martedì 12 febbraio 2013

Padre Antonio Sicari agli amici del Movimento Ecclesiale Carmelitano sulle dimissioni del nostro caro Papa Benedetto XVI

"Se il Papa parla di un “ripetuto esame di coscienza davanti a Dio” e di una “certezza” da lui raggiunta d’essere diventato “troppo debole”, e di non aver più “il vigore necessario” per dirigere la barca di Pietro, dobbiamo semplicemente credergli e stargli vicini con affetto e comprensione. Qualcuno si sente frastornato perché pensa che un Papa non dovrebbe mai cedere alle difficoltà. Vorrei solo fargli osservare che ciò sarebbe vero se si trattasse di difficoltà o di contrasti “esterni”.
Benedetto XVI aveva già dichiarato che non si sarebbe mai dimesso se la Chiesa fosse stata in una situazione di difficoltà o di turbamento. Una cosa, infatti, è ritirarsi a causa dei contrasti o delle difficoltà provocate da altri, o intimiditi dalle aggressioni altrui, (ciò che il Papa non ha inteso fare!) e un’altra cosa è ritirarsi umilmente a causa delle propria debolezza, provocata dagli anni e dal deperimento fisico che può togliere, a volte, vigore e lucidità alle proprie azioni e all’esecuzione dei propri compiti. Nel primo caso si tratterebbe di paura e di fuga (e non è certo questo il motivo della decisione di Papa Benedetto). Nel secondo caso si tratta di realismo, di umiltà, e perfino di coraggio, come alcuni hanno già riconosciuto con ammirazione. Non critichiamo il Papa proprio nel suo gesto spiritualmente più intenso e nobile. Diamogli invece l’affettuosa comprensione che si merita e uniamoci a Lui nella stessa preghiera che l’ha guidato e sostenuto nella sofferta decisione." (11/02/2013)

Il Santo Padre Benedetto XVI darà l'addio ai fedeli in piazza San Pietro il 27 febbraio, il giorno prima delle dimissioni annunciate per il 28, che diverranno effettive alle ore 20:00. Joseph Ratzinger si ritirerà prima per un periodo a Castel Gandolfo, e poi in un ex convento di clausura in Vaticano, dove si dedicherà alla lettura e alla preghiera. Non si è ancora deciso l'abito che dovrà indossare, nè il titolo che avrà dopo il 28 febbraio, ma certamente avrà quello di vescovo emerito di Roma e non più quello di cardinale

PREGHIAMO PER IL PAPA OGGI SEGNO DI VERITA' E UMILTA' 

"Il mio vero programma di governo è quello di non fare la mia volontà, di
non perseguire mie idee, ma di mettermi in ascolto, con tutta quanta la
Chiesa, della parola e della volontà del Signore e lasciarmi guidare da Lui,
cosicché sia Egli stesso a guidare la Chiesa in questa ora della nostra
storia." Benedetto XVI

"Colui che è il titolare del ministero petrino deve avere la consapevolezza
di essere un uomo fragile e debole - come sono fragili e deboli le sue
proprie forze - costantemente bisognoso di purificazione e di conversione."
Benedetto XVI

"un piccolo fanciullo, un operaio oppresso dal lavoro, se credono, sono
superiori ai più grandi asceti"



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