giovedì 29 novembre 2012

Katherine Jenkins . Nella Fantasia


Da una canzone del film Mission.....
una bellissima interpretazione che vi propongo per un attimo di bellezza.....e fantasia.....

martedì 27 novembre 2012

LA MEDAGLIA MIRACOLOSA -27 NOVEMBRE-LA STORIA

http://www.floscarmeli.net/modules.php?name=News&file=article&sid=163

Leggi la storia cliccando su questo link sopra ...
Tratta  dal  sito Flos Carmeli..
Indice e pagine  da sfogliare e anche da copiare...
 Un esempio luminoso è quello di Santa Teresina. Questa cara Santa, fin da fanciulla dovette intuire bene il valore della Medaglia miracolosa se si industriava davvero molto a distribuirla. Una volta, in casa sua, riuscì a far prendere la Medaglia a una domestica che non si comportava bene, facendosi promettere che l'avrebbe portata al collo fino alla morte. Un'altra volta, sempre a casa, mentre alcuni operai stavano lavorando, l'angelica Teresina prese delle medagline e andò a metterle nelle tasche delle loro giacche appese

domenica 25 novembre 2012

HANNO PERDONATO I LORO NEMICI....TESTIMONIANZE DI VITA

Una giovane donna e a una ragazza che sono state capaci di amare i loro nemici..

Giulia Iraca, giovane sposa, perdona gli assassini del marito, benzinaio, ucciso mentre sta per aprire la porta di casa rientrando la sera. Giulia, si riscopre cristiana di fronte allo sposo morto ammazzato. Davanti allo strazio del corpo esanime del marito, abbraccia i figli e li invita a pregare per il papà e gli assassini e dedica la vita a predicare il Vangelo del perdono. Ecco il suo racconto.
"Come Gesù perdonò i crocifissori, intercedendo per loro presso il Padre con le parole: "Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno! " (LC 23,34), anch'io, la sera dell'8 aprile 1987, trovandomi di fronte ad un uomo - mio marito - privo di vita (perché numerosi colpi di pistola avevano orribilmente sfigurato il suo volto e trafitto il suo cuore) e circondata dai miei tre figli trovai la forza di a abbracciarli, dicendo: "Per papà non c'è più niente da fare: è in Cielo! Preghiamo per lui e per coloro che lo hanno ucciso".
Nessuno, impietosito dalle grida di dolore e dai singhiozzi delle mie due figlie (13 e 11 anni), veniva in nostro soccorso. Eravamo sole, travolte da un dolore che ci avvolgeva. Disperazione, grida, dolore cocente, sdegno: questi erano i sentimenti alimentati dai parenti e dagli amici.
Compresi in quella tragica occasione che il perdono è il primo messaggio che Gesù aveva rivolto ai propri crocifissori! Perdonare non significa dimenticare; anzi è proprio il ricordo del torto subito e del dolore provato che rende più grande e meritevole la pratica del perdono.
Il Signore si è servito di questo tragico evento per trasformare totalmente la mia vita, per abbattere in me l'egoismo, l'orgoglio e le fatue certezze a cui il mondo si aggrappa ostinatamente. Nello stesso tempo Gesù faceva strada gradualmente e silenziosamente nella mia anima ferita, chiamandomi ad una vita più perfetta e più profondamente radicata in Lui. I

Letizia Tripodi, 24 anni, vive ad Archi, vicino a Reggio Calabria. Racconta la sua storia:
Diciannove anni fa veniva ucciso mio padre e io coi miei due fratelli, ero privata del suo sorriso. Più il tempo passava, più la ferita, invece di rimarginarsi, mi faceva male. Sentivo crescere dentro di me un sentimento di odio verso tutti e verso tutto, che mi toglieva la gioia dal cuore. lo soffrivo, e anche gli altri soffrivano, tanto meglio! Pregavo Dio che mi facesse morire. E siccome Dio mi lasciava vivere, ho finito col prendermela anche con Lui..
Poi, un giorno, ho letto il comando di Gesù: "Ma io vi dico, amate i vostri nemici". Dopo aver sperimentato che la vera felicità per me stava nel perdonare, è caduto per sempre quel velo nero che non mi permetteva di vedere la sofferenza degli altri...
Il perdono da solo, però, non basta. Dopo il perdono ci vuole l'impegno per migliorare la società in cui ognuno di noi vive. Dopo aver perdonato mi sono guardata intorno, ho visto come vive la mia gente e ho capito che Dio voleva qualcos'altro da me... scelte concrete di pace.



Tra le altre testimonianze nella Chiesa ecco quella del Card. Van Thuan,
vietnamita prigioniero per 14 anni(dal 1975 al 1989) sotto il regime comunista a Saigon.
Con la forza e la fatica del suo amore per i nemici è riuscito a trasformarli...
Così ha raccontato una volta:
A Saigon i comunisti hanno conquistato la città e mi hanno rinchiuso in carcere,
senza processo, senza una spiegazione: mi hanno tolto i miei sacerdoti, i miei
religiosi e le religiose, i miei giovani, il mio titolo di Arcivescovo. Ero solo il signor
Van Thuan e non potevo neppure parlare con gli altri prigionieri, per non
influenzarli. Avevo solo le mie guardie, i miei carcerieri, che prima cambiavano
ogni quindici giorni, ma poi hanno visto come mutavano atteggiamento nei miei
confronti e così hanno deciso di mettermi delle guardie fisse, per non
influenzarle tutte. Ma amavo loro, perché in loro vedevo Gesù! Molte volte mi
chiedevano come facessi ed io rispondevo loro: "Vi amo perché Gesù vi ama!".
Amare, riconciliare, perdonare: sono queste le tre parole che possono costruire
la pace. (…)E se in carcere non potevo pregare, allora il Signore addirittura mi
ha mandato un comunista che pregava per me: un poliziotto mi ha chiesto di
imparare un canto in latino e, tra i tanti, ha scelto il "Veni Creator". Così, quando
faceva ginnastica, tutte le mattine, cantava il "Veni Creator" ed io pregavo con il
suo canto. Anche un altro poliziotto, un colonnello, prima di tornare a casa, mi
aveva promesso che avrebbe pregato per me nel santuario che aveva a tre
chilometri dalla sua abitazione. Tempo dopo, ricevo (in carcere!) una lettera di
questo poliziotto che mi raccontava di come ogni domenica, quando non
pioveva, prendesse la bicicletta per andare al santuario. E mi scrive la preghiera
che diceva, perché non voleva sbagliare: "Non so come pregare, ma dagli
quello di cui ha bisogno". Non vedo quale preghiera più bella poteva dire per
me!


Gianni Gennari: "Teresa di Lisieux. Il fascino della santità. I segreti di una “dottrina” ritrovata"

Così la verità degli scritti di Teresa Martin e quindi della sua dottrina si è imposta...

di Germano Di Michele( da Tempi.it)

Il libro di Gianni Gennari
Teresa Martin, più conosciuta come santa Teresa di Lisieux: una vita (durata solo 24 anni) tutta nascosta e conclusa nel 1897. Proclamata beata da papa Pio XI nel 1923, santa nel 1925, protettrice della Francia e patrona delle missioni in tutto il mondo. È in quegli anni che qualcuno avanza la proposta di proclamarla Dottore della Chiesa. Eppure lo stesso Papa che l’amava, che l’aveva beatificata e canonizzata, che l’aveva chiamata «Stella» del suo pontificato, rifiutò la richiesta sbattendo il pugno sul tavolo: neppure parlarne, e per questo neppure a pensarci! (..............)
Eppure nel 1997, Giovanni Paolo II le ha conferito il titolo di Dottore della Chiesa. Cosa è successo che spieghi il cammino dal no di Pio XI al sì di Giovanni Paolo II prima e di Benedetto XVI poi? Nel libro di Gianni Gennari Teresa di Lisieux. Il fascino della santità. I segreti di una “dottrina” ritrovata (Lindau, 609 pagine, 38 euro) si cerca di dare una risposta, di capire il perché di questo radicale cambiamento da parte di due, anzi tre, Papi.
Lo scopo del libro è, infatti, quello di mostrare il cammino attraverso il quale la verità degli scritti di Teresa Martin e quindi della sua dottrina si è a poco a poco imposta e ora si può pienamente offrire.  
In questo libro, per la prima volta con documenti inediti e originali, è descritta la vicenda che ha portato papa Giovanni Paolo II al rovesciamento del “no” di Pio XI, con il suo “sì” splendidamente confermato da Papa Ratzinger il 6 aprile dello scorso anno quando ha aggiunto che essa è «dottore «specialmente dei teologi», ed è maestra nella «scienza dell’Amore». Nel lungo volume è ricostruita la vera storia degli scritti di Teresa Martin (sono presenti le traduzioni fedeli degli originali Manoscritti): un «giallo» finora troppo nascosto che mostra la fantasia di Dio e premia la ricerca della verità.
Oggi santa Teresa è Dottore dell’Amore e mostra all’uomo del terzo millennio la novità centrale della fede, la sua adozione per grazia a «figlio» di Dio, reso capace di riamare Dio e il prossimo con lo stesso «Amore» che è in Dio

Teresa di Lisieux dottore della Chiesa. Dal “no” di papa Pio XI ai “sì” di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI

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novembre 24, 2012 Germano Di Michele
Teresa Martin, più conosciuta come santa Teresa di Lisieux: una vita (durata solo 24 anni) tutta nascosta e conclusa nel 1897. il libro di Gianni Gennari
Teresa Martin, più conosciuta come santa Teresa di Lisieux: una vita (durata solo 24 anni) tutta nascosta e conclusa nel 1897. Proclamata beata da papa Pio XI nel 1923, santa nel 1925, protettrice della Francia e patrona delle missioni in tutto il mondo. È in quegli anni che qualcuno avanza la proposta di proclamarla Dottore della Chiesa. Eppure lo stesso Papa che l’amava, che l’aveva beatificata e canonizzata, che l’aveva chiamata «Stella» del suo pontificato, rifiutò la richiesta sbattendo il pugno sul tavolo: neppure parlarne, e per questo neppure a pensarci! Del resto a detta delle sue stesse sorelle «nessuno pensava che Teresa avesse una dottrina».
Eppure nel 1997, Giovanni Paolo II le ha conferito il titolo di Dottore della Chiesa. Cosa è successo che spieghi il cammino dal no di Pio XI al sì di Giovanni Paolo II prima e di Benedetto XVI poi? Nel libro di Gianni Gennari Teresa di Lisieux. Il fascino della santità. I segreti di una “dottrina” ritrovata (Lindau, 609 pagine, 38 euro) si cerca di dare una risposta, di capire il perché di questo radicale cambiamento da parte di due, anzi tre, Papi.
Lo scopo del libro è, infatti, quello di mostrare il cammino attraverso il quale la verità degli scritti di Teresa Martin e quindi della sua dottrina, se una ne ha avuta, si è a poco a poco imposta e ora si può pienamente offrire. In questo libro, per la prima volta con documenti inediti e originali, è descritta la vicenda che ha portato papa Giovanni Paolo II al rovesciamento del “no” di Pio XI, con il suo “sì” splendidamente confermato da Papa Ratzinger il 6 aprile dello scorso anno quando ha aggiunto che essa è «dottore «specialmente dei teologi», ed è maestra nella «scienza dell’Amore». Nel lungo volume è ricostruita la vera storia degli scritti di Teresa Martin (sono presenti le traduzioni fedeli degli originali Manoscritti): un «giallo» finora troppo nascosto che mostra la fantasia di Dio e premia la ricerca della verità.
Oggi santa Teresa è Dottore dell’Amore e mostra all’uomo del terzo millennio la novità centrale della fede, la sua adozione per grazia a «figlio» di Dio, reso capace di riamare Dio e il prossimo con lo stesso «Amore» che è in Dio.


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Ernesto Olivero....La crisi ci dice di sostenere i nostri giovani

http://it.gloria.tv/?media=131727 
 Video da vedere.....

Penso a quante iniziative si possono fare con e per i giovani....ma nessuno di noi adulti,così preoccupati del nostro presente che ci spaventa o addirittura ci opprime per la macanzadi fede, nessuno segue i giovani...nemmeno i propri figli...pochi si avvicinano a  loro dandogli una mano, facendosi da parte se loro vogliono lavorare ..penso al mio oratorio quando li vedo stravaccati sulle panchine...ed erano bambini  bravi ed attivi con me ...e non ditemi sempre che è perchè mancano i preti ed i curati.....è una "cura" che dobbiamo avere noi che ci diciamo "adulti".nella fede...
Coi giovani sto facendo alcune iniziative...e non solo gioco a calcio....

PERCHE' I GIOVANI SE NON SONO IL FUTURO OGGI,NON SARANNO MAI IL FUTURO DI DOMANI...
Ernesto Olivero e  anche il nostro Movimento lo sanno .... 

 Non vivo per me, ma per la generazione che verrà.
Vincent Van Gogh


sabato 24 novembre 2012

I GENITORI DI CHIARA LUCE BADANO,I GENITORI DI GIULIA GABRIELI.....la famiglia dei giovani santi....

http://it.gloria.tv/?media=336780

Vedi questo video tratto dalla trasmissione.."La via di Damasco"
La nostra Scuola di Cristianesimo dice:"Nella nuova legge inaugurata da Cristo ,la famiglia diviene "piccola Chiesa":cioè modo di indicare e trasmettere la fede risanante che il Figlio di Dio ci ha meritato"

"L'amore e il dono di sè sono lo scopo di tutto ciò che esiste
la carne è custode della persona e del dono della persona
ogni essere umano esiste per un altro e con un altro
ogni essere  umano à destinato a venire al mondo dal di dentro di un altro essere umano "

Questo è il modo di costruire una casa.......una famiglia....una famiglia di famiglie....una Scuola per i Santi....

martedì 20 novembre 2012

EUGENIO MARRONE , PAOLA STOCCO ...e il sito "Buongiorno nel Signore"

http://buongiornonelsignore.rbrverona.it/ita/index.html
Ieri sera Eugenio Marrone  e Paola Stocco di Verona ci hanno portato la loro testimonianza di vita di coppia..Una testimonianza che ci ha riempiti tutti di fiducia e speranza nel Signore.
Una testimonianza che può continuare con la newsletter che ci possono inviare ogni giorno iscrivendosi a questo loro sito...Grazie...

 Dal sito Zenit http://www.zenit.org/article-18619?l=italian questo articolo del 2009

Paola Stocco ha 50 anni, è casalinga ed è sposata da 27 anni con Eugenio Marrone. Dal 1988 fanno parte del Cammino Neocatecumenale della Parrocchia S. Teresa del Bambino Gesù a Verona. Hanno sei figli naturali e quattro adottati, altri sette figli sono in cielo.
"La nostra è una famiglia cristiana che grazie all'Amore di Dio, incontrato nei fatti dolorosi della vita, è potuta crescere prima nell'amore coniugale e poi come nucleo familiare - ha testimoniato Paola -. Avevamo sei figli, tutti voluti, desiderati, cercati... ciò che ci interrogava e ci turbava, non era il pensiero di queste stupende creature, ma il fatto che oltre a questi sei doni, ce n'erano altri sette volati in cielo senza venire alla luce".
/"Nella mia mente si faceva sempre più certa l'idea che Dio, con questi fatti dolorosi, ci voleva mandare un messaggio". La conferma è arrivata nel dicembre del 2000, quando le spoglie di Santa Teresina hanno visitato la Basilica a Tombetta (Verona).
"In una notte intera di veglia, fruttuosa per tutta la nostra famiglia, durante la preghiera e l'intensa meditazione ho sentito che era veramente quanto dovevamo fare: aprirci all'adozione. Ne ho parlato con mio marito alla fine della veglia e, dopo aver ottenuto il consenso entusiasta e unanime dei nostri figli, abbiamo cominciato a pensare come realizzare questa 'rivelazione'".
"Ho pregato tanto S. Teresina e S. Rita, la Santa dell'impossibile, perché sapendo che anche lei aveva provato il dolore della perdita dei suoi figli poteva ridonare al mio cuore la vera Pace", ha confessato Paola.
"Ora abbiamo dieci figli con noi e sette in cielo che preparano la festa. Come non essere grati a Dio per questi doni? Certo la nostra vita non è una passeggiata, ma a noi piace la montagna e sappiamo che dopo una dura e lunga salita, ci aspetta il panorama più bello del mondo. Non ci manca nulla, abbiamo Cristo con noi... cos'altro ci potrebbe servire? Ma la cosa più sbalorditiva è che, pur arrivando ogni notte a letto sfiniti, mai ci manca la forza per dire al Signore il nostro GRAZIE per l'Amore che ha messo nei nostri cuori e che ci accompagna sempre".
"E' un messaggio di speranza per i bimbi abbandonati, per le famiglie senza figli, per coloro che fanno fatica ad arrivare a fine mese: Dio provvede".

 E UNA LORO TESTIMONIANZA.....LETTA IN INTERNET....

“A noi sta bene quello che fa il Signore”

  Ricordo di Francesco quando ci raccontò del suo invio in Seminario nella convivenza dei giovani che si erano dati disponibili ad intraprendere il cammino vocazionale verso il presbiterato:
"Eravamo rimasti pochi con destinazione Sidney, o Hong Kong, o Toronto. Estrassero il mio nome che fu abbinato al Seminario di Toronto. Il Responsabile mi chiese se ero disposto a seguire la chiamata di Dio a Toronto ed io prima che finisse la domanda gridai "Sì, sì..." Papà - mi disse - come potevo rifiutarmi? Dopo tutto l'amore che Dio ha avuto per voi e per noi potevo ancora dubitare e pensare che mi stesse "fregando"?
No, una voce dentro mi spingeva a gridare il mio sì, e non me ne pento. In quegli attimi non sei tu, é Dio che parla in te!"

Ricordo quando anche a noi (a me e mia moglie) un giorno dopo che ci eravamo alzati disponibili per andare in Missione con tutta la nostra famiglia, per sempre, il catechista chiese "Siete disposti ad andare dove il Signore vi chiamerà? In Cina, nelle Filippine, sulle palafitte, dove vorrà il Signore, per testimoniare con la vostra famiglia l'Amore di Dio per gli uomini?" e noi subito, senza pensarci "Sì, sì..." Ma come potevamo dire di no? Dio ci aveva tratti dalla morte anche fisica, aveva salvato la nostra famiglia, i nostri figli, come non sentire il bisogno di testimoniare questo a tutto il mondo?
Poi lui (Francesco) é partito per il Seminario, e noi siamo rimasti a casa in quanto i nostri figli, per la missione che ci era stata proposta, erano troppo grandi. Bene, il Signore ha messo nel nostro cuore questo desiderio e poi si é accontentato, come con Abramo e Isacco. A noi sta bene quello che fa il Signore. Paura? Sì, umanamente parlando, ma con il sorriso e la serenità nel cuore: siamo nelle mani di Dio, cosa ci può mancare?

  Eugenio Marrone

Indirizzo di posta elettronica: eugenio@marrone.vr.it


Padre Antonio Sicari su "La famiglia"

Conferenza su" LA FAMIGLIA"....Dal Santuario Madonna delle Lacrime di Siracusa
.parlano Padre Antonio Sicari e il Prof.Bellingreri
Un'approfondimento per la nostra Scuola di Cristianesimo...nelle parole di Padre Antonio risuonano le motivazioni del matrimonio cristiano... 
Gesù Cristo entra nell'amore umano...il fascino dell'Amore...

domenica 18 novembre 2012

LA SPOSA PROMESSA.....Film sul matrimonio...di prossima uscita...

 
Film che fa pensare....alla nostra Scuola di Cristianesimo
 
La Sposa Promessa Film Streaming ITA

USCITA CINEMA: 15/11/2012
GENERE: Drammatico
REGIA: Rama Burshtein
ATTORI:
Hadas Yaron, Yiftach Klein, Irit Sheleg, Chaim Sharir

Shira è la figlia più giovane di una famiglia ebrea ortodossa di Tel Aviv. Promessa sposa ad un giovane della sua stessa età e della stessa estrazione sociale, Shira è felice ed eccitata per il sogno che si sta avverando. Durante la festività del Purim, la sorella maggiore Esther, muore di parto mettendo al mondo il suo primogenito. L'angoscia e il dolore che colpisce la famiglia fa sì che il matrimonio di Shira venga messo in secondo piano. Tutto cambia quando a Yochay, il marito di Esther, viene proposto di unirsi ad una vedova belga. Yochay ritiene che sia troppo presto. Quando la suocera scopre che Yochay potrebbe lasciare il paese con il suo unico nipote, propone un'unione tra Shira e il vedovo. Shira dovrà dunque scegliere se ascoltare il suo cuore o seguire la volontà della famiglia…

La nostra famiglia.....UNA RETE....nel nostro Movimento Ecclesiale Carmelitano

"Ma tu lo sai di cosa è fatta una rete?
Una rete è fatta di vuoti, è fatta d' aria, è fatta di vento e di luce...
E' fatta di un niente... e poco altro..
Eppure...
una rete sa abbracciare con dolcezza...
sa trattenere pesci guizzanti..
sa trascinare carichi e sollevare pesi incredibili,
rimargina ferite, assorbe urti,
imbriglia massi pericolanti,
tiene insieme e non imprigiona,
protegge, nasconde, salva...
Una rete è forte e leggera,
sa far vedere senza essere vista,
impedisce e consente, lega e non costringe...
A una rete ti aggrappi, ti sostieni, risali...
Ecco, la famiglia è una "rete";
quando si tace e quando si ha paura,quando si piange e quando si discute,
quando in casa fa freddo e non si parla,quando da "uno" si diventa "tanti",
quando le braccia si tengono conserte,le mani sono chiuse e gli occhi bassi,
quando la porta invoglia ad andare via...
E se un filo si rompe a questa rete...che un Buon Pastore mi raccolga 

e, seduto da parte sulla spiaggia,con pazienza ed Amore, mi ripari:
sono una "madre", quel "poco altro" di una rete..."


Queste frasi arrivano da una mamma ......sono per tutti noi.....Grazie..da Valter

"Chiesi a Dio"....preghiera e volontà di Dio

A proposito di Beatitudini.....ho trovato questa preghiera che mi dice come il Sigore esaudisce ma "spiazza" la nostra vita

Chiesi a Dio

«Chiesi a Dio di essere forte per eseguire
progetti grandiosi: Egli mi rese
debole per conservarmi nell’umiltà.
Domandai a Dio che mi desse la salute
per realizzare grandi imprese: Egli
mi ha dato il dolore per comprenderla
meglio.

Gli domandai la ricchezza per
possedere tutto: mi ha fatto povero per
non essere egoista.

Gli domandai il potere
perché gli uomini avessero bisogno
di me: Egli mi ha dato l’umiliazione
perché io avessi bisogno di loro.

Domandai a Dio tutto per godere la vita:
mi ha lasciato la vita perché potessi
apprezzare tutto.

Signore, non ho ricevuto niente di quello che chiedevo, ma mi hai dato tutto quello di cui avevo bisogno e quasi contro la mia volontà. 
Le preghiere che non feci furono esaudite.
Sii lodato, o mio Signore»
fra tutti gli uomini nessuno possiede quello che io ho.

  
Kitk Kilgour, campione di pallavolo,paralizzato, radiocronista sportivo