lunedì 13 maggio 2013

MARCIA PER LA VITA -ROMA,12 MAGGIO 2013 -VIDEO ED ARTICOLO

                                 Giorgio e Nicoletta  del nostro gruppetto erano tra coloro  
                                  che hanno manifestatoa Roma e hanno incontrato il Papa  
                  (dal pellegrinaggio del MEC li abbiamo accompagnati nella preghiera)Walter

Marcia per la Vita ha portato oggi a Roma 40mila persone, che il Papa ha salutato al Regina Coeli e ha poi incontrato avvicinandosi al corteo sulla papamobile in via della Conciliazione. L’accoglienza di Papa Francesco rappresenta, secondo i promotori dell’evento, il più alto riconoscimento per l’iniziativa e la conferma della sensibilità del Pontefice ai principi non negoziabili, a cominciare dal diritto alla vita.
La Marcia per la Vita è iniziata al Colosseo con i saluti dei numerosi rappresentanti di movimenti pro-life giunti da tutto il mondo, tra i quali Jeanne Monahan, presidente della March for Life di Washington, Lila Rose, considerata dall’organizzazione abortista Planned Parenthood come la nemica numero uno, Geoffrey Strickland, di Priest for Life, il dottor Xavier Dor, medico condannato 15 volte in Francia per aver lottato contro l’aborto, Blondine Serieyx, rappresentante della Manif pour tous francese, Antony Burkhard, rappresentante di Droit de naitre, altra associazione francese impegnata nella difesa della vita e Federica Iannace Swift, dell’irlandese Youth Defence .
Foltissimo il numero dei religiosi presenti, tra i quali l’Istituto del Verbo Incarnato, i Francescani dell’Immacolata e gli Orionini, questi ultimi guidati dal loro superiore generale don Flavio Peloso. ,
Hanno partecipato alla Marcia, rigorosamente apartitica e senza slogan e simboli politici, diversi parlamentari, tra cui Maurizio Gasparri, Giorgia Meloni, Maurizio Sacconi, Eugenia Roccella, Carlo Giovanardi, Stefano De Lillo, Carlo Casini e Paola Binetti.
La manifestazione si è conclusa in piazza san Pietro, dove il Papa, che già aveva salutato la Marcia per la Vita nel suo Regina Coeli, è sceso tra la folla incontrando i partecipanti.

" Saluto i partecipanti alla “Marcia per la vita” che ha avuto luogo questa mattina a Roma e invito a mantenere viva l’attenzione di tutti sul tema così importante del rispetto per la vita umana sin dal momento del suo concepimento. A questo proposito, mi piace ricordare anche la raccolta di firme che oggi si tiene in molte parrocchie italiane, al fine di sostenere l’iniziativa europea “Uno di noi”, per garantire protezione giuridica all’embrione, tutelando ogni essere umano sin dal primo istante della sua esistenza. Un momento speciale per coloro che hanno a cuore la difesa della sacralità della vita umana sarà la “Giornata dell’Evangelium Vitae”, che avrà luogo qui in Vaticano, nel contesto dell’Anno della fede, il 15 e 16 giugno prossimo." (Papa Francesco)

FOTOGRAFIE DAL PELLEGRINAGGIO DEL MOVIMENTO ECCLESIALE CARMELITANO AD ADRO -12 MAGGIO 2013 ...TRENTACINQUESIMO

Si suona e si canta...
Si lavora.....


...e si prega..


Al Santuario di Adro
Arrivati!!!

Distrutti!!!!!!!

SPIEDO DEL GRUPPETTO.....IN SEDE A BRESCIA - SABATO 4 MAGGIO


Un pò in ritardo,ma ecco 2 immagini della serata..
Grazie a Gianni T.che ha spiedato meravigliosamente,a Renata vicino,a Michele che lo ha aiutato e ai tanti che hanno allietato la festa.....Tutto ottimo e abbondante...Grazie!!!!!


domenica 12 maggio 2013

INCONTRO CON I CANDIDATI A SINDACO DI BRESCIA

Nella fotografia.dietro ai candidati sindaco ci sono anch'io....perchè sono cristiano .....appartenente a un movimento...che è nella consulta diocesana..

"e perché tutti avrebbero di che imparare da un uomo che nell’umiltà e povertà della terra ha subito piantato i suoi primi atti e parole di successore degli apostoli......PAPA FRANCESCO...
Spigliato e positivo, papa Francesco è davvero un grande dono all’Italia. Un posto che appare preda di uno spirito cattivo e vendicativo. Non solo in politica, ma anche nel vivere in società. E invece, lo avete visto il vescovo di Roma, no? Solo parole di affetto e gesti di fisica e fraterna simbolicità. Per prima cosa è andato al popolo, salutandolo educatamente e pregando con lui. Poi è andato nella chiesa romana per eccellenza, Santa Maria Maggiore, incoraggiando i confessori ad avere «misericordia, misericordia, misericordia» delle  E “misericordia” è stata la parola vertice al primo Angelus in San Pietro. Là dove il Pontefice ha messo in trono la sapienza di una nonna. Ché «se il Signore non perdonasse tutto, il mondo non esisterebbe». Ecco, tutto all’opposto di ciò che domina e brama il campo italiano, il Papa ha un’altra verità rispetto a quella giustizialista e giustiziera: «La misericordia rende il mondo più giusto». Altro che Costituzione e codici. Conviene leggere papa Bergoglio, il Vangelo. E Il mercante di Venezia. Ché «Il potere terreno appare allora/ più simile a quello divino/ quando la misericordia tempera il giudizio»".(da Tempi)


BUONE ELEZIONI........a chi si impegna a servire attraverso  gesti di fraternità........Walter

sabato 11 maggio 2013

DOMANI SARO' AL PELLEGRINAGGIO DALLA MADONNA DELLA STELLA ALLA MADONNA DELLA NEVE......speriamo non piova !!!!!

FotoCon Claudio Gasparotti sotto la pioggia al pellegrinaggio dello scorso anno....
Claudio....Lunedì 27 Maggio potrebbe diventare  consigliere comunale di Brescia....... Walter

venerdì 10 maggio 2013

Il Santo Padre riceve in dono da una bambina un Rosario fatto a mano.

  • E'stata una scena stupenda!!! Con la bambina che insiste e gli dice "E' PE TE! E' PE TE!!!" 
     Papa Francesco all'inizio non capiva e la bambina continuava a ripetergli " è per te!! " 

    Si,caro amico...il Rosario è per te e per tutti i tuoi cari..
    Per il mese di Maggio

    Per le intenzioni di Papa Francesco....

giovedì 9 maggio 2013

La canzone degli occhi e del cuore...Claudio Chieffo....Per percorrere la strada del nostro cuore a cuore con Gesù..

 
Nella nostra Scuola di Cristianesimo che abbaimo fatto lunedì Padre Antonio ci diceva:
LA STRADA CHE GESU' HA SCELTO PER CONQUISTARE IL MONDO E' LA STRADA DEL CUORE.......
E' UN ITINERARIO CERTO , PAZENTE,UMILE E RISPETTOSO DELLA LIBERTA' DI OGNI UOMO
E' LA STRADA DEL TUO CUORE A CUORE CON DIO


domenica 5 maggio 2013

Matthew West - Hello, My Name Is ....Dedicata ai bambini che oggi hanno ricevuto la S.Cresima e la Prima Comunione

Ciao, il mio nome è figlio del vero Re.... 
Lui mi ha salvato, mi ha cambiato e sono stato liberato 
"Amazing Grace" è la canzone che canto 
Ciao, il mio nome è figlio del vero Re...

i loro nomi di battesimo..
Sofia,Ginevra,Giorgia,Lorenzo,Ludovica,Daniele,Michele,
Elena,Benedetta,Alessandro 

Walter,il loro catechista..
Parrocchia di San Giacomo Brescia

mercoledì 1 maggio 2013

PAPA FRANCESCO PARLA DEL LAVORO....PRIMO MAGGIO - FESTA DEL NON-LAVORO ?...IN ITALIA 4 GIOVANI SU 10 NON TROVANO LAVORO...MENTRE CHI LAVORA DEVE SUDARE SANGUE PER MANTENERLO ( un ricordo per chi lo versa veramente in Bangladesh.)

Video in cui ricordo con affetto i miei figli ... prego e vivo soprattutto per il loro futuro..
Sono vicino anche ai 2 colleghi del Bangladesh che lavorano con me...so quello che prendono,so che hanno parenti dove è crollata la fabbrica...e che vogliono come me un mondo più equilibrato e giusto,nella pace Walter

INIZIA IL MESE DI MAGGIO....Maria,madre di Gesù..affidiamo a Lei tutti i disoccupati...forza !

2013-05-01
La società non è giusta se non offre a tutti un lavoro o sfrutta i lavoratori: lo ha affermato il Papa nella Messa presieduta nella Cappellina di Casa Santa Marta in occasione della Memoria di San Giuseppe Lavoratore. Erano presenti alcuni minori e ragazze madri, ospiti del Centro di solidarietà “Il Ponte”, nato a Civitavecchia nel 1979, accompagnati dal presidente dell’associazione, don Egidio Smacchia. Nel Vangelo proposto dalla liturgia Gesù viene chiamato il “figlio del falegname”. Giuseppe era un lavoratore e Gesù ha imparato a lavorare con lui. Nella prima lettura si legge che Dio lavora per creare il mondo. Questa “icona di Dio lavoratore – afferma il Papa - ci dice che il lavoro è qualcosa di più che guadagnarsi il pane”:
“Il lavoro ci dà la dignità! Chi lavora è degno, ha una dignità speciale, una dignità di persona: l’uomo e la donna che lavorano sono degni. Invece quelli che non lavorano non hanno questa dignità. Ma tanti sono quelli che vogliono lavorare e non possono. Questo è un peso per la nostra coscienza, perché quando la società è organizzata in tal modo, che non tutti hanno la possibilità di lavorare, di essere unti della dignità del lavoro, quella società non va bene: non è giusta! Va contro lo stesso Dio, che ha voluto che la nostra dignità incominci di qua”.
“La dignità – ha proseguito il Papa - non ce la dà il potere, il denaro, la cultura, no! …. La dignità ce la dà il lavoro!” e un lavoro degno, perché oggi tanti “sistemi sociali, politici ed economici hanno fatto una scelta che significa sfruttare la persona”:
“Non pagare il giusto, non dare lavoro, perché soltanto si guarda ai bilanci, ai bilanci dell’impresa; soltanto si guarda a quanto io posso approfittare. Quello va contro Dio! Quante volte – tante volte – abbiamo letto su ‘L’Osservatore Romano’…. Un titolo che mi ha colpito tanto il giorno della tragedia del Bangladesh, ‘Vivere con 38 euro al mese’: questo era il pagamento di queste persone che sono morte… E questo si chiama ‘lavoro schiavo!’. E oggi nel mondo c’è questa schiavitù che si fa col più bello che Dio ha dato all’uomo: la capacità di creare, di lavorare, di farne la propria dignità. Quanti fratelli e sorelle nel mondo sono in questa situazione per colpa di questi atteggiamenti economici, sociali, politici e così via…”.
Il Papa cita un rabbino del Medio Evo che raccontava alla sua comunità ebraica la vicenda della Torre di Babele: allora i mattoni erano molto preziosi:
“Quando un mattone, per sbaglio, cadeva, c’era un problema tremendo, uno scandalo: ‘Ma guarda cosa hai fatto!’. Ma se uno di quelli che facevano la torre cadeva: ‘Riposi in pace!’ e lo lasciavano tranquillo… Era più importante il mattone che la persona. Questo raccontava quel rabbino medievale e questo succede adesso! Le persone sono meno importanti delle cose che danno profitto a quelli che hanno il potere politico, sociale, economico. A che punto siamo arrivati? Al punto che non siamo consci di questa dignità della persona; questa dignità del lavoro. Ma oggi la figura di San Giuseppe, di Gesù, di Dio che lavorano - questo è il nostro modello - ci insegnano la strada per andare verso la dignità”.
Oggi – ha osservato il Papa – non possiamo dire più quello che diceva San Paolo: “Chi non vuol lavorare, non mangi”, ma dobbiamo dire: “Chi non lavora, ha perso la dignità!”, perché “non trova la possibilità di lavorare”. Anzi: “La società ha spogliato questa persona di dignità!”. Oggi – ha aggiunto il Pontefice – ci fa bene riascoltare “la voce di Dio, quando si rivolgeva a Caino” dicendogli: “Caino, dov’è tuo fratello?”. Oggi, invece, sentiamo questa voce: “Dov’è tuo fratello che non ha lavoro? Dov’è tuo fratello che è sotto il lavoro schiavo?”. Il Papa conclude: “Preghiamo, preghiamo per tutti questi fratelli e sorelle che sono in questa situazione. Così sia”. (Sergio Centofanti)

domenica 28 aprile 2013

LO STATO CHIEDE SOPRATTUTTO AI CATTOLICI COME USCIRE DALLA CRISI ECONOMICA E POLITICA

Sottoscrivo in toto quello che dice oggi Antonio Socci nel suo Blog:
Alcide De Gasperi e Don Sturzo
(alcuni brani)
Oggi  in Italia sono sostanzialmente tre politici cattolici, cioè Enrico Letta, Angelino Alfano e Mario Mauro a condurre in porto questa svolta che – se ha successo – può farci uscire dalla guerra civile permanente e portare a una pacificazione storica, a una stagione di ragionevolezza, realismo, bene comune e prosperità.
E anche a un salutare rinnovamento generazionale.
Sono tre giovani politici dai percorsi diversi, ma accomunati dalla fede cattolica e politicamente da un’originaria ispirazione degasperiana .
Anche nel dopoguerra del resto fu la classe politica cattolica, guidata da De Gasperi, a portarci fuori dall’incubo delle ideologie totalitarie e dei loro miti che avevano provocato rovine.
Perché tanto ieri che oggi proprio dei politici cattolici hanno questa funzione storica?
Joseph Ratzinger spiega: “Il primo servizio che la fede fa alla politica è la liberazione dell’uomo dall’irrazionalità dei miti politici che sono il vero rischio del nostro tempo”.
“Essere sobri ed attuare ciò che è possibile, e non reclamare con il cuore in fiamme l’impossibile, è sempre stato difficile; la voce della ragione non è mai così forte come il grido irrazionale. Il grido che reclama le grandi cose ha la vibrazione del moralismo; limitarsi al possibile sembra invece una rinuncia alla passione morale, sembra il pragmatismo dei meschini. Ma la verità è che la morale politica consiste precisamente nella resistenza alla seduzione delle grandi parole con cui ci si fa gioco dell’umanità dell’uomo e delle sue possibilità”.
“Non è morale il moralismo dell’avventura, che intende realizzare da sé le cose di Dio. Lo è invece la lealtà che accetta le misure dell’uomo e compie, entro queste misure, l’opera dell’uomo. Non l’assenza di ogni compromesso, ma il compromesso stesso è la vera morale dell’attività politica”.
Sono considerazioni autorevoli da prendere come bussola. Oggi che, ancora una volta nella storia di questo Paese, proprio dei politici cattolici stanno provando a “smilitarizzare” la politica, a sminarla dai fondamentalismi, a laicizzarla, a mostrare che il compromesso (se non viene svilito) ha una profonda moralità.
Come nel dopoguerra, si trovano a fianco i riformisti, i liberali e i socialisti. Tutti deprecati dai massimalisti.
E’ il caso di portare a compimento questa svolta con un certo orgoglio, non “alla vergognosa”.
“Ciò non significa” conclude Ratzinger “che la fede abbia portato un realismo libero da valori, il realismo della statistica e della pura fisica sociale. Al vero realismo dell’uomo appartiene l’umanesimo e all’umanesimo appartiene Dio”. Un nuovo umanesimo e un nuovo rinascimento potrebbero essere l’orizzonte e l’ambizione di questa pacificazione nazionale. Se non fallisce e non viene sabotata.
Se non diventa un compromesso al ribasso. Se i protagonisti saranno capaci di far fronte alla grandezza della responsabilità. (Antonio Socci)