‘C’è festa, c’è santità – ricorda il teologo P. Antonio Sicari – se un po’ di eternità entra nel tempo’.
Possiamo vivere il tempo, la nostra storia desacralizzando ogni istante
della nostra vita, “pronti a sfruttare e a rovinare tutto”. Oppure, si
può vivere con uno sguardo diverso, guardando al bene che siamo in grado
di compiere.
Permettere a Dio di
entrare nel nostro tempo, nella quotidianità della vita per renderla
qualitativamente santa, abbattendo gli ostacoli, superando ogni sorta di
paura che genera nel cuore dell’uomo sconforto e disperazione.
UN ESEMPIO?
Questa
era la condizione interiore di molti popoli sul finire
degli anni ’70. Umiliati e soffocati da un certo tipo di potere
ideologico, intere generazioni di uomini e donne avevano perso ogni
fiducia. Il potere del mondo li stava educando a fare a meno di Dio!
Quando gli uomini (questo
lo testimonia la storia sacra di tutti i tempi), disorientati e in
preda allo sconforto, sono incapaci di guardare al futuro Dio interviene
regalando al mondo un nuovo Santo. E così, sul finire degli anni ’70
(precisamente il 16 ottobre del 1978) il buon Dio decide di regalare
agli uomini un Papa il cui compito sarebbe stato quello di restituire
speranza al cuore dell’uomo. Le primissime parole pronunciate da
Giovanni Paolo II furono infatti:“Non abbiate paura!”.
Preghiamo Dio , in questo tempo di crisi,CHE LA NOSTRA ATTESA SI COLMI COSI''......Valter
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