sabato 21 aprile 2012

Mons.Cafarra..La crisi...Zaccheo...il nostro gruppetto

Dall'intervista a Mons.Cafarra...
In cuor suo, cosa pensa della situazione politica italiana così critica? 
Il politico ha un ruolo fondamentale perché attraverso le sue scelte può confermare la crisi o cominciare a ricostruire la casa dentro la quale l’uomo sta sempre più male, ha perso la speranza e in cui i giovani fanno fatica a pensare a un futuro. Una cosa mi sembra ormai chiara: la costruzione di una comunità italiana che voglia sradicarsi dalla proposta cristiana non porta da nessuna parte. Noi siamo stati generati dal Vangelo. L’Italia è stata per secoli culla ed esempio internazionale di cultura e di civiltà. Ora sembriamo in un vicolo cieco e subiamo la supremazia dell’economico sul politico. Se vogliamo invertire questa tendenza demolitrice, i politici devono capire che non si costruisce niente se non si prende coscienza della visione che si ha della persona umana e delle scelte coerenti che ne conseguono.

Un tempo i cristiani erano soggetti protagonisti in questo compito di costruzione sociale e politica della società italiana. Ora non più. Cos’è accaduto?
Questo è uno dei peccati più gravi di omissione della comunità cristiana italiana di questi anni. L’assimilazione della dottrina sociale della Chiesa ha subìto un assordante silenzio che è segno di una malattia più seria: l’esperienza di una fede per cui quello che celebri la domenica non ha nulla a che fare con il lunedì. Significa che la fede non è rilevante per le categorie umane come il lavoro, gli affetti, la malattia, l’educazione dei figli, la distribuzione della ricchezza; la fede è come se ne fosse estranea. La soluzione non sta neanche in un opposto, come alcuni hanno cercato di proporre, ovvero in un cristianesimo inteso come una religione civile, una religione scristianizzata presa solo come modello etico. Su questo la cristianità italiana deve fare un serio esame di coscienza. Negli ultimi anni lo stiamo facendo e ci si rende sempre più conto di come uscire da questa situazione, ma la Chiesa ha mancato.

Qual è la cura? 
C’è una sola cura: la fede in Gesù Cristo. In un mondo scristianizzato c’è solo un modo per porsi dentro come uomo di fede: l’incontro con Cristo ti fa incontrare in modo vero ogni persona umana. Zaccheo quando incontra Cristo cambia il suo rapporto con l’altro, lo dimostra il fatto che prima era un ladro, poi dona metà del suo e restituisce moltiplicato per quattro ciò che aveva rubato. Quest’uomo non è cambiato perché ha sentito una predica sul settimo comandamento, ma perché è stato a tavola con Cristo. Lo stare a tavola con Cristo gli ha cambiato la vita. Questa è la cura perché la fede nasce sempre da un incontro: è il modo di porsi del cristianesimo. È anche un modo democratico, non crede?
(dalla Rivista "Tempi" di questa settimana)




A Tavola col Gruppetto dopo un "incontro"

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