giovedì 23 giugno 2011

Piacenza :curiosità da una visita ,Madonna del suffragio dei poveri....

                                                                Duomo di Piacenza
                                          Maria incoronata dal Padre , dal Figlio e dallo Spirito Santo
                                                                        Volta celeste
                                               .....Reggerà  la porta centrale del Duomo?.....

                                              "Parla Signore...la tua serva ti ascolta...."


 

Visita al Santuario della Beata Vergine Maria del Suffragio dei Poveri
Piacenza

L’edificio, di proprietà della Parrocchia di Borgotrebbia, era abbandonato dagli anni ’70, divenendo oggetto di innumerevoli vandalismi e profanazioni da parte di sette sataniche, come testimoniano inequivocabilmente i simboli presenti in chiesa e nella cripta, ora neutralizzati apponendovi sopra la croce, patente rossa dei Templari.
Al contrario di tante chiese chiuse, questa non fu mai sconsacrata: per questo attirò tanto i satanisti, che compirono i loro riti in maniera ancora più derisoria.
I Cavalieri Templari Cattolici d’Italia, con la loro opera, hanno contribuito a restituire dignità a questo tempio cristiano, consentendone la definitiva riapertura al culto e rendendo possibile l’avvio di più consistenti opere di ristrutturazione anche degli edifici circostanti, adibiti ad iniziative parrocchiali di carattere sociale e di assistenza.
Attualmente, come da impegni presi, il Santuario viene tenuto aperto ai fedeli almeno una volta al mese.


Stucco della Beata Vergine del suffragio dei poveri
Stucco del XVII secolo raffigurante la Beata Vergine del suffragio di poveri.


S.Giovanni della Croce:"Quando l'anima arriva in fondo al mistero dell'amore,sarà trasformata in ognuna delle tre persone della Santissima Trinità" 
Il nostro movimento,è il luogo vitale per arrivare a questo..........

mercoledì 22 giugno 2011

GHANDI E LE SUE IDEE CONTRO LA POVERTA' E PER LA PACE

Ghandi : ridurre i bisogni e cercare di essere autosufficienti per ridare dignità al lavoro


Una idea molto importante per Gandhi è quella della povertà volontaria (aparigraha). Per Gandhi è possibile realizzare la giustizia e l’uguaglianza nella società solo se si rinuncia volontariamente a ciò che non è indispensabile. Nel mondo esistono risorse sufficienti per sfamare e far sopravvivere tutti. Queste risorse tuttavia diventano insufficienti, se alcuni vogliono troppo. Dove ci sono alcuni ricchissimi, che vivono in abitazioni lussuose e mangiano in grande abbondanza cibi prelibati, devono esservi anche necessariamente altri che sono poverissimi, vivono in tuguri e non hanno di che mangiare. Naturalmente il discorso è valido anche (e soprattutto) su scala planetaria: alla ricchezza di alcuni paesi (come l’Italia) corrisponde sempre la povertà di altri.
Ascoltiamo Gandhi:
La perfetta realizzazione dell’ideale di non possesso richiede che l’uomo debba, come gli uccelli, non avere un tetto sopra la testa, nessun abito e nessuna riserva di cibo per l’indomani. Avrà certo bisogno del suo pane quotidiano, ma procurarlo sarà compito di Dio, e non suo. Solo un esiguo numero di persone, se mai ce ne fosse, può raggiungere questo ideale. Ma noi comuni ricercatori non dobbiamo sentirci respinti dalla sua apparente impossibilità. Dobbiamo invece tenere questo ideale costantemente davanti a noi, e alla sua luce esaminare criticamente le cose in nostro possesso e cercare di ridurle. La civilizzazione, nel senso reale del termine, consiste non nella moltiplicazione, ma nella intenzionale e volontaria riduzione dei bisogni. Solo questo porta alla vera felicità e appagamento, e accresce la capacità di servizio” (Lettera a Narandas Gandhi dal carcere di Yeravda, 29 agosto 1030.)
Vi sono dunque, per Gandhi, due cose:
  • La realizzazione piena dell’ideale di non possesso, che è possibile solo a pochi uomini straordinari. Francesco d’Assisi era uno di questi, ma lo stesso Gandhi visse-senza-possedere-praticamente-nulla.
    - La realizzazione parziale dell’ideale, adatta a tutti. Noi non siamo Francesco d’Assisi né Gandhi, ma possiamo ragionare sulle cose che possediamo o acquistiamo e chiederci se sono realmente necessarie, e quale è il loro costo umano-per-i-poveri.
    Ciò è in netto contrasto con un messaggio che riceviamo mille volte al giorno: che bisogna acquistare, acquistare il più possibile. Tempo fa lo Stato trasmise anche una pubblicità, nella quale invitava ad acquistare per far “girare l’economia”. Voi che ne pensate? E’ meglio acquistare il più possibile, o è più ragionevole limitarsi a soddisfare i bisogni essenziali?
Altra-idea-di-Ghandi: Lo-Swadeshi- L'alternativa alla globalizzazione.


Swadeshi significa autosufficienza, autonomia economica dei villaggi.
E’ l’opposto del concetto di globalizzazione dell’economia e proprio per questo ne rappresenta l’alternativa :
Secondo il principio swadeshi, tutto ciò che viene prodotto  nel villaggio deve essere usato  soprattutto dai membri del villaggio.  Il commercio fra villaggi o quello fra  villaggio e città dovrebbe essere minimo, quasi un’eccezione. Swadeshi evita la dipendenza economica da mercati  esterni poichè essa potrebbe rendere vulnerabile la comunità villaggio. Il villaggio deve costruire una solida base economica per soddisfare la maggior
parte dei suoi bisogni e tutti i membri della comunità-villaggio dovrebbero dare la priorità alle merci e ai servizi locali. Ogni comunità-villaggio dell’India libera dovrebbe essere un microcosmo dell’India,  una rete di comunità liberamente interconnesse. 
 La comunità villaggio dovrebbe essere l’espressione dello spirito familiare, un’estensione della famiglia piuttosto che una collezione di individui in competizione fra loro.  Il sogno di Gandhi non era quello dell’autosufficienza  individuale e neanche dell’autosufficienza familiare ma dell’ autosufficienza della comunità villaggio.
I britannici credevano in metodi di produzione centralizzati, industrializzati e meccanizzati.  Gandhi rovesciò questi principi e intravvide modi di produzione decentralizzati, domestici, artigianali.  Disse: “Non produzione di massa ma produzione delle masse”.
Adottando il principio di produzione delle masse, le comunità villaggio sarebbero state in grado di restituire dignità al lavoro fatto con le mani.  Vi è un valore intrinseco in ciò che viene fatto con le proprie mani; consegnando il lavoro alle macchine perdiamo non solo i benefici materiali ma anche quelli  spirituali, poichè il lavoro manuale porta con sè meditazione e soddisfazione personale.
La produzione di massa si interessa solo del prodotto, mentre la produzione delle masse si interessa del prodotto, dei produttori e del processo. La forza trainante dietro la produzione di massa è il culto dell’individuo.
Quale può essere il desiderio dell’ espansione dell’economia su scala globale, se non il desiderio per il profitto personale e corporativo?
Al contrario un’economia su base locale promuove lo spirito, le relazioni e il benessere comunitario: tale economia incoraggia l’aiuto reciproco.  I membri del villaggio si prendono cura di se stessi, delle famiglie, dei vicini, degli  animali, delle terre, delle foreste e di tutte le risorse naturali per il beneficio delle generazioni presenti e future. La produzione di massa porta le persone a lasciare i villaggi, le terre, i loro mestieri, le fattorie, per andare a lavorare nelle fabbriche.  Invece di esseri umani con una dignità in una comunità che si autostima, la gente diventa un ingranaggio della macchina, davanti ad una catena di montaggio, vivendo nei ghetti delle  città, dipendendo dalla pietà dei padroni.
Un numero sempre più esiguo di persone sono richieste nella produzione, poichè gli industriali vogliono una produttività sempre più alta .  I padroni dell’economia monetaria vogliono macchine sempre più efficienti e veloci e il risultato sarà che uomini e donne resteranno disoccupati e considerati scarti della società. Una tale società genera milioni di persone senza radici e lavoro che dipendono dallo stato o che praticano l’accattonaggio.
 Non ci può essere vera pace nel mondo se guardiamo gli altri paesi come fonte di materie prime o come mercati per i prodotti finiti dell’industria.  Il seme della guerra viene seminato dall’avidità economica. “C’è abbastanza per soddisfare i bisogni di ognuno ma non abbastanza per l’avidità di ognuno” disse Gandhi.

UN CONFLITTO ARMATO TRA NAZIONI CI RIEMPIE D'ORRORE.
MA LA GUERRA ECONOMICA NON E' MIGLIORE DI UN CONFLITTO ARMATO.
QUEST'ULTIMO E' COME UN'OPERAZIONE CHIRURGICA;
LA GUERRA ECONOMICA E' UNA TORTURA PROLUNGATA.
E LA DEVASTAZIONE NON E' MENO TERRIBILE DI QUELLA DESCRITTA NELLA LETTERATURA SULLA GUERRA PROPRIAMENTE DETTA.
OGNI MOVIMENTO CONTRO LA GUERRA E' GIUSTO.
PREGO PERCHE' ABBIA SUCCESSO.
MA NON POSSO EVITARE IL LANCINANTE TERRORE CHE QUEL MOVIMENTO FALLIRA' NEL SUO INTENTO SE NON ARRIVERA' A TOCCARE LA RADICE DI TUTTI I MALI : L'AVIDITA' UMANA. “ (GHANDI-1926)


Amici.....cosa sono servite le ultime guerre? ..è stata veramente una lotta contro la povertà e il terrorismo, per la democrazia e la libertà ?
O forse (penso direbbe Ghandi)  sono arrivate soprattutto  a fare tabula rasa di alcuni stati per installare in essi una nuova struttura economica, magari pilotata dalle multinazionali e dai capitalisti di conquista del libero mercato, che si ritengono i veri architetti della libertà ?......
Voi cosa ne pensate?

martedì 21 giugno 2011

.Vittorio Messori - Sulla povertà - "Gesù non era un indigente"

Gesù vestiva «firmato»                                                                                
       06-01-2011


Vorrei parlare di soldi: un tema che ho affrontato anche nel libro-intervista con il compianto Leonardo Mondadori, cercando di dimostrare come non reggano alla prova dei fatti certi ritratti pauperistici e demagogici che vorrebbero presentarci Gesù come un indigente.
Innanzitutto ricordiamo che Giuseppe e Maria, arrivati in una Betlemme in overbooking a causa della folla venuta per il censimento, non trovano riparo nella dependance dell’albergo non perché sono poveri. «Non c’era posto per loro nell’albergo», sta probabilmente a significare che l’affollamento era tale da sconsigliare a Maria di fermarsi lì per dare alla luce il figlio, preferendo un luogo meno nobile ma più riservato.

In ogni caso, dal vangelo di Matteo apprendiamo che quando arrivano i Magi, la Sacra Famiglia si trova in una casa, che evidentemente Giuseppe aveva preso in affitto, e dunque avevano abbandonato la stalla, la dependance del caravanserraglio di Betlemme. Giuseppe apparteneva alla classe media o agiata ed era - come attestano antiche fonti cristiane - padroncino di una piccola impresa di teknoi, di lavoratori del legno. L’infanzia e la giovinezza di Gesù, dunque, non sono quelle di un povero indigente.

Ricordiamo poi che i Magi a Betlemme aprono i loro «scrigni» o i loro «forzieri» - il termine usato da Matteo ha entrambi i significati – e ciò significa che erano arrivati con una carovana a portare i loro doni. Erano persone autorevoli, offrono oro, incenso e mirra. Giuseppe non li rifiuta. L’oro gli sarà servito per la fuga in Egitto. L’incenso e la mirra, altre sostanze preziose, avrà potuto venderle perché ricercate. L’incenso dai sacerdoti egiziani, la mirra – profumo apprezzato da bruciare – dalle famiglie facoltose.

Non dimentichiamo inoltre che durante il breve periodo della sua vita pubblica Gesù era accompagnato da vedove facoltose che lo mantenevano. E se il gruppo aveva un amministratore, Giuda, il quale poteva rubare, significa che c’erano dei soldi. Il fatto che la tunica di Gesù, al momento della crocifissione, non venga smembrata in quanto preziosa e senza cuciture, sta a significare che Cristo, possiamo dirlo, aveva abiti «firmati», non indossava stracci.

Tutto questo fa a pugni con l’idea di presentare Gesù come un proletario nullatenente. E quando egli dice che il Figlio dell’Uomo non ha dove posare il capo, non si riferisce alla mancanza di denaro, ma al fatto di essere lontano dalla sua terra, quasi in esilio.
Gesù non demonizza il denaro, dice che bisogna essere liberi dal denaro, non diventarne schiavi. Il denaro di per sé non è un male, e può essere usato per fare il bene. Nel Vangelo, non a caso, noi troviamo molti ricchi buoni e molti poveri cattivi.
Con questo non voglio dire che non siano importanti alcune specifiche vocazioni alla povertà, come quella dei francescani. Dico soltanto che certe interpretazioni pauperiste della figura di Gesù non sono fondate sui vangeli.  

(Articolo ricavato dal sito "La Bussola Quotidiana" che consiglio di frequentare spesso in internet)

DEDICATO AL NOSTRO GRUPPETTO (Fraternità) dopo l'ultimo incontro prima delle Vacanze......ma.....

                                   
The Prayer
Traduzione in italiano: La preghiera.............
Traduzione nella vita :Il nostro gruppetto.....

Prego Tu sia I nostri occhi, e che ci protegga lungo il cammino
che ci aiuti ad essere prudenti quando siamo insicuri
lascia che questa sia la nostra preghiera,
quando perdiamo la strada conducici alla meta,
guidaci con grazia in un posto dove staremo al sicuro

La luce che tu dai..
prego che troveremo la tua luce
Nel cuore resterá...
e la terremo nei nostri cuori
A ricordarci che
quando splendono le stelle ogni notte
L'eterna stella sei
Nella mia preghiera
lascia che questa sia la nostra preghiera
Quanta fede c'e
quando l’oscurità riempie il nostro giorno

Conducici alla meta
guidaci con grazia
dacci fede, cosi saremo salvi

Sogniamo un mondo senza più violenza
Un mondo di giustizia e di speranza
Dove ognuno dia una mano al suo vicino
Simbolo di pace e di fraternità

La forza che ci dai...
chiediamo a questa vita di essere gentile
E desidero che
tu ci protegga  da lassù
Ognuno trovi amor
speriamo che ogni anima lo trovi
Intorno e dentro se
un’altra anima da amare

lascia che questa sia la nostra preghiera
proprio come ogni bambino
che ha bisogno di trovare un posto

Guidaci con grazia
dacci fede cosi saremo salvi

E la fede che hai acceso in noi
Sento che ci salvera


Ciao a tutti...Walter....e mandatemi le cartoline da dove andrete in vacanza.....

domenica 19 giugno 2011

TANTI AUGURI DI BUON COMPLEANNO A GIANNI E LUCIA

Dio molte volte prende le sembianze di un amico.
Questo miracolo si ripete nel mistero di ogni incontro.
Così, in un gruppo di amici, ognuno è messaggero e liberatore dell'altro.

 E' la luce del cuore che ci unisce......TANTI AUGURI !!!!
(il video è fatto da un coro di " altri " miei amici..)

venerdì 17 giugno 2011

Meravigliosa grazia !!! - Amazing graze sulle 6 corde - Live - Magico Josh !!!


Testo
Traduzione
Amazing Grace!
Meravigliosa grazia!
How sweet the sound.
Che lieta novella
That saved a wretch 
che ha salvato una miserabile 
like me!
come me!
I once was lost, 
Un tempo ero perduto, 
but now I am found.
ma ora sono ritrovato.
Was blind but now I see.
Ero cieco ma ora ci vedo.


'Twas grace that taught 
E' stata la grazia ad insegnare 
my heart to fear.
al mio cuore il timor di Dio
And grace my fears relieved:
Ed è la grazia che mi solleva dalla paura;
How precious did that grace appear
Quanto preziosa mi apparve quella grazia
The hour I first believed!
Nell'ora in cui ho cominciato a credere!


Through many dangers, 
Attraverso molti pericoli,
toils and snares
travagli e insidie
I have already come;
sono già passato;
'This grace has brought me 
La grazia mi ha condotto 
safe thus fare,
in salvo fin qui,
And grace will lead me home.
E la grazia mi condurrà a casa.


The Lord has promised good to me.
Il Signore mi ha promesso il bene,
His word my hope secures;
la sua parola sostiene la mia speranza;
He will my shield and portion be
Egli sarà la mia difesa e la mia eredità,
As long as life endures.
per tutta la durata della vita


Yea, when this flesh 
Sì, quando questa carne 
and heart shall fail,
e questo cuore verranno meno,
And mortal life shall cease,
E la vita mortale cesserà,
I shall possess, within the veil,
io entrerò in possesso, oltre il velo,
A life of joy and peace.



di una vita di gioia e di pace.

UN SOGNO....SCONFIGGERE LA "FAME" NEL MONDO : Ernesto Olivero

Arsenale della Pace:,alcuni dati :41.880 presenze ai corsi di formazione,50000 accoglienze notturne e residenziali di soggetti in difficoltà,275000 euro per interventi umanitari,195 tonnellate di alimenti,farmaci,indumenti inviati nei vari Paesi...

Ernesto Olivero ha scritto un nuovo libro in cui racconta il suo viaggio nella povertà e nel vuoto dell'uomo:
CHIESA SCALZA
dalla  sua intervista,alla presentazione del libro:  "i giovani chiedono giustizia,non gli piacciono i furbi,sono nauseati quando vedono che la finanza,le grandi banche fanno perdere i risparmi di una vita alle famiglie e nessuno paga.C'è una forte domanda di eticità...Serve una riconciliazione tra due generazioni e sono i grandi a dover domandare perdono.
....il nostro più grande segreto è quello di affidarci alla Provvidenza e di pregare tanto con accanto sempre la Bibbia....

Ecco quel che abbiamo....ecco quello che ci serve....le nostre goccie tra le mai Tue,saranno linfa di una nuova civiltà ...

giovedì 16 giugno 2011

Crescono le diseguaglianze di reddito in Italia e anche chi lavora rischia di scivolare nella povertà relativa.



Il recente rapporto annuale dell’Istat ha disegnato un presente denso di difficoltà per il nostro Paese, soprattutto per i giovani, incastrati tra un’indolenza paralizzante e un mercato del lavoro sempre più deprimente e incapace di proiettare una qualsiasi possibilità di riscatto e realizzazione, prospettando, quindi, un futuro decisamente poco rassicurante.
Non si tratta solo del lavoro che non si trova o che, se si trova, si connota come precarizzazione cronica e subalternità crescente. Si tratta anche, e soprattutto, di un mercato del lavoro incapace di fornire quelle sicurezze materiali necessarie non già per garantire uno status sociale cui i giovani, in particolari coloro che hanno un’alta scolarizzazione, aspirano, bensì si tratta di un mercato del lavoro sempre meno capace di tenere in piedi quell’infrastruttura politica, istituzionale e sociale che poneva proprio il lavoro a fondamento di quella Repubblica italiana che sorgeva dalle macerie del secondo conflitto mondiale. Se si può, in qualche modo a ragione, sostenere che i mercati, ivi compreso quello del lavoro, vivono di concorrenza e sono ciechi alle aspirazioni personali e ai sentimentalismi, non si può certo sorvolare con facilità sull’erosione del potere d’acquisto, unico argine alla tenuta dei consumi, quindi, dell’intero sistema economico nazionale.

CRESCE LA DISPARITA’ TRA I REDDITI
– Quello che fa specie è, in particolare, la crescente disparità tra i redditi. Il sistema industriale che ha caratterizzato l’Italia, dal dopoguerra in avanti, è stato gestito politicamente in modo da assicurare la creazione di un ampio bacino di consumatori forti, la cosiddetta “classe media”, capace di precipitarsi con fagocitante generosità sul mercato interno. Ora, non solo quello stesso mercato è ampiamente saturo (si pensi solo alla crisi dell’auto), ma è divenuto irraggiungibile da i più, a favore di una sorta di “super class” di vecchi e nuovi ricchi capaci di muoversi sui mercati mondiali, svincolati sempre più, evidentemente, da quello interno.
Ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri. È questo il destino che ci si prospetta? È questo quello a cui stiamo inesorabilmente andando incontro?
Sembrerebbe proprio di sì, almeno stando a quello che gli esperti ci riportano. Non quelli dell’Istat, che non usano stranamente mai la parola “disuguaglianza” e che "ci parla molto dei poveri ma molto poco dei ricchi”. L’occasione che permette al Prof. Franzini di spostare il focus dell’attenzione sulle diseguaglianze crescenti è stata una conferenza tenutasi il 25 maggio presso la Facoltà di Economia dell’Università di Bologna ed organizzata dalla Fondazione Unipolis, proprio sul tema “Più ricchi e più poveri. La crescita delle disuguaglianze in Italia”. In particolare, Franzini, sottolineava come nel nostro Paese l’indice di Gini, usato per misurare la concentrazione del reddito, cioè il differenziale nella sua distribuzione all’interno di una popolazione, fosse cresciuto costantemente negli anni, anche in periodi di crescita non solo in momenti di crisi come l’attuale. Il peggioramento, chiarisce subito il professore, è largamente dovuto a maggiori diseguaglianze di mercato. Il welfare, infatti, pur sostanzialmente resistendo, non ha grandi capacità redistributive. Queste ultime sono legate al mercato, in particolare al mercato del lavoro.
UNA FIGURA SOCIALE NUOVA: I WORKING-POOR
-Le crescenti diseguaglianze di reddito sono cresciute di pari passo al crescere di una figura sociale nuova: i working-poor, coloro che, pur lavorando, non arrivano alla fine del mese. “Il fenomeno – spiega ancora Franzini – è cresciuto costantemente con diversa distribuzione regionale” e non è imputabile, come invece vorrebbe la razionalità del mercato, a differenziali competitive legate all’istruzione, vista la situazione dei laureati e il fatto che a parità di istruzione persistono imbarazzanti differenze sociali.
Competenze, capitale umano, formazione, ecc. quindi, non migliorano la condizione economica del singolo” prosegue Franzini. “Il problema riguarda, chiaramente, i contratti” dice, oltre al fatto che, in Italia, la trasmissione intergenerazionale del reddito da lavoro è molto alta, ovvero, i figli di chi è ricco probabile saranno ricchi a loro volta, mentre i figli di chi è povero verosimilmente rimarranno tali.
Colpa del differenziale educativo e culturale? Anche qui sembrerebbe centrare poco. Potrebbe essere legato a “sof skills”, capacità e competenze informali trasmesse dall’ambiente familiare o ad una questione di consolidate reti di relazioni, spiega il professore, ma la verità è che “gli stessi Paesi che mostrano i più alti valori di diseguaglianza sono gli stessi che mostrano questa forbice intergenerazionale”. Sono correlate le due cose? Il Prof. Franzini ne pare persuaso e azzarda l’ipotesi che la questione passi attraverso il “potere”, cioè attraverso la maggiore facilità dei più ricchi in presenza di forti diseguaglianze, di imporre meccanismi per cui anche i figli saranno ricchi.
E quanto ci si lamenta in Italia della mancanza di meritocrazia?

I “SUPER RICCHI” - Un ultimo punto toccato dal Prof. Franzini riguarda i “super ricchi”. La cosa che qui il professore fa notare primariamente è che il reddito dei super manager o dei professionisti di grande successo non è reddito da investimenti, da capitale, ma da lavoro.
La questione allora è: che tipo di meccanismi premianti innesca il mercato? Perché questi lavori sono così remunerati? È lecito (etico) che siano così remunerati a scapito di una situazione generale così allarmante?
La questione si pone con crescente insistenza. Sicuramente, ciò che mostrano i dati riguarda un intero sistema economico che va ripensato da cima a fondo o, ad “andare a fondo” sarà l’intero Paese.


AMICI......QUALCHE ESEMPIO ? Alcuni articoli recenti


Remunerazione deputati italiani

STIPENDIO Euro 19.150,00 AL MESE

STIPENDIO BASE circa Euro 9.980,00 al mese

PORTABORSE circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare)

RIMBORSO SPESE AFFITTO circa Euro 2.900,00 al mese

INDENNITA' DI CARICA (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00) +


TUTTI ESENTASSE

TELEFONO CELLULARE gratis

TESSERA DEL CINEMA gratis

TESSERA TEATRO gratis

TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA gratis

FRANCOBOLLI gratis

VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis

CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis

PISCINE E PALESTRE gratis

FS gratis

AEREO DI STATO gratis

AMBASCIATE gratis

CLINICHE gratis

ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis

ASSICURAZIONE MORTE gratis

AUTO BLU CON AUTISTA gratis

RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00). Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento .

Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera.


Altro............

4 aprile 2011

Ai top manager italiani un assegno post crisi da 300 milioni di euro


Sono aumentate le buste paga dei vertici delle società quotate alla Borsa di Milano nel 2010. Secondo un'inchiesta del Sole 24 Ore, sui bilanci finora pubblicati, l'anno scorso i compensi complessivi dei 100 manager più pagati di Piazza Affari sono cresciuti in media del 17% circa, a un totale di circa 300 milioni di euro, rispetto a 256 milioni nel 2009.
L'anno scorso l'indice della borsa è diminuito dell'11,5%, mentre l'indice Ftse Mib dei principali titoli ha perso il 13,23%; in Europa solo Madrid ha fatto peggio (-17%). Nei guadagni calcolati in questa inchiesta sono ricomparse, per una larga minoranza di società, le stock option.
A spingere il monte-compensi è anche la superliquidazione di Alessandro Profumo per le dimissioni da Unicredit, 38 milioni lordi. Che, sommati allo stipendio fino al 21 settembre, pari a 2,59 milioni, hanno portato a 40,59 milioni lordi il totale percepito nel 2010 dall'ex amministratore delegato della principale banca italiana per patrimonio. Negli accordi con Profumo la banca si è impegnata a versare ulteriori 2 milioni in beneficenza.

LA MISSIONE E LA POVERTA' DI DIO

Esiste un vento caldo...che soffia sulle città.....come amico
Pien d'umanità,in fondo all'anima ...


"Com'è fatto il nostro Dio,il Dio che si è voluto rivelare per grazia?
Egli non si è rivelato come potenza monolitica e indifferente,ma come potenza d'amore.
Il nostro Dio è un fuoco,ma è un fuoco d'amore,il nostro Dio è ricco di" relazioni amorose interpersonali "...
Leggiamo gli scritti di S.Giovanni della Croce...le Romanze..
.....alla fonte dell'essere c'è un Dio che si dona totalmente,si espropria,nella generazione del Figlio,tanto che alcuni teologi amano parlare della "povertà di Dio":un Dio che è ricchissimo,ma si dona tutto e non trattiene niente per sè.....allo stesso modo il Figlio...e lo Spirito Santo..
..e quando l'Onnipotenza d'amore fa esistere noi creature con la nostra fragile ma vera libertà,allora l'Amore Onnipotente non teme di apparire debolissimo
:L'amore,infatti,esige libertà e quindi,perfino di essere rifiutato
di subire umiliazioni,di dover attendere a lungo.
A volte,qualcosa di simile accade anche ai genitori terreni....
L'Amore può essere solo offerto:è forte e debole nello stesso tempo...
In certe religioni,se l'uomo bestemmia Dio viene condannato a morte,in quella cristiana,il perdono è sempre garantito ad ogni pentimento.
....e sappiamo che Dio attende con speranza fino all'ultimo istante.
NON E' FORSE QUESTO IL CRISTIANESIMO?
E' l'annuncio della forza terribile dell'amore che non teme l'estrema debolezza:l'amore si offre,si dà,si vende,per così dire....
Il nostro Dio è già in se stesso un movimento d'amore (una Missione) amore che nasce dal Padre,genera il Figlio,raggiunge il mondo e lo riconduce al Padre nello Spirito Santo..
La missione risalta ancor di più come un dovere ineludibile e un diritto al quale non possiamo abdicare.
...se si tratta di annunciare assieme "la forza e la debolezza dell'Amore di Dio (le sue esigenze e la sua libertà,la sua pienezza e la sua pazienza,il suo chiedere tutto e il suo attendere umilmente ogni briciola d'amore) allora non c'è obiezione che tenga.
(dal libretto "MISSIONE" di P.Antonio Sicari)

N.B La musica del video è tratta dal film "Mission"ed  è dedicata agli amici di  PUNTOMISSIONE che tanto fanno per le Missioni del MEC (Romania,Libano ecc..)
Per loro il consiglio di povertà di Gesù è diventato un compito.."Pien d'umanità in fondo all'anima"......

martedì 14 giugno 2011

Senza Traduzione..solo sulle 6 corde....

In Lui ,ogni uomo scopre la parte migliore di sè...Ed è musica...

E 'necessario colmare il proprio cuore del dolce ricordo di Gesù....(S.Bernardo)

Noi siamo come quelle corde della chitarra...   ma che musica..tra le Sue mani.!!!!

Dalla povertà alla Ricchezza,,dal buio alla luce,dal dono al Donatore....Chiara Amirante...

ESPERIENZE DI VITA... E  RISPOSTA ALLA POVERTA'

P.Antonio, ieri sera,all'assemblea del Movimento,dopo aver sentito tante testimonianze di vita, diceva:


" 2 persone se si vogliono bene  si fanno dei doni..
Chi ne riceve è sempre più ricco,sempre più ricco...Fino a quando  il ricevente, al culmine dei doni.
arriverebbe certo a  dire :
"Non voglio le tue cose..VOGLIO TE"
Infatti il Dono deve sempre trasmettere il Donatore..Non si può dare meno di sè stessi..
E questo succede specialmente nell'Eucarestia dove DONO E DONATORE COINCIDONO
Perchè il Signore sa sempre  che in questione è il TUTTO..
Perchè quello che l'amore vuole è tutto e tu dal Signore avrai sempre tutto.

NON PER MENO DI TUTTO.....E' QUI LA VITA!!!
E il tutto lo si raggiunge  se ci si rende conto che ogni giorno si può dare di più...

La ricchezza di Dio sempre ci accompagni....perchè Lui ha saputo e sa sempre  assumere ogni nostra povertà e portarne  il peso insieme a noi....
RICORDIAMOCI :A CHI SPERA, TUTTO IL MONDO E' DATO COME UN REGALO...

lunedì 13 giugno 2011

MI RIFIUTO.....Video e Live di una bellissima canzone di cui ho tradotto il Testo......


IL MOVIMENTO NON E' NATO PER UNA NOSTRA COSMESI SPIRITUALE....
IL DONO DEVE DIVENTARE COMPITO....SAPPIAMO DIRE DI NO?
Testo della canzone Refuse
Songwriters:  David Wilson

A volte io
Voglio solo chiudere gli occhi
E agire come fanno tutti
E pensare che c'è niente
Questo mondo ha bisogno di Dio
Ma è più facile restare a guardare
Potrei dire una preghiera e pensare
Come non c'è niente di sbagliato


Ma mi rifiuto
Perche 'non voglio vivere senza interessarmi
Non voglio dire un'altra preghiera vuoto
Oh, mi rifiuto
Di sedermi ad aspettare che qualcun altro
Faccia ciò che Dio mi ha chiamato a fare
Oh, potrei scegliere
Di non muovermi, ma mi rifiuto


Riesco a sentire l'ultimo di coloro
Che gridano disperatamente
E so che sono le mani ed i piedi
Di te, o Dio
Quindi, se tu dici di muovermi
E 'il momento per me di seguirTi attraverso loro
E fare quello che mi è stato detto di fare
Mostrate loro che Tu sei




Perche non voglio vivere senza preoccuparmi
Non voglio dire un'altra preghiera vuoto
Oh, mi rifiuto
Di sedermi ad aspettare che qualcun altro
Faccia ciò che Dio ha chiamato me a fare
Oh, potrei scegliere
Di non muoversi, ma mi rifiuto


Di restare a guardare chi è stanco e ha perso
Implora aiuto
Mi rifiuto di girare la mia schiena
E cercare e agire come se tutto andasse bene


Mi rifiuto di restare iimpalato
Ed attendere un altro giorno, per morire a me stesso
Mi rifiuto di cercare un pretesto
Perche 'non voglio vivere senza interessarmi
Non voglio dire un'altra preghiera vuoto
Oh, mi rifiuto


Di sedermi ad aspettare che qualcun altro
Faccia ciò che Dio ha chiamato me a fare
Oh, potrei scegliere
Di non muoversi, ma mi rifiuto


Mi rifiuto
Mi rifiuto






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