Papa Francesco risponde : Racconta di aver “avuto la grazia di vivere in una famiglia in cui si viveva la fede in maniera semplice e concreta”, e che è stata la nonna a spiegargli la fede, e un giorno di Venerdì Santo, mostrandogli il Cristo deposto, gli ha detto: “Ora è morto, ma tra tre giorni risorge”. “Ho avuto lì il mio annuncio di Resurrezione”, dice. Quindi, Papa Francesco ricorda un giorno preciso: 21 settembre del 1953, quando, a 17 anni, mentre va a scuola entra in Chiesa e sente il bisogno di confessarsi. “Ho trovato che qualcuno mi aspettava, non so cosa è successo, non ricordo, perché c’era là quel prete che non conoscevo. Dopo questo incontro ero convinto che dovevo diventare sacerdote”. Dice in spagnolo: “Il Signore sempre ci primarea”, “il Signore sempre ci precede”, sempre ci aspetta.
Come evangelizzare? “Dirò tre parole. La prima è Gesù. Gesù è la cosa più importante. Se noi andiamo avanti con l’organizzazione, senza Gesù, non va. Gesù è più importante. Ma adesso io vorrei fare un piccolo rimprovero, ma fraternamente tra noi: tutti voi avete gridato nella piazza Francesco, ma Gesù dove era? Io avrei voluto che voi gridaste Gesù è il Signore, proprio in mezzo di noi. Da qui in più, niente Francesco. Gesù!”.
La terza parola è la testimonianza, perché “la comunicazione della fede soltanto si può fare con la testimonianza e quello è l’amore. Ma non con le nostre idee, col Vangelo che si vive nella propria vita e che lo spirito Santo fa vivere dentro. È come una sinergia fra noi e lo Spirito Santo. Ma la Chiesa lo portano avanti i santi, che sono quelli che danno questa testimonianza. Giovanni Paolo II e anche Benedetto XVI hanno detto che il mondo di oggi ha tanto bisogno dei testimoni. Non tanto di maestri, ma di testimoni. Non parlare tanto, ma parlare con tutta la vita, con la coerenza propria di vita”.
COSA ABBIAMO FATTO SE NON PARLARE E VIVERE DI QUESTO NELLA NOSTRA SCUOLA DI CRISTIANESIMO QUEST'ANNO? Valter
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