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sabato 7 maggio 2016

Siamo nel mezzo di una battaglia per il cuore e l’anima della nostra cultura

Di fronte al mondo che ci propina menzogne dobbiamo circondarci di credenti che non solo ci ricordino che non siamo soli, ma che là fuori è pieno di gente che la pensa come noi e soprattutto che i bambini hanno bisogno di sentir dire la verità». Ci vogliono poi credenti che rinascono, persone che «vivono quello in cui credono, che mettono le cose importanti al primo posto, che non abbiano paura di affermare pubblicamente la propria fede». Occorrono famiglie che rinascono, che lottino nelle difficoltà, che non considerino il divorzio una soluzione, che facciano bambini, famiglie con padri responsabili ovvero guide salde. C’è bisogno di una Chiesa che rinasce, che predichi il Vangelo, insegni la Verità e ci prepari per le persecuzioni. L’errore più grosso che si può fare oggi è non dire a un peccatore che sta sbagliando: abbiamo bisogno di pastori coraggiosi che prendano posizione pubblicamente.
Infine, per vincere la guerra abbiamo bisogno di un cittadino che rinasce: «La rinascita ha bisogno di essere difesa dal basso, non dall’alto. Abbiamo la responsabilità di entrare nei processi politici e influenzarli per il bene lì dove è possibile. Ma l’unico modo per essere incisivi è farlo con la prospettiva della vita eterna». Come cristiani spesso combattiamo battaglie a breve termine – – con la prospettiva di una scadenza elettorale o di far cadere un governo, aspettandoci risultati immediati, ma la battaglia politica può e deve andare oltre: «Noi stiamo lottando per il destino di ciascuno», «ricordiamoci che abbiamo di fronte delle anime immortali quindi non possiamo avere una prospettiva meno che eterna»; «ciascuno trovi la sua via, la politica che più a noi più piace è quella porta a porta, perché è a portata di tutti, ma è importante che ognuno parta da dove si trova, non serve fare una lista di cose che possono essere politicamente utili, bisogna iniziare da quello che si può fare ora»; «siamo nel mezzo di una battaglia per il cuore e l’anima della nostra cultura. Ma è molto di più di questo. È una guerra tra il bene e il male, tra libertà e tirannia, e abbiamo solo due opzioni davanti: seguire il flusso e piegarci allo spirito del  tempo, o alzarci in piedi e rifiutarci di venire zittiti».
 ( Erickson e Blankschaen )

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