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giovedì 26 marzo 2015
Ritratti di Santi 2015 a Roma : leggono Vincenzo Bocciarelli,Claudia Koll e Giulio Base
venerdì 20 marzo 2015
giovedì 12 marzo 2015
mercoledì 4 marzo 2015
Ritratti di Santi 2015 :Beato Michele Agostino Pro ( Video della meditazione di P.Antonio Sicari)
Il ritratto tracciato da Padre Antonio Sicari
BEATO MICHELE AGOSTINO PRO
Martire (1891-1927) 23 novembre
Miguel Pro Juarez nacque a Guadalupe, nello stato di Zacatecas, in Messico, il 13 gennaio 1891; era uno dei dieci figli di Miguel Pro e Josefina Juarez. Ebbe un’adolescenza felice e piacevole, durante la quale recepì l’esempio dei genitori, molto devoti. Uno svantaggio sembra essere stato il fatto che il mestiere del padre, ingegnere minerario, lo costrinse a trasferirsi spesso, e così la famiglia era frequentemente sradicata da un ambiente all’altro. Forse per dargli una maggiore stabilità, o forse semplicemente una buona istruzione, i genitori mandarono Michele , a dieci anni, nel collegio dei gesuiti di S. Josè, a Città del Messico. Era arrivato da poco, ad ogni modo, quando iniziò a presentare i primi sintomi di una malattia di cui avrebbe sofferto per tutta la vita.
La situazione divenne più chiara quando una delle sorelle più amate lasciò casa per diventare monaca,
quindi il 10 agosto 1911 entrò nel noviziato della provincia messicana
della Compagnia di Gesù, a El Llano, nel Michoaca. Due anni dopo, il 15
agosto 1913, pronunciò i voti perpetui semplici, e rimase a
Llano, per continuare gli studi; siccome non aveva ricevuto
un’istruzione continuativa, studiare non era semplice per lui, ma
affrontò la situazione con la consueta determinazione e coraggio. Nel
frattempo, la situazione politica in Messico si stava deteriorando; un
generale ribelle, Venustiano Carranza, e un bandito, Pancho Villa,
oppositori del dittatore Porfirio Diaz (che governò dal 1876 al 1910),
avevano preso come loro particolare bersaglio la Chiesa cattolica.
Quando un gruppo di uomini di Carranza saccheggiò l’edificio principale del noviziato e bruciò la biblioteca, la congregazione fu costretta a disperdersi.
Con gli altri seminaristi, Michele scappò attraversando il confine del Texas e L’8 luglio 1926, Michele tornò in Messico, più precisamente nella casa gesuita di Città del Messico; era appena arrivato, quando il governo approvò delle leggi che dichiararono illegale i servizi religiosi nelle chiese messicane, aprendo la strada a nuove persecuzioni e provocando il movimento di resistenza di massa dei Cristeros. Michele tornò a vivere con la sua famiglia, che si era trasferita a Città del Messico e cominciò a svolgere il suo ministero clandestinamente, agendo in tal modo si espose a grande pericolo, perché esisteva sempre la possibilità che la polizia potesse irrompere in uno qualsiasi dei luoghi d’incontro che Michele aveva istituito in città. Per tutto questo riceveva forza dalla preghiera giornaliera, offrendo se stesso a Dio per il bene del suo paese e dei suoi fratelli Umberto e Roberto, che tra le altre cose, contribuivano alla stampa e alla diffusione della Lega per la difesa della libertà religiosa.
Fonte: Il primo grande dizionario dei santi di Alban Butler
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