribù dei Waodani, una delle etnie più violente che gli antropologi hanno documentato, cambia improvvisamente quando lui e la sua famiglia uccidono i cinque missionari. Da questo evento, Mincayani affronterà un percorso tortuoso di scoperta e di confronto con la propria cultura, con la storia della sua popolazione. Le famiglie dei missionari uccisi però decidono di restare in Ecuador e, con grande spirito cristiano di perdono , tentano di vivere tra i Waodani.
La storia si intreccia con gli interrogativi del giovane Steve Saint , il figlio di uno dei missionari evangelici, che lotta per capire perché suo padre è morto. Dovrà però imparare ad accettare una tragedia che non si può modificare. Nell'insieme emerge una storia reale intrisa di sacrificio, coraggio e riscatto da cui si evincono importanti messaggi quali il ruolo della religione nella trasformazione della cultura e l'insegnamento del perdono evangelico.
Tra Mincayani e Steve Saint si è poi instaurato un legame che continua ancora oggi. (Wikipedia)


sabato 20 dicembre 2014

Christmas Story - Bellissimo film da vedere per Natale



In un villaggio in finlandia il piccolo nikolas rimane orfano dei genitori e della piccola sorellina Ada. il villaggio di pescatori decide all'unanimità di adottarlo un anno per famiglia, ma purtroppo giunto al sesto anno una grossa gelata che ha distrutto il raccolto e il lago che sembra non avere più pesci al suo interno, fanno si che nikolas venga adottato per quell'anno dal falegname e commercante isakki. per una volta un film di natale che parla del natale e di come una figura fondamentale del natale nasce, senza essere melenso e straripante buoni sentimenti da talk show pomeridiano lacrimevole. il film parla di un bambino che in una terribile notte di tempesta perde tutta la famiglia. rimasto orfano i saggi del paese insieme alle famiglie decidono di prendersene cura, allevandolo, ma di anno in anno per non far gravare la sua crescita solo sulle finanze e le forze di una famiglia sola, cambia casa e affetto contraccambiando intagliando piccoli oggetti nel legno. la maestria del piccolo nikolas è innata e non fa che migliorare, passando anche molto del proprio tempo in solitudine, immalinconito dal tragico evento. le stagioni si alternano e il villaggio insieme allo splendido paesaggio passano dalla stagione della morte a quella della vita. nikolas e i bambini coi quali per sei anni è cresciuto, diventano grandi e anche amici. purtroppo la vita non è tutta rosa e fiori e le favole spesso ce lo ribadiscono. infatti in un anno particolarmente sfortunato e disgraziato, pare che nikolas non trovi nessuno disposto ad accoglierlo in casa. il cibo basterebbe a stento per loro. così si fa avanti il cinico isakki, che scopriremo più avanti, reso crudele e arido dalla morte della moglie e dall'allontanamento dei figli. isakki se lo tira in casa solo perchè gli fa comodo avere qualcuno che lo aiuti a tenere in ordine e anche perchè si accorge che è bravo ad intagliare il legno. come nessuno(o quasi)è totalmente buono, anche isakki non è il solito villain monodimensionale. con modi bruschi e non sempre gentili insegna a nikolas il mestiere di falegname, e proprio durante la notte della vigiglia lo scopre intento ad intagliare con pezzi di scarto, animaletti e oggettini destinati ai bimbi del villaggio. inizia una collaborazione che sfocia presto nell'affetto sincero, quando scopre che uno di quegli oggetti è destinato al lago gelato in cui sparirono i genitori e la sorellina ada. il film di una brevità quasi imbarazzante(poco più di un'ora) è però della lunghezza giusta per sembrare una di quelle belle storie che un bimbo(e perchè no, anche un adulto come me)desidera farsi raccontare proprio mentre la madre gli rimbocca le coperte in una fredda notte d'inverno e che lievemente lo accompagna tra le ricostituenti braccia del sonno. è semplice e financo ruvido come il legno grezzo, per poi prendere una bella forma stilizzata sotto le dita sapienti del suo artigiano. ci sono delle belle scene come quelle in cui nikolas insieme alle donne del paese attendono speranzosi gli uomini di ritorno dalla pesca in una brumosa serata tardo-estiva. oppure le cartolinesche scene paesaggistiche ricoperte di soffice neve che però ricordano più belle fotografie amatoriali di chi quei luoghi li vive e li ama nonostante la durezza. il regalo che nikolas lascia davanti le porte delle famiglie del villaggio è solo un piccolo ringraziamento per l'affetto e il conforto ricevuti negli anni della crescita e della formazione. una gradevole sorpresa.  (commento sul sito)

C'é più clima natalizio in questo film che in tutte le innumerevoli e melense realizzazioni cinematografiche viste in precedenza.
Non é il Natale festaiolo il soggetto, ma la grande, generosa e fraterna spiritualità che rende il senso di questa festa cristiana e che spesso è sepolta dal consumismo e dalla superficialità.
L'argomento ha matrice religiosa ma il film risponde ad altissime ed universali motivazioni etico-morali,
Consiglierei la visione la sera del 24 dicembre.(altro commento)

domenica 14 dicembre 2014

Per sorridere: La webcom OCCHI AL CIELO

                Un parroco in regalo (la prima delle 13 puntate)
Che si possono vedere su Youtube cliccando su questo link....
per sorridere prima del Natale con la Webcom ambientata in un ufficio parrocchiale

https://www.youtube.com/playlist?list=PLLd21BfgBw6mlPwxzPbgwd_LfipM-H0-d

Film per Natale : LA STELLA DI LAURA

 

"PRIMA DEL NATALE..FACCIAMO TORNARE AL SUO POSTO LA NOSTRA STELLA ..."

Laura è una bambina che vive i disagi della sua età e spesso decide di rifugiarsi in una scatola di cartone da lei chiamata astronave, per vivere i suoi sogni di viaggiatrice stellare. La famiglia ha cambiato casa trasferendosi in un’altra città e questo procura alla piccola qualche difficoltà di relazione (per vicino si ritrova un coetaneo geniale inventore che almeno inizialmente, preferisce evitare). Insomma, vive isolata nel mondo interiore dei suoi sette anni, come fa Momo dell’omonimo romanzo di Michael Ende (che, prima di essere animato dalla matita di D’Alò, era stato ridotto per il cinema in una versione con attori in carne e ossa), o come la piccola Chihiro del capolavoro “La città incantata” di Miyazaki.

Quando una stella “ferita” cade nel giardino vicino casa è proprio Laura a trovarla e a prendersene cura, all’insaputa dei genitori. La bambina applica un cerotto per guarire la ferita della stella e da quel momento la porta con sé nello zaino, come una specie di portafortuna. Ad un certo punto, la stella inizia a perdere la sua luminosità a causa del distacco dal firmamento ma Laura è restia a lasciarla andare. Un episodio significativo cambia le cose: la madre di Laura, suonatrice di violoncello, la sera di un importante debutto al Teatro dell’Opera dimentica a casa l’archetto. La bambina cerca di rimediare: correndo si perde lungo il tragitto ed alla fine è soccorsa dalla sua stella a cavallo della quale riuscirà a risolvere il contrattempo. Dentro lo spazio scenico del teatro, a quel punto, l’intera volta del cielo si anima: il Sole e la Luna (eternamente in conflitto come il Bene e il Male) inducono Laura a prendere la giusta decisione: far tornare al suo posto l’amica stella. Tratto da un libro per ragazzi dello scrittore Klaus Baumgart, “La stella di Laura” è stato diretto dai registi Piet De Rycker e Thilo Rothkirch (già autori di “Piuma, il piccolo orsetto polare”) ed è commentato dalla efficace colonna sonora composta dal premio Oscar Hans Zimmer in coppia con Nick Glennie – Smith. Si tratta di una favola senza tempo, di un film d’animazione destinato a diventare un piccolo classico.  
E' una storia per tutti che parla di solidarietà, di amicizia e del coraggio di crescere, impiantata su una tecnica di animazione classica nella quale l’ausilio della grafica al computer non interferisce più di tanto. Un piccolo film fatto con gusto e con grazia, non privo di quella intenzionalità istruttiva che ci spinge a consigliarlo come occasione didattica. Ed è anche una sottile metafora poetica, così rara di questi tempi, tagliente come quella di certe favole che ormai i bambini leggono agli adulti.


domenica 5 gennaio 2014

Grandi sceneggiati della Rai in bianco e nero...a puntate su canale Youtube!

https://www.youtube.com/user/TelEmozioni?feature=watch

http://www.youtube.com/user/spadarsoft/videos?shelf_id=2&sort=p&view=0

Come non ricordare i bei sceneggiati tratti dai più grandi romanzi
che la Rai (quando sapeva educare con la cultura..) ha finanziato e trasmesso ai suoi inizi?
Non si guardava l' audience ma la qualità del prodotto...nessun lustrino,
nessuno scoop ma un messaggio che formava i cuori di una nazione in rinascita..
Oggi ,nella confusione generale,I MISERABILI e RESURREZIONE sono i nostri sceneggiati.....
Clicca sui link sopra: http:/... e vedrai una bella lista....



Anche:"I ragazzi di Padre Tobia"...

Lo vedevo da piccolo......
ecco una puntata....sul primo link...
"Chi trova un amico trova un tesoro,noi siamo i ragazzi più ricchi del mondo " diceva la canzone....

mercoledì 1 gennaio 2014

The family man...film da vedere! in streaming.....con frase di inizio anno tratta da un'altro bel film...

http://www.nowvideo.sx/video/259cb1e087ea8

clicca sulla scritta sopra e lo vedi tutto intero !!!!


questo sotto è il trailer.....

"Prima che stappiamo lo champagne, festeggiamo il nuovo anno, fermiamoci a rifilettere sull'anno che è appena passato per ricordarci sia i nostri trionfi che i nostri fallimenti e anche le promesse fatte e infrante... le volte che ci siamo aperti per vivere grandi avventure o ci siamo chiusi in noi stessi per paura di essere feriti. 
È questo il significato del Capodanno: avere un'altra occasione, l'occasione di perdonare, di fare meglio, di fare di più, di dare di più, di amare di più e di smetterla di pensare alle conseguenze, cominciare finalmente ad accettare quello che verrà. 
Ricordiamoci di essere buoni l'uno con l'altro, gentili l'uno con l'altro e non solo questa notte ma tutto l'anno!". (tratto da Capodanno a New York)

lunedì 30 dicembre 2013

QUI VEDI TUTTI I DOCUMENTARI CHE VUOI IN STREAMING....

http://www.youtube.com/results?search_query=La+Grande+Storia&sm=12

http://ildocumento.it/lista-documentari/


DA QUESTI  2 LINK HO TRATTO ANCHE I DOCUMENTARI RELIGIOSI SULLA STORIA DI GESU'...
CLICCA PRIMA SULLE SCRITTE
CLICCA POI SUI VIDEO DI YOUTUBE
 O SUI TITOLI CHE CI SONO NELL'ALTRO SITO....
BUONA VISIONE! 

DIMENTICAVO....BUON INIZIO ANNO 2014!

giovedì 26 dicembre 2013

LETTERE A DIO......Letters.To.God.2010.iTA...FILM COMPLETO...

Il protagonista è Tyler Doherty (Tanner Maguire), un bambino di otto anni appassionato di calcio come tanti suoi coetanei, che ha dovuto abbandonare la squadra di cui faceva parte a causa dell’insorgere di un medulloblastoma al cervello. Amorevolmente seguito dalla mamma Madeline, detta Maddy (Robyn Lively), dalla nonna (Maree Cheatham) e, a modo suo, dal fratello adolescente Ben (Michael Christopher Bolten), trascorre il suo tempo scrivendo lettere ad un amico di penna veramente singolare: Dio in persona. Ogni giorno lascia le sue missive nella cassetta delle lettere di casa sua, sperando che il postino le ritiri quando ne deposita altre in arrivo.

sabato 21 dicembre 2013

Il Vero Volto di Gesù - L' Uomo (Documentario storico) su Youtube

DOCUMENTARIO SULLA NASCITA DI GESU'
STORICO...da History Chanell (BBC)

Da vedere per prepararsi alla VERITA' del  VERO NATALE
in adorazione della nascita di Gesù

venerdì 5 luglio 2013

FEDE COME PATATE......Film da vedere...DOVE C'E' AMORE C'E' SPERANZA...

http://www.cinemaverita.com/flp/trailer_qt.html QUI IL TRAILER

Premiato dal pubblico del Sabaoth festival 2006 come miglior film.


Per la regia del regista sudafricano Regardt van den Bergh e tratto dall'omonimo romanzo autobiografico dell'autore, Angus Buchan, il lungometraggio racconta la vera storia dell'agricoltore di origine scozzese, che vive in una fattoria in Zambia con la sua famiglia.
Da qui, a causa di un periodo di controversie politiche e di proteste razziali per il recupero della terra, parte per il Sud Africa, in cerca di una vita migliore.
Quello che sembrava un sogno possibile da realizzare, si scontra presto con la dura realtà che Buchan, la sua famiglia e il capofattore Simeon Bhengu si trovano ad affrontare in una terra nuova. A causa delle difficoltà l'uomo si ritrova preso nel vortice di una vita vissuta all'insegna della rabbia, della paura e della distruzione, fino a quando un avvenimento particolare cambierà la sua vita e porterà alla luce la sua fede, sino a quel momento nascosta come le patate prima del raccolto.

Con Frank Rautenbach nel ruolo di Angus Buchan, Jeanne Wilhelm in quello di sua moglie Jill Buchan e Hamilton Dhlamini nei panni del capofattore Simeon Bhengu, il film è stato girato interamente in Sud Africa e in parte anche nella fattoria, chiamata "Shalom", in cui ancora oggi, vivono i coniugi Buchan, dove conducono, da circa dieci anni, una casa per bambini abbandonati e orfani.

  Un cast d'eccezione guidato da Frank Rautenbach nei panni di Angus Buchan, un agricoltore dello Zambia di origine scozzese, che lascia la sua fattoria in un periodo di irrequietezza politica e proteste razziali per il recupero della terra, e se ne va a sud con la sua famiglia per iniziare una vita migliore in KwaZulu-Natal, in Sud Africa. Con nient'altro che una roulotte su un pezzetto di terra, e l'aiuto del capofattore Simeon Bhengu, la famiglia Buchan lotta per sistemarsi in un paese nuovo.

Di fronte a sfide sempre maggiori, sofferenze e agitazioni personali, Angus presto si ritrova intrappolato nella spirale di una vita consumata dalla rabbia, dalla paura e dalla distruzione. Basato sulla storia vera di Angus Buchan, il libro è stato adattato per il grande schermo dal premiato regista ed attore Regardt van den Bergh e narra il commovente viaggio di un uomo la cui fede, come le sue patate, cresce nascosta fino al momento della raccolta.
Angus Buchan ha scritto e pubblicato il libro "Faith like potaotes" nel 1998, che continua a toccare persone di ogni età, ceto e cultura, come si evince dalle vendite continue e dal numero di email, fax e lettere che Angus riceve ogni giorno dai suoi lettori. Angus e sua moglie Jill continuano a vivere nella loro fattoria "Shalom" in KwaZulu Natal, dove sono coinvolti attivamente nella comunità, servendo come fantastico modello operativo per qualsiasi fattoria africana. Nella fattoria conducono una Casa per Bambini abbandonati ed orfani, un progetto che va avanti da oltre dieci anni, e gestiscono una scuola per 200 studenti che è situata nelle vicinanze.

Angus e Jill Buchan


giovedì 4 luglio 2013

UNA STORIA VERA (The Straigh Story)...VEDI IL FILM IN QUESTO BLOG...


Una sera d'estate con un film che fa pensare.....

Una storia vera

Una storia vera
Una storia vera (The Straigh Story)
Usa, Francia 1999, 111'
Genere: Road Movie
Regia di: David Lynch
Cast principale: Richard Farnsworth, Sissy Spacek, Harry Dean Stanton
Tematiche: viaggio, amicizia, compagnia, famiglia, carità, perdono, malattia, morte, fratelli, padre-figlia
Imperdibile



Un uomo anziano affronta un viaggio impossibile – attraversando l’America a bordo di un tagliaerba – per riconciliarsi con il fratello malato con cui aveva interrotto ogni rapporto vent’anni prima. In una sorta di percorso espiatorio, fatto di incontri e circostanze, il film ci mostra una singolare figura ricca di umanità e di sofferta conoscenza della vita, e il suo stupore di fronte al creato. Il vero “ritornello” che funge da legante e rivelatore è il cielo stellato: segno reale e misterioso, luogo delle domande più profonde, prima immagine e conclusiva, quando, dopo l’incontro tra i fratelli, il viaggio idealmente continua verso le stelle. Un viaggio come una via crucis, dove ogni passo, carico di peccato, diventa leggero quando viene confessato a sé stessi e al mondo, alla conquista di pace e perdono.
 VEDILO CLICCANDO SULLA SCRITTA   SOTTO: .....BUONA VISIONE...!!!!!!
 http://www.putlocker.com/file/BC16380DCDAC77B0

aspetta un attimo e poi clicca sul rettangolo con scritto Continue as free user ......,vedrai lo schermo e clicca sulla freccia (se vuoi allargare lo schermo clicca sul rettangolo sotto lo schermo a destra )...ciao