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domenica 26 gennaio 2014

IL CASTELLO INTERIORE DI S.TERESA D'AVILA...domani in Comunità parleremo delle Prime Mansioni

ECCO ALCUNI BRANI PER PREPARARCI ALL'INCONTRO..

Per quanto io ne capisca, la porta per entrare in questo castello è l’orazione e la meditazione.
Non sto più per la mentale che per la vocale, perché dove si ha orazione occorre che vi sia pure meditazione.
Non chiamo infatti orazione quella di colui che non considera con chi parla, chi è che parla, cosa domanda e a chi domanda, benché muova molto le labbra.
Alle volte sarà buona orazione anche questa, quantunque non accompagnata da tali riflessioni, purché queste si siano fatte altre volte. Ma se alcuno ha l’abitudine di parlare con la maestà di Dio come con uno schiavo, senza pensare se dice bene o male, contento di quello che gli viene in bocca o ha imparato a memoria per averlo recitato altre volte... non tengo ciò per orazione, né piaccia a Dio che vi siano cristiani che così facciano.
Quanto a voi, sorelle, spero nella bontà di Dio che questo non vi accada, grazie all’abitudine che avete di trattare spesso di cose interiori : cosa assai utile per preservarvi da simili stupidaggini. …...

Quanto alla luce che si diffonde dal palazzo reale, dovete avvertire che le prime mansioni ne ricevono assai poca.
Benché non siano nere e tenebrose come quando l’anima è in peccato,
tuttavia sono alquanto in penombra, e non possono essere vedute
neppure da coloro che le abitano,non per difetto dell’appartamento, ma per ragione delle molte
cose nocive, serpenti, vipere e animali velenosi che, essendosi introdotti 
con l’anima, le impediscono di avvertire la luce.
Non so come spiegarmi, ma è come se uno entra in una stanza inondata
di sole con gli occhi così impiastricciati di fango da non poterli quasi dischiudere
.
La sala è illuminata, ma egli non ne gode la chiarezza a causa di quel suo impedimento
o, nel caso nostro, per le bestie e i serpenti che l’accecano in tal modo da non permettergli di vedere altro che loro. Così mi pare che debba essere dell’anima, la quale, benché non sia in cattivo stato, tuttavia è così immersa nelle cose del mondo, così ingolfata negli affari, nei traffici e negli onori, da sentirsi impedita di considerare se stessa e di godere come vorrebbe della sua propria bellezza, sembrandole, per di più,
che da tanti impedimenti non sappia liberarsi.
Eppure per entrare nelle seconde mansioni bisogna che si disbrighi da tutte le cure ed affari che non siano indispensabili, sia pure in conformità al suo stato.
Ciò è di tanta importanza che se non comincia subito a farlo, non solo non arriverà alla mansione principale, ma sarà pure impossibile che, senza grande pericolo, rimanga nella mansione che occupa, benché già nel castello: fra tante bestie velenose è impossibile che una volta o l’altra non ne venga morsicata.............(S.;TERESA D'AVILA)

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